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ARTE: Haring e Kandinsky a Milano, Escher e Warhol a Catania, Chagall e Missoni a Noto

Su e giù per l’Italia, in un ponte ideale Milano-Catania, passando per Noto, all’insegna dell’arte. Nella capitale meneghina, a Palazzo Reale, omaggio al genio di Keith Haring nella mostra “About Art” curata da Gianni Mercurio. Una retrospettiva con 110 opere, di cui alcune inedite o mai esposte in Italia, dell’artista americano che vanno dall’archeologia classica alle figure archetipe delle religioni, fino alle maschere del Pacifico e alle creazioni dei nativi americani. Uno stile inconfondibile attraverso cui Haring -icona di attivista globale dell’arte- lancia messaggi su droga, razzismo, Aids, minaccia nucleare, alienazione giovanile, discriminazione delle minoranze, arroganza del potere. La mostra, inaugurata il 21 febbraio resterà aperta al pubblico fino al 18 giugno 2017.

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Al Mudec allestita la mostra di Vasilij Kandinskij, titolo “Il cavaliere errante”, con 49 opere che raccontano il ‘periodo del genio’ dell’artista russo che porta alla svolta completa verso l’astrazione, e 85 tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa. Indiscusso fondatore dell’astrattismo, rivoluzionò buona parte della successiva ricerca espressiva nel mondo. L’esposizione –inaugurata il 15 marzo- coincide con il centenario della Rivoluzione russa e cade a ridosso delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita dell’artista. Sarà visitabile nel museo di via Tortona fino al 9 luglio.

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Ci trasferiamo in Sicilia. Catania, a Palazzo della Cultura, riaccoglie Maurits Cornelis Escher, un artista che tanto amò la città siciliana da dedicarle litografie uniche, su tutte quella con la città vista dal porto e sullo sfondo il Duomo dedicato a Sant’Agata e l’Etna fumante. Nel capoluogo etneo dal 19 marzo al 17 settembre resteranno esposte opere capolavoro del paradossale gioco di geometrie, pezzi di una collezione privata, tra cui “Mano con sfera riflettente” (1935), “Vincolo d’unione” (1956), “Metamorfosi II” (1939) e “Giorno e notte” (1938). Litografie di costruzioni impossibili, geometrie interconnesse cangianti nella forma, le fantasmagorie di un artista che amava ripetere un proprio concetto filosofico: “Coloro che tentano di raggiungere l’assurdo otterranno l’impossibile”.

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RICH by Moschillo per la primavera estate 2017

Moschillo si cimenta nella moda unendo arte, filosofia, amore e passione. Continua l’amore universale per i dettagli, le geometrie e il rigore. E uno stile sempre rivolto ad un prodotto sartoriale, elegante, femminile. Unito alla praticità sportiva.

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Stampe vibranti, divertenti, colorate. Che amplificano la personalità e l’esclusività di ogni donna. La pelle è aggressiva. Arricchita da borchie speciali, da ricami e da stampe impareggiabili. Bianco contrapposto al nero. Colori netti e definiti. Bluette. Una palette fucsia declinata in tutte le sue tonalità.

Un nuovo jersey. Che si appoggia sul corpo fasciando la silhouette. Disegnato, inventato e costruito dal creativo Moschillo...

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ITINERA, tra le vie di Savoca

Conosciuto soprattutto per essere stato il set de “Il padrino” di Francis Ford Coppola, Savoca è in realtà uno dei più bei borghi d’Italia, che conserva immutato –come vivesse un incantesimo- il fascino antico di una località medievale. Lungo quelle strade ricche di storia, a ridosso della piazzetta dove si impone alla visita dei turisti il simbolico Bar Vitelli dell’indimenticata signorina Maria (anche quello ormai un pezzo di storia destinato all’immortalità) in cui è impossibile resistere al gusto della vera granita artigianale, nel terzo week end di agosto, da tre anni a questa parte, si svolge “Itinera”, rassegna artistico-culturale che trasforma il paese in un museo a cielo aperto. Performance musicali e teatrali installazioni, arti grafiche e fumetti che contemporaneamente animano le vie del centro e gli antichi monumenti, protagonisti pittori, scultori, attori, cantanti e danzatori. La kermesse “Itinera” diretta da Carmelo Ucchino e Gianfranco Stracuzzi, è stata finanziata con le risorse accumulate dalla rinuncia delle indennità dell’amministrazione guidata dal sindaco Nino Bartolotta e del consiglio comunale.

Circa diecimila visitatori in due giorni per questo evento di elevato spessore culturale che quest’anno ha avuto tra i principali protagonisti il jazz di “Scarcella & Baglioni, il soul di “Nicita Di Rosa, la cantautrice “Giovanna D’Angi” il teatro di “Cerro &Venditti”, la danza contemporanea del gruppo “Bottini, Branca, Perusi” e la sicilianità etno folk de i “Musici e cantori”. All’autore e regista Tino Caspanello, il premio della critica per il monologo “NINÕS” messo in scena dall’attrice Cinzia Muscolino in un suggestivo e peculiare rudere del medievale castello “Pentefur”. “Zabut” rassegna cinematografica internazionale dei corti d’animazione, forte del recente successo della partecipazione di registi provenienti da oltre 24 nazioni, ha confermato qualità e originalità scenica, con la riedizione dei filmati finalisti del concorso e “la prima” del giovane regista locale “Giuseppe Lo Conti”.

L’arte ...

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La materia di Mirò al Mudec di Milano

Approda a Milano (dal 25 marzo all’11 settembre 2016) la mostra di Joan Miró, artista catalano tra i più amati.

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La forza della materia ideata  sotto la direzione di Rosa Maria Malet, Direttrice della Fondazione, propone lavori dalla collezione della Fundació Joan Miró di Barcellona e da quella della famiglia dell’artista. Miró, una delle personalità più illustri della storia dell’arte moderna, è intimamente legato al surrealismo e alle influenze che artisti e poeti di questa corrente esercitarono su di lui negli anni venti e trenta. È attraverso di loro che Miró sperimenta l’esigenza di una fusione tra pittura e poesia, sottomettendo la sua opera a un processo di semplificazione della realtà che rimanda all’arte primitiva, al tempo stesso punto di riferimento per l’impostazione di un nuovo vocabolario di simboli e strumento utile a raggiungere una nuova percezione della cultura materiale.

La retrospettiva intende porre l’at...

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LEITMOTIV, collezione a/i 2016-17 da…favola!

Come in un quadro Mondrian e come in mezzo al cammin nella selva (però) colorata. Eccolo Leitmotiv, in una singolare narrazione della storia con protagonista il cervo che è icona del marchio ma anche simbolo di purezza e di mobilità. Una collezione dall’immaginario fiabesco, come uscita da un libro di Fedro: le stampe illustrano una natura dove tutto è possibile. Tra fiori rigogliosi appare il cigno incoronato (il dolore trasformato in bellezza). I conigli (sessualità ardente) si aggirano tra i funghi (energia della vita, crescita veloce), lanciando in cielo stelle che irradiano le luci del firmamento. Mentre, volano le farfalle (rinascita). Da questo paese delle meraviglie, gli animaletti scompaiono per riapparire come per magia, nei ricami sul pizzo dei capi più importanti ma sempre giocosi. L’evoluzione di Leitmotiv ribattezzata “ludo-couture”.

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Tutte le sfumature di Angelo Marani per il prossimo inverno

MNT_2739Angelo Marani è riuscito a scorgere la bellezza che si nasconde dietro al dettaglio imperfetto. Come un direttore d’orchestra ha colto tutte le sfumature dell’oggi e le ha armonizzate, creando la collezione fall-winter 2016/17: una miscela di contemporaneità graffiante e seduzione romantica.

Nella nuova collezione l’imperfezione non è più vista come un difetto, è un particolare da incastonare come un decoro prezioso. I capi sono la quintessenza della contemporaneità. Lo stilista utilizza un mix esplosivo di colori: rosso, bluette, bianco, nero, neutri e tessuti come l’organza stampata a pigmento e laminata, i pizzi, la pelle dipinta a mano, le pellicce e il tulle ricamato con paillettes che, abbinati tra loro in modo solo apparentemente casuale, creano capi   raffinati e attraenti...

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MAURILIO CATALANO, il Maestro e il Mare…

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“Il mare si sintetizza con i delfini, gli animali più buoni, più simpatici, più intelligenti e più belli che la natura abbia creato”. Il mare è una costante del Maestro Maurilio Catalano, artista palermitano e uomo di cultura grande amico di Leonardo Sciascia. La sua galleria Arte al Borgo, a Palermo, per anni è stata –ed ancora rappresenta- un luogo di incontro di intellettuali provenienti da ogni parte del mondo.

imagesMaestro, Lei ha cullato per decenni la cultura palermitana attraverso la sua Galleria. La Sicilia non vive più gli stessi fermenti culturali che caratterizzarono i decenni passati?

“La mia galleria è stata frequentata da molti intellettuali, tra le graditissime visite ricordo, oltre a Sciascia, Fabrizio Clerici, Ferdinando Scianna, Umberto Eco...

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LA STORIA DELL’ARTE ATTRAVERSO LA SICILIA

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Sgarbi

«Un secolo di arte siciliana vuol dire, in larga misura, un secolo di arte italiana. Non è lo stesso per quasi nessunaltra regione, non per lEmilia Romagna, nonostante Morandi e De Pisis; non per la Toscana, nonostante Soffici e Rosai; non per Roma, nonostante le due scuole romane. La Sicilia del Novecento, sia in letteratura sia nelle arti figurative, ha dato una quantità di artisti e scrittori che hanno contribuito in modo determinante a delineare lidentità prevalente della cultura italiana. Penso a Giovanni Gentile a Leonardo Sciascia, a Vitaliano Brancati, Tomasi di Lampedusa, Federico De Roberto e Lucio Piccolo, Gesualdo Bufalino e Manlio Sgalambro, con unintensità e una densità di proposte che non hanno paragone». Così Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, presenta Artisti di Sicilia, da Pirandello a Iudice allestita al Castello Ursino di Catania, visitabile dal 17 gennaio al 16 marzo, che espone trecento capolavori per raccontare l’importante ricerca artistica che ha influenzato la cultura dell’intero Novecento, dagli anni ’30 fino ai nostri giorni.

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 Artisti di Sicilia assembla la più importante produzione artistica isolana. Si va dai maestri più antichi come Francesco Trombadori e Fausto Pirandello e dai futuristi, Pippo Rizzo e Giulio D’Anna, fino al mondo contemporaneo dei più giovani, padroni di un’esuberante creatività. Dalla grandezza solitaria di Renato Guttuso, alla purezza di Piero Guccione, trasmessa al Gruppo di Scicli; dal mondo realistico-sognante di Bruno Caruso, all’esoterismo di Casimiro Piccolo, al magico espressionismo di Lia Pasqualino Noto, alle sculture di Emilio Greco, Ugo Attardi e Cesare Inzerillo; fino ai giovani, dalla frenesia jazzistica di Alessandro Bazan alla natura selvaggia di Fulvio Di Piazza, all’esistenzialismo sensuale di Francesco De Grandi, ai relitti di civiltà industriale esibiti da Andrea Di Marco, alle combustioni di Paolo Madonia, alle “Radici” di GIOVANNA LENTINI (nella foto, accanto la sua opera). Il film sul tema delle avanguardie di Elisabetta Sgarbi, la Scuola di Palermo, le solitudini di Renato Tosini, Croce Taravella, Piero Roccasalvo Rub, persino di Franco Battiato, le illuminazioni scenografiche di Pietro Carriglio. E i fotografi, Giovanni Chiaramonte, Luigi Nifosì, Giuseppe Leone, Angelo Pitrone.

"La Vucciria" Renato Guttuso (1974)

“La Vucciria” Renato Guttuso (1974)

Il “New York Times” l’ha definita “The exhibition of the century” (la mostra del secolo), già contesa dai più importanti musei internazionali. Ad oggi sono giunte agli organizzatori – Gianni Filippini (ideatore e produttore), Giovanni Lettini (direttore artistico) e Sara Pallavicini (direttore creativo) – richieste da New York, Londra, Parigi, Barcellona e Dubai. Per questo motivo la mostra si candida a bandiera dell’arte e della cultura italiana nel mondo: lo sarà ad Aprile a Bruxelles, dove rimarrà fino alla partenza per Londra e poi, a ottobre prossimo, New York.

«Questo progetto culturale i...

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