Monthly Archives Luglio 2020

Dior sfila nel barocco di Lecce. Maria Grazia Chiuri: “Un viaggio nella mia memoria”

Il barocco di Lecce, le tradizioni della Puglia, un richiamo alle origini per Maria Grazia Chiuri, che per Il fashion show di Dior Cruise nella capitale salentina ha voluto ricreare le atmosfere della sua terra, come una grande festa di paese: luminarie con 30mila lampadine a led e 1,5 km di tubo flessibile sempre a led per scrivere le frasi dell’artista. Ci sono voluti 12 giorni per allestire la location della sfilata evento, con la maison francese che lascia Parigi per il tacco dello Stivale.

Poi lo show, la voce dei Negramaro Giuliano Sangiorgi, le note della Pizzica (ballo pugliese) e della Taranta con l’orchestra diretta da Paolo Buonvino, 45 modelle che da protagoniste hanno indossato gli abiti della collezione Cruise 2021 dinanzi a un parterre selezionato di ospiti vip e blindato, anche per le restrizioni di carattere sanitario.

Gonne sfrangiate e abiti ricamati evocano le origini a cui la direttrice creativa della maison Dior, Maria Grazia Chiuri, si è ispirata: “È un viaggio nella mia memoria” -ha dichiarato la Chiuri alla  stampa- “Qui e’ nata anche mia figlia e qui ritorno ogni estate da quando ero piccola”.

Il virtuosismo artigianale emerge perentorio nelle creazioni: “I tessuti per realizzare le giacche provengono dal laboratorio di tessitura delle Costantine, un’associazione di donne che ha sede a Uggiano La Chiesa e che protegge anche la cultura del pizzo al tombolo“, ha inoltre spiegato Maria Grazia Chiuri.

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Il sogno candido di Pier Paolo Piccioli nella collezione Valentino haute Couture autunno/inverno 2020/21

Come in un sogno sospeso, quindici abiti bianchi di pregiatissima fattura, vere opere d’arte, compongono un tableau vivant che da solo è magia. E’ la collezione Valentino Haute Couture autunno-inverno 2020-21, presentata dal vivo in uno studio di Cinecittà a Roma in una performance che è stata ripresa in video da Nick Night, disegnata da Pierpaolo Piccioli.

Le modelle come statue sospese in aria, candida emozione di pura creazione, come solo il colore bianco sa rendere. Poesia dell’alta moda nel cielo di Roma, paese delle meraviglie, in un momento particolare di ripartenza, dove persino la sproporzione è voluta perché si traduce nel messaggio ottimistico di voler superare il limite.

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Dolce e Gabbana, dalla sfilata all’Humanitas per la Milano Digital Fashion Week alla proiezione del loro film ‘Devotion’ a Taormina: “È un nuovo inizio, il mondo sta cambiando e le novità saranno tante”

di AGATA PATRIZIA SACCONE

E’ stato il primo fashion show post pandemia dal vivo, quello di Dolce&Gabbana, in calendario nella Milano Digital Fashion Week, in uno scenario scelto non a caso, nei giardini del Campus di Humanitas University, eccellenza medico-scientifica impegnata anche nella cura del Covid-19. Un ristretto parterre, per le restrizioni sanitarie: a parteciparvi 270 ospiti, che hanno contribuito, come gli stessi stilisti, a una donazione per la ricerca.

Lo sguardo rivolto al futuro: nella singolare passerella, il sogno italiano rappresentato attraverso la gioiosa collezione uomo primavera estate 2021, dedicata all’Hotel Parco dei Principi di Sorrento e ispirata al design di Giò Ponti, con un inno al bianco e blu.  

“Il momento particolare ci impone di seguire un protocollo di sicurezza specifico, lo facciamo con piacere.” –spiega Stefano Gabbana “Crediamo che ciò non significhi rinunciare a raccontare la nostra creatività. Stiamo scegliendo, di volta in volta, il format e il mezzo che riteniamo più adatti per presentare le nostre nuove collezioni. Così, i primi di luglio è stata la volta dell’Alta Moda, tre giorni di eventi in digitale, e il 15 luglio della sfilata della Collezione Uomo PE2021 presso il Campus di Humanitas University, alla presenza di un numero limitato di ospiti. È un nuovo inizio, il mondo sta cambiando e le novità saranno tante. È bello affrontarle con curiosità e appassionarsi ai prossimi progetti che ci vedranno impegnati”.



Questo appuntamento è coinciso con il vostro recente rientro all’interno della Camera Nazionale della Moda Italiana, dopo 15 anni di distacco. Com’è maturata la scelta?

“Siamo da sempre innamorati dell’Italia e abbiamo investito la nostra energia per sostenerla e farla conoscere al mondo.” –rispondono all’unisono Dolce e Gabbana “La moda ha bisogno, ora più che mai, di forte positività e unione. In un momento particolare come questo abbiamo pensato fosse importante e giusto unire le forze. Abbiamo sostenuto il progetto della Camera della Moda “Italia We Are With You” ad aprile e abbiamo poi scelto di far parte della “Digital Fashion Week”. Queste collaborazioni ci hanno riavvicinato a Camera Moda e rientrare a farne parte è stata una conseguenza naturale. Speriamo che uniti si possa guardare insieme al futuro dando alla moda il rispetto e l’attenzione che merita, sia per sostenere la filiera produttiva, sia perché la moda stessa è una delle massime espressioni della creatività italiana”.

L’Italia storicamente è culla del mondo. Complessivamente ritenete che la ripartenza economica internazionale possa essere innescata dal nostro paese e dal suo brand più famoso che è il Made in Italy?

“Per noi l’Italia è il luogo dove tutto è iniziato e dove tutto torna sempre, come un cerchio che si chiude.” –ribadisce Stefano- “Ogni regione ha una storia da raccontare, un folklore che rivela l’anima del territorio e delle persone che lo abitano, perle di rara bellezza che devono essere conosciute. Quello che cerchiamo di fare con le nostre collezioni è raccontare e trasferire, specialmente alle nuove generazioni, l’amore per questo patrimonio culturale, per lo stile di vita italiano, un sentimento, un insieme di valori positivi. Le cose belle devono essere portate avanti e, come sempre, nel nostro piccolo cercheremo di dare un contributo. Continueremo a puntare sulla nostra Italia!”

In un momento così critico vi siete fatti trovare pronti a rimettere in moto la macchina della produzione e degli eventi aiutando così anche le sorti dei comparti più deboli come quello degli artigiani. A tal riguardo ritenete che siano sufficienti le misure emanate dal governo per il dopo pandemia?

“Non siamo economisti, non ci piace quindi dare giudizi tecnici” –precisa ancora Gabbana- “Siamo però consapevoli della fortuna che abbiamo nel vivere in un Paese che ha un incredibile patrimonio artistico e culturale e siamo fieri di poter dar luce, con il nostro lavoro, alle maestrie artigianali che, ancora oggi, rappresentano una eccellenza. In Italia siamo immersi nel ‘bello assoluto’. Il cibo, il territorio, l’arte e la cultura ci regalano continuamente bellezza. Sono spesso gli stranieri a ricordarci che, una semplice passeggiata, ci permette di ammirare palazzi dall’architettura meravigliosa, sia questa barocca o rinascimentale”.

La Sicilia, terra natìa di Domenico Dolce (originario di Polizzi Generosa, sulle Madonie), è una fonte privilegiata di ispirazione, come racconta il vostro film ‘DEVOTION’,  diretto da Giuseppe Tornatore con la colonna sonora inedita di Ennio Morricone, girato tra Palermo e Monreale e presentato in anteprima al Teatro Antico di Taormina, che ad agosto sarà proiettato in diverse piazze dell’isola. La pellicola vi riprende anche al lavoro, tra le suggestioni culturali uniche di una regione che in maniera evidente stimola la vostra capacità creativa.

DEVOTION, diretto dal maestro Tornatore che in passato ha curato anche alcuni nostri spot, vuole raccontare il nostro infinito amore per la Sicilia, il valore più grande del nostro presente”. –afferma Dolce-  Ciò che siamo oggi è il risultato della nostra storia, delle nostre esperienze e dei valori che ci hanno sempre ispirato. È importante essere consapevoli del tempo in cui viviamo ma contemporaneamente crediamo che non ci sarebbe un presente, un futuro, senza un passato, un’eredità, da cui attingere e a cui guardare con nuovi occhi”.

Le tappe siciliane di proiezione sono Siracusa (1 agosto), Caltagirone (5 agosto), Castellammare del Golfo (8 agosto), Palermo (12 agosto) e Polizzi Generosa (16 agosto).

“Non ci sono parole inoltre per esprimere la riconoscenza e l’ammirazione che ci legano al grande Ennio Morricone.” –aggiunge Gabbana- “Le sue musiche sono state colonna sonora di diversi nostri progetti, che il compianto Maestro ha reso ancora più speciali grazie alla sua geniale predisposizione al bello. La sua partecipazione al film ‘DEVOTION’ rimarrà per sempre nei nostri cuori”.

Monica Bellucci a Taormina con Stefano Gabbana e Domenico Dolce per l’anteprima di ‘Devotion’ al Teatro Antico

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Il calendario innovativo della Milano Digital Fashion Week – July issue (14-17 luglio)

E’ la prima Milano Digital Fashion Week – July issue, appuntamento voluto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana per promuovere le collezioni uomo e donna, in programma dal 14 al 17 luglio. Per i brand una vetrina per le collezioni uomo primavera/estate 2021 nonché le pre-collezioni uomo e donna primavera/estate 2021. Ogni Maison propone la propria collezione sulla piattaforma online milanofashionweek.cameramoda.it, realizzata in collaborazione tra Accenture e Microsoft con la consulenza di PwC.

Un calendario innovativo per le esigenze legate all’emergenza sanitaria, ma opportunità per il fashion system di guardare al mutato panorama puntando sull’eco (anche mediatica) del digitale.

Alla partenza, 41 i brand che hanno aderito. Tra gli eventi, due eventi con presenza fisica, il 15 luglio, di Dolce & Gabbana ed Etro,  riservati a pochissimi ospiti.

Al primo giorno invece Prada, che mostra in 5 capitoli le proprie “multiple views”, poi Alberta Ferretti con la sua Resort donna primavera estate 2021, e quindi Moschino.

Il 16 luglio è la volta di Ermanno ScervinoPhilosophy by Lorenzo SerafiniSalvatore FerragamoTod’s e DSquared2.

Venerdì 17 l’Epilogue di Gucci, con anche un video che racconta l’ispirazione della Cruise 2021 che sarebbe dovuta andare in scena a San Francisco. Ermenegildo Zegna infine presenterà un evento singolare per celebrare il 110° anniversario del marchio.

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Le ‘Cinque donne e un arancino’ raccontate da Catena Fiorello Galeano

“Cinque donne e un Arancino”…con la O.  Catena Fiorello Galeano (sì, stavolta c’è pure il cognome di mamma Sara, in bella evidenza, in copertina) ha scelto il maschile del principe della gastronomia siciliana quasi in contrasto alla dominanza di quote rosa nel suo ultimo romanzo, le cinque donne protagoniste e co-protagoniste: “Per me è naturale pronunciare arancino al maschile, provengo dalla Sicilia orientale, quindi l’ho sempre chiamato così” –precisa la scrittrice- “Aggiungo tuttavia che la discussione potrebbe anche non esistere perché persino l’Accademia della Crusca ha stabilito che possiamo chiamarlo sia al maschile che al femminile e… comunque è proprio buono in ambedue i casi. E poi, sempre in merito alla querelle, come dice Rosa, vera protagonista del romanzo, beh… quelli che lo chiamano arancina è perché l’arancia è femmina, ma l’albero è appunto maschio..!”.

Dall’altro lato troviamo una cinquina di donne?

“Avevo bisogno di cinque persone per completare una varietà di caratteri che mi serviva per narrare la storia. Peraltro, nella simbologia dei numeri, il 5 rappresenta la molteplicità, il cambiamento, l’esplorazione anche a livello fisico e mentale. Ho desiderato, del resto, che il libro venisse pubblicato proprio in questo periodo perché il contenuto vuol trasmettere un messaggio di speranza e ci fa capire che nella vita non è mai troppo tardi per ricominciare. Le difficoltà economiche, la perdita del lavoro, sono situazioni difficili ma che talvolta possono essere superate semplicemente rimboccandosi le maniche e ricreando qualcosa di nuovo”. 



Rosa, la protagonista del libro, sceglie di ritornare in Sicilia dopo una dolorosa vicenda familiare: a proposito pure di ‘Picciridda’ ancora una volta rievochi nel tuo romanzo un ritorno alle origini…

“Nel romanzo ‘Picciridd’a ho parlato dell’emigrazione, di una coppia di genitori costretta a lasciare la Sicilia in cerca di occupazione all’estero e di come, a causa di questo problema che accumunava gli abitanti del paese dove ambientato, quel luogo si stesse svuotando. Stavolta parlo invece della contro-emigrazione, di coloro che ritornano nella terra d’origine. Tema, peraltro, assai attuale in un momento surreale che ci ha fatto rendere conto di quanto siano importanti i piccoli centri urbani. Invertendo la rotta, proviamo a ripopolare i piccoli centri e sono certa che anche l’economia ne beneficerà, anche grazie alle nuove forme occupazionali che si potrebbero in prospettiva sviluppare spaziando dal turismo all’artigianato”.

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