A Roma il primo monomarca del talentuoso stilista siciliano Fausto Puglisi

È stato certamente tra gli stilisti più discussi di quest’ultimo periodo poiché ha inaugurato proprio lo scorso lunedi, in concomitanza temporale con la kermesse AltaRoma, il suo primo monomarca situato nel cuore della  capitale in partnership con Sermoneta Luxury Group.

untitled1Fausto Puglisi, talentuoso fashion designer siciliano  – più precisamente messinese –  tra i più apprezzati nel panorama internazionale,  inizia la sua carriera ad appena diciotto anni  e sceglie come città start up New York dove inizia a collaborare con stylist e fotografi di fama internazionale.
Dalla città della grande mela ad Hollywwod il passo è breve cosicchè Puglisi ben presto entra in contatto con le celebrities del mondo del cinema e della musica che lo consacrano loro stilista indossandone gli abiti per gli eventi più importanti. Lo stile di Fausto Puglisi è assolutamente ricco e deciso, punta sui contrasti dei colori e sulla ricerca dei ricami, un mix di ispirazioni le sue che spaziano tra la Sicilia eroica, il neorealismo italiano, lo star system americano, la forza dei gladiatori romani, l’architettura moderna e l’opulenza del Barocco mediterraneo. Con le sue creazione “one of a Kind” ha vestito star internazionali del calibro di Madonna, Jennifer Lopez, Beyoncé, M.I.A., Katy Perry ma anche Belén Rodríguez al Festival di Sanremo dello scorso anno.

untitled2Il suo stile ha conquistato Domenico Dolce e Stefano Gabbana che lo hanno coinvolto nel progetto “Young Designers”, dedicandogli ampio spazio all’interno del concept-store Spiga 2 a Milano.

“Eleonora e Angelo Sermoneta mi seguono dal mio debutto – dichiara Puglisi –  ed hanno creduto in me da subito, perciò oggi per me è un onore essere rappresentato da chi ha accompagnato il successo di molti grandi stilisti a Roma, città che adoro da sempre”.

Fausto Puglisi giovane siciliano che ad appena 18 anni, da solo, parti a cercar fortuna in America. Una scelta coraggiosa data la giovane età…

“Tutto per me dev’essere straordinario, bellissimo ed in quel periodo per me l’America era  il massimo, dalla musica alle rock star alle top model. Ho sempre guardato film e telefilm americani (Starsky & Hutch,  Magnum, P.I., Wonder Woman) erano delle suggestioni che mi affiscinavano e facevano parte del mio background mentale”.

La tua collezione p/e 2013, cosi come qualcuno ha scritto, rievoca un pò lo stile Gianni Versace anni ‘80…

“Per me Gianni Versace è stato il piu grande maestro in assoluto. Lui e Dolce e Gabbana mi hanno sedotto poichè hanno sempre fatto cose forti ma desiderabili dalle donne. Loro in quel periodo erani gli stilisti italiani che comunicavano con uno stile forte ma senza troppi fronzoli. Ricordo che quando avevo 15 anni respiravo a Taormina l’aria di chi vestiva quello stile. Gianni Versace era il mio luna park, aveva una dote straordinaria che era l’internazionalità,  rendeva tutto super veloce e giovane”.

Lei ritiene che l’eleganza è sinonimo di personalità, in un momento di congiuntura economica assai difficle però non tutti possono permettersi un look griffato…

“Oggi si può essere eleganti con poco, basta acquistare dei capi vintage. Lo stile non ha mai a che fare con la griffe e lo dico andando anche contro i miei interessi. Per lo stile non servono i soldi, è insito nel DNA”.

Ha mai pensato di disegnare una capsule collection per le grandi catene di distribuzione tipo H&M

“Grande rispetto per H&M, trovo che abbiano fatto un percorso straordinario e geniale, ma io preferisco l’originalità all’omologazione. Se mi dovesse capitare lo farei ma con un criterio e ironia. Noi italiani proprio per la nostra originalità e creatività dovremmo dire viva il lusso che da la possibilità di potersi esprimere!”

Ai ragazzi che vorrebbero intraprendere la sua professione che consigli si sente di dare in un momento in cui non tutte le famiglie economicamente riescono a supportarli economicamente?  

“I ragazzi dovrebbero smettere di chiedere soldi alle famiglie. Io non li ho mai chiesti, ho fatto il cameriere a New York per mantenermi. Le famiglie debbono debbono essere aperte e spronare mentalmente i figli sin da piccoli ad essere curiosi. I ragazzi debbono capire che le università servono a ben poco se non si ha l’abilità che certamente nasce dall’esperienza  sul campo”.

Oggi qual’è il suo rapporto con la Sicilia e c’è qualcosa in paticolare che le manca?

“L’ossessione più grande è il mare e la granita. Durante l’inaugurazione del mio monomarca a Roma ne ho mangiate ben sei!”.untitled3

 

 

 

 

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