L’ ARAB FASHION WEEK nel segno dell’Italia. In passerella pure il brand etico CANGIARI

Gli stilisti italiani dal 16 al 19 marzo a Dubai diventano punto di riferimento per la moda araba, nell’ambito dell’ Arab fashion week. Una kermesse che ha l’obiettivo di promuovere designer emergenti e le loro creazioni nei mercati di tutto il mondo. A rappresentare gli italiani che sfileranno nel corso della manifestazione Magik Kids al Dubai Mall dedicata all’abbigliamento infantile, presenti Blumarine, Miss Grant e Pinco Pallino. Cristiano Burani, Alberto Zambelli, Ultrachic, Giada Curti e Laura Mancini gli altri stilisti partecipanti per il nostro Paese.

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Presentazione a Milano dell’Arab Fashion Week. Al centro il Presidente Mario Boselli (Photo Credits: Giovanni Paratore)

Nella delegazione anche il brand CANGIARI, marchio di moda eco-etica di fascia alta in Italia, scelto per l’esclusivo evento EcoFashion sponsorizzato da Stella McCartney e Adidas il 18 Marzo. Le creazioni CANGIARI hanno conquistato il prestigioso parterre internazionale per lo stile ed i tessuti pregiati biologici caratterizzati da trame, orditi e stramature realizzati con gli antichi telai dalle donne della Calabria e firmati dalla comunità creativa guidata da Mariapaola Pedetta.

Per CANGIARI, brand premiato nelloccasione, una nuova avventura: “Abbiamo colto l’occasione –spiega il presidente, Vincenzo Linarello- per iniziare a mettere il naso fuori dall’Italia, questo progetto ci dà la possibilità di iniziare a realizzare il nostro obiettivo, che è quello di puntare all’estero: oggi ci sono mercati mondiali che sono pronti alla novità Cangiari che è artigianalità, ecologia ed etica. Quindi abbiamo voluto cogliere questo per avviare il processo di internazionalizzazione del brand”.

– Quale novità apporta rispetto alla precedente collezione ?

L’ultima collezione estate 2016 rispetto all’inverno 2016/17 ha una svolta molto netta: dalla scorsa abbiamo ripreso come direttore creativo Maria Paola Pedetta ed è stata la nostra stilista d’esordio che ha interpretato molto bene l’indole e il carattere di Cangiari. Insieme a lei abbiamo fatto una scelta chiara che è quella del telaio a mano come firma distintiva di Cangiari, nasce dal salvataggio dell’antica arte dekka tessitura a mano della Magna Grecia, però finora abbiamo usato con parsimonia i telai a mano, queste due ultime edizioni invece abbiamo deciso di gridarlo ad alta voce ed è la nostra caratteristica distintiva“.

L’Arab Fashion Week è organizzata da Afc-Arab Fashion Council, in partnership con Huawei Arabia, finestra della moda e di designer internazionali nel Medio Oriente.

“L’industria della moda solo in Italia oggi vale 74 miliardi” – spiega Jacob Abrian, ceo dell’Arab fashion council – “I consumatori hanno nuove esigenze e una nuova concezione di stile, rappresentata dalla ready couture, un ottimo compromesso tra prodotto commerciale e prodotto di fascia alta”.

Presentazione a Milano dell’Arab Fashion Week (Photo Credits: Giovanni Paratore)

Mario Boselli, già presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana (di cui ora è presidente onorario), da quasi un anno ricopre un nuovo rilevante incarico in seno all’Arab Fashion Week: un connubio che inizia ad essere davvero vincente?

“Direi stimolante perché è legato anche a una piazza che ha un duplice valore: il primo è di sbocco per i nostri stilisti e giovani che hanno qualche difficoltà ad andare da soli sui mercati, quindi l’Arab Fashion Week è un buono strumento; e poi anche i 22 paesi che fanno riferimento all’Arab Fashion Council sono paesi dalla filiera molto interessante per l’Italia, così si riesce a produrre a costi competitivi rispetto a quello che è difficile realizzare in situazioni lontane di delocalizzazione”.

– Lei rimane un punto fermo per tutti del settore dell’universo fashion?

“Avendo lavorato tanto e con passione, la gente si ricorda di quello; e siccome quest’impegno continua sul piano internazionale, ho ancora motivo per rimanere vicino ai giovani italiani che meritano di avere il successo del mondo”.

– Il suo termometro su quest’ultima edizione dell’Arab Fashion Week?

“Molto buono, creatività molto alta e presenza notevole di buyer”.

Per il Medio Oriente da segnalare infine i momi di Lamya Abedin e Hamda Al Fahim dagli Emirati, Jasmal Taslaq dalla Palestina, Turk Jadallah dal Kuwait, Tiiya dal Qatar, Abed Mafhouz dal Libano e la principessa araba Tiji Al Anoud al suo debutto con una collezione ispirata al Giappone.

Agata Patrizia Saccone

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