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MAURILIO CATALANO, il Maestro e il Mare…

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“Il mare si sintetizza con i delfini, gli animali più buoni, più simpatici, più intelligenti e più belli che la natura abbia creato”. Il mare è una costante del Maestro Maurilio Catalano, artista palermitano e uomo di cultura grande amico di Leonardo Sciascia. La sua galleria Arte al Borgo, a Palermo, per anni è stata –ed ancora rappresenta- un luogo di incontro di intellettuali provenienti da ogni parte del mondo.

imagesMaestro, Lei ha cullato per decenni la cultura palermitana attraverso la sua Galleria. La Sicilia non vive più gli stessi fermenti culturali che caratterizzarono i decenni passati?

“La mia galleria è stata frequentata da molti intellettuali, tra le graditissime visite ricordo, oltre a Sciascia, Fabrizio Clerici, Ferdinando Scianna, Umberto Eco...

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EROS & CIBO AL ‘MIA FAIR’

145 stand, un programma culturale frutto del confronto con i grandi festival europei di fotografia ai talk ispirati dal centenario della nascita di Roland Barthes; una mostra dedicata al prezioso archivio fotografico di Giuseppe Pellizza da Volpedo ed un’altra rivolta al libro d’artista. Mai così ricca e poliedrica MIA Fair, fiera dedicata alla fotografia ideata e diretta da Fabio Castelli, in scena con la sua quinta edizione a Milano, nella cornice di The Mall (Porta Nuova). Il debutto della performance, gli ormai tradizionali momenti di scouting condotti da personalità di livello internazionale, gli incontri sul delicato tema degli aspetti legali che toccano il mondo dell’immagine e un focus dedicato a Expo 2015. Curiosità ed interesse ha suscitato l’abbinamento tra eros e cibo, come proposto in alcune immagini della gallery. 

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Nei saloni di Palazzo Reale, a Milano, in mostra la camicia bianca di Ferré

Concepita con l’intento di mettere in luce la poetica sartoriale e creativa dell’ architetto della moda, Gianfranco Ferré, la mostra organizzata a Milano a Palazzo Reale riscopre ed esalta la camicia bianca, vero e proprio paradigma dello stile Ferré. Presenza costante che corre come un fil rouge lungo tutta la sua carriera, la camicia bianca è stata definita dallo stesso stilista “segno del mio stile”, oppure “lessico contemporaneo dell’eleganza”.

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Elemento di continuità e capo eletto ad icona dello stile, della cultura progettuale e della creatività di Gianfranco Ferré, artefice indiscusso del Made in Italy la camicia rappresenta il capo su cui l’autore concentra l’attitudine a trasformare e innovare il linguaggio e l’estetica della moda.

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LA STORIA DELL’ARTE ATTRAVERSO LA SICILIA

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Sgarbi

«Un secolo di arte siciliana vuol dire, in larga misura, un secolo di arte italiana. Non è lo stesso per quasi nessunaltra regione, non per lEmilia Romagna, nonostante Morandi e De Pisis; non per la Toscana, nonostante Soffici e Rosai; non per Roma, nonostante le due scuole romane. La Sicilia del Novecento, sia in letteratura sia nelle arti figurative, ha dato una quantità di artisti e scrittori che hanno contribuito in modo determinante a delineare lidentità prevalente della cultura italiana. Penso a Giovanni Gentile a Leonardo Sciascia, a Vitaliano Brancati, Tomasi di Lampedusa, Federico De Roberto e Lucio Piccolo, Gesualdo Bufalino e Manlio Sgalambro, con unintensità e una densità di proposte che non hanno paragone». Così Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, presenta Artisti di Sicilia, da Pirandello a Iudice allestita al Castello Ursino di Catania, visitabile dal 17 gennaio al 16 marzo, che espone trecento capolavori per raccontare l’importante ricerca artistica che ha influenzato la cultura dell’intero Novecento, dagli anni ’30 fino ai nostri giorni.

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 Artisti di Sicilia assembla la più importante produzione artistica isolana. Si va dai maestri più antichi come Francesco Trombadori e Fausto Pirandello e dai futuristi, Pippo Rizzo e Giulio D’Anna, fino al mondo contemporaneo dei più giovani, padroni di un’esuberante creatività. Dalla grandezza solitaria di Renato Guttuso, alla purezza di Piero Guccione, trasmessa al Gruppo di Scicli; dal mondo realistico-sognante di Bruno Caruso, all’esoterismo di Casimiro Piccolo, al magico espressionismo di Lia Pasqualino Noto, alle sculture di Emilio Greco, Ugo Attardi e Cesare Inzerillo; fino ai giovani, dalla frenesia jazzistica di Alessandro Bazan alla natura selvaggia di Fulvio Di Piazza, all’esistenzialismo sensuale di Francesco De Grandi, ai relitti di civiltà industriale esibiti da Andrea Di Marco, alle combustioni di Paolo Madonia, alle “Radici” di GIOVANNA LENTINI (nella foto, accanto la sua opera). Il film sul tema delle avanguardie di Elisabetta Sgarbi, la Scuola di Palermo, le solitudini di Renato Tosini, Croce Taravella, Piero Roccasalvo Rub, persino di Franco Battiato, le illuminazioni scenografiche di Pietro Carriglio. E i fotografi, Giovanni Chiaramonte, Luigi Nifosì, Giuseppe Leone, Angelo Pitrone.

"La Vucciria" Renato Guttuso (1974)

“La Vucciria” Renato Guttuso (1974)

Il “New York Times” l’ha definita “The exhibition of the century” (la mostra del secolo), già contesa dai più importanti musei internazionali. Ad oggi sono giunte agli organizzatori – Gianni Filippini (ideatore e produttore), Giovanni Lettini (direttore artistico) e Sara Pallavicini (direttore creativo) – richieste da New York, Londra, Parigi, Barcellona e Dubai. Per questo motivo la mostra si candida a bandiera dell’arte e della cultura italiana nel mondo: lo sarà ad Aprile a Bruxelles, dove rimarrà fino alla partenza per Londra e poi, a ottobre prossimo, New York.

«Questo progetto culturale i...

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Simona Atzori, la sua vita in un libro: “Dio mi ha disegnata così e gliene sono grata”

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Simona Atzori

“Ho sempre vissuto con assoluta serenità perché ho avuto due grandi genitori e perché ho sempre percepito forte la sensazione interiore che se non ho le braccia è solo una scelta di Dio che mi ha disegnata così”.

Simona Atzori, ballerina e pittrice milanese di origini sarde, oltre ad essere una straordinaria artista, è un esempio di vita e di vitalità. E’ stata ambasciatrice per la danza nel Giubileo del 2000 e protagonista della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino nel 2006. Ha danzato al “Roberto Bolle and Friends”, al Teatro Antico di Taormina e alla Fenice di Venezia. Nell’ottobre del 2009 è nato il “Simona and Friends” nel quale lei si esibisce accanto a star internazionali della danza. 

Sul palco si libra come una farfalla…a cui ...

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“Le stelle non sono lontane”…con gli occhi (e la penna) di Candida Morvillo

906257_10204039577058506_7640996078395602933_o“Ci sono storie che meritano di essere raccontate. Quella di Astrid è una di queste”. Candida Morvillo, giornalista e scrittrice, presenta così a Taormina (in una villa location d’eccezione nell’ambito degli incontri organizzati dalla libreria Mondadori coordinati da Antonella Ferrara -ndr) il suo romanzo “Le stelle non sono lontane” edito da Bompiani e la protagonista che sta al centro delle vicende, una venticinquenne di umili origini calabresi che ha raggiunto il successo in tv. Astrid è fidanzata con Giangi, un giovane conte, noto nei salotti buoni e alle cronache rosa, ma nella vita di lei c’è anche il presidente, figura archetipica del politico italiano, diviso tra vizi privati e pubbliche virtù.

candida_morvillo_le_stelle_non_sono_lontaneAmbientato nell’Italia dei giorni nostri, non a caso il libro è stato accostato al film di Paolo Sorrentino “LA GRANDE BELLEZZA”: “Rispetto al film di Sorrentino –precisa la Morvillo- in più ci sono i politici e le donne. Ritengo però che se il regista avesse inserito certe figure nel suo film probabilmente non avrebbe vinto l’Oscar! Nel film c’è la decadenza di oggi contro il grande fasto antico. Io ho cercato di fare un ritratto piu rispondente alla realtà. Il comune denominatore semmai tra film e libro è il senso di grande tristezza che attanaglia i protagonisti: tutti hanno apparentemente ciò che vogliono, ma in realtà sono tristi e frustrati senza neppure conoscere bene il perché”.

Qual è l’input che ti ha indotta a scrivere questo romanzo?

“Un bisogno molto forte di raccontare un pezzo importante della realtà che ci circonda, quel pezzo di mondo che ruota attorno al compromesso, anche sessuale, e che affonda le sue radici nel mondo della politica, della televisione, nei palazzi del potere. Ho sentito l’esigenza, appunto, di raccontare quello che definisco un po’ l’epifenomeno di tante altre cose, del desiderio di facile successo e di facile visibilità che coglie tante persone, non solo quelle che vogliono partecipare al Grande Fratello ma anche quelle che banalmente vivono sui social network proprio per il bisogno continuo di avere un successo personale misurando il proprio valore con il riscontro del seguito ottenuto. Molte ragazzine vanno addirittura in webcam per prostituirsi, anche se soltanto on line, allo scopo di poter comprare accessori di lusso”.

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