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Giorgio Armani lascia Parigi e punta su Milano anche per l’haute couture: a gennaio a Palazzo Orsini la sfilata Armani Privé

Il mondo della moda cambierà nel dopo pandemia. E Re Giorgio, ancora una volta anticipando tutti, rimodula le sue sfilate. Le collezioni Giorgio Armani ed Emporio Armani uomo e donna saranno presentate a settembre 2020 a Milano, secondo modalità in via di definizione. La sfilata Armani Privé verrà posticipata a gennaio 2021 e anziché a Parigi si terrà nella storica sede milanese di Palazzo Orsini, in via Borgonuovo, segnando così il ritorno dell’haute couture nella capitale meneghina. La collezione, che non avrà stagionalità, prevederà capi adatti all’inverno così come capi più leggeri per l’estate. A partire da giugno 2020, lo stilista intanto metterà a disposizione delle clienti i servizi della sua sartoria: un ampio repertorio di modelli, attuali e delle precedenti...

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Turismo, in Sicilia sventola Bandiera Blu: 7 le spiagge siciliane con le acque più limpide

Sono 7 le spiagge siciliane in cui sventolerà la Bandiera Blu.

Un prestigioso riconoscimento per una regione che punta sul turismo e che quest’anno riserverà i suoi 1250 chilometri di costa principalmente a vacanzieri connazionali o della stessa isola, in un’estate dove d’obbligo sarà innanzitutto il rispetto delle rigide regole anti-Covid19. A conquistare nel 2020 il vessillo conferito dalla FEE (Foundation for Environmental Education): nel ragusano, Ispica con i tre tratti di Punta Ciriga e Santa Maria del Focallo; Pozzallo con le spiagge di Pietre Nere e Raganzino; Marina di Ragusa; nell’agrigentino Menfi  il Lido Fiori Bertolino e Porto Palo Cipollazzo; nel messinese Tusa con la spiaggia Lampare e spiaggia Marina; Santa Teresa di Rival; le Isole Eolie con Lipa...

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Il Cav.Mario Boselli, neo eletto presidente Fondazione Italia-Cina: “Dopo il lockdown, ripartire con cautela, modificando anche i comportamenti individuali, ma è necessario che le aziende tornino presto a produrre”

(di AGATA PATRIZIA SACCONE)

“Dobbiamo distinguere la capacità delle aziende di resistere e da qui ripartire. Il Governo italiano si è occupato bene della prima fase della pandemia, ma è necessario che le aziende comincino presto a produrre. L’auspicio è di poter riprendere con le cautele del caso, in modo selettivo e progressivo, da dopo Pasqua”.

Il Cav. Mario Boselli (Presidente onorario della Camera nazionale della Moda Italiana, alla guida dell’Istituto Italo Cinese, Official Ambassador della Shanghai Fashion Week e ora neo eletto Presidente Fondazione Italia-Cina) analizza il difficile momento e gli effetti del lockdown sul sistema moda nonché le ricadute sull’economia nazionale. E se il dopo pandemia potrà essere una ripartenza oppure un ricominciare, dichiara: Facciamo in premessa un minimo distinguo sui soldi, quanti, sulla base di ciò che prevede il DPCM, ne vengono prestati alle aziende e quindi restituiti. Proprio perché presuppongono restituzione, bisogna creare ricchezza e per creare ricchezza occorre mettere di nuovo in funzione una macchina che produca, distribuisca e arrivi così alla filiera del consumo. Se siamo finora riusciti a mantenere in piedi le aziende, bisogna creare le condizioni domani per ripartire con entusiasmo, volontà di riscatto e voglia di vivere anche molto superiore a una ripresa normale. Le aperture comunque debbono essere graduali, a iniziare dalle piccole e medie imprese che non potrebbero resistere oltremodo perché hanno le strutture finanziarie e patrimoniali più deboli, erano comunque già predisposte a seguire i provvedimenti di tutela necessari, per di più il loro personale è solitamente locale, quindi viaggia meno e l’eventuale rischio contagio si riduce”.

– La Cina, prima nazione in ginocchio ma anche la prima a rialzarsi, quanto influirà in prospettiva nella bilancia dell’economia mondiale?

“La Cina, per dimensione e numero di abitanti, è una potenza che sposta gli equilibri, il fatto che riparta prima può tradursi come contributo migliore anche per l’Italia. La gente ha la memoria corta e, superata la paura del virus, se c’è di mezzo l’interesse economico si tornerà presto al commercio. Del resto, se vogliamo essere pragmatici, senza la Cina dove si va a vendere? L’Europa è ferma, l’America sembra messa male a causa del Covid-19, l’unico mercato che per primo si risana e può acquistare è proprio quello cinese. Di recente mi sono fatto inviare un aggiornamento statistico proprio dalla Cina: ebbene, dopo 44 giorni di stop forzato, con le riaperture, l’incremento di vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ha registrato un +129%”.

– Anc...

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#aTuxTu … con la stilista Gigliola Castellini Curiel

“La moda ha i suoi tempi, a settembre bisognerà essere pronti e lo saremo. Anche se la normalità non ci sarà ancora, specie per viaggiare. Ma le sfilate potranno vedersi intanto anche in altro modo…”

(interview diretta Instagram @agatapatriziasaccone)

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2020 obbligato anno ‘sabbatico’ degli eventi: annullamenti e rinvii, effetto domino della pandemia

Alla fine il 2020 sarà un anno ‘sabbatico’. Forza maggiore. Gli entusiasmi sull’anno palindromo si sono spenti subito, dopo appena due mesi, per l’irrompere improvviso nel mondo della forza dilagante e dirompente del Covid-19, il virus assassino. Nessuno perciò si vorrà più ricordare di questi mesi non vissuti (se non tra le mura domestiche), né degli altri a seguire in cui bisognerà fare i conti con gli effetti della paura e della conseguente crisi economica scaturita.

Il bilancio e le riflessioni saranno pari a un periodo post-bellico. Il settore degli eventi, messo in ginocchio dalla pandemia, già da solo parla chiaro: annullati appuntamenti di valenza internazionale, finanche le Olimpiadi di Tokyo e i Campionati Europei di calcio, come ai tempi della guerra. Se ne riparlerà nel 2021. Allo stesso modo Expo Dubai. E probabilmente, dopo gli annunciati rinvii, si riveleranno di dodici mesi gli spostamenti anche per spettacoli, manifestazioni, concerti e fiere. La Germania, proiettandosi a ottobre, ha già annullato L’Oktober Fest.

Pirelli, alla luce dell’emergenza Covid-19, ha deciso di rinunciare al lancio del Calendario Pirelli 2021. Il progetto “The Cal”, nell’ambito delle iniziative già intraprese dalla società, piuttosto ha donato 100 mila euro a favore della ricerca contro il Coronavirus. Ha dichiarato il Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato, Marco Tronchetti Provera: “È già avvenuto in passato, nel 1967 e poi dal 1975 al 1983, che il Calendario Pirelli non fosse realizzato. La straordinaria emergenza sanitaria ci spinge oggi a fare altrettanto. Ci rimetteremo al lavoro al momento giusto, insieme a coloro che oggi erano al nostro fianco nel progetto”.

Saltati, inoltre, solo in Italia, il Salone del Mobile di Milano, il Vinitaly di Verona, il Miart; rinviato il Salone del libro di Torino; nello sport, la gara ciclistica Milano-Sanremo, sospesi i campionati di calcio, rinviato a data da destinare il Giro d’Italia; slittata a settembre (al momento) la moda di giugno, dal Pitti a Milano Uomo.

Pronti a saltare i conc...

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Confindustria Moda, Camera della Moda e Altagamma scrivono al Premier Conte

Confindustria Moda, Camera della Moda e Altagamma scrivono un documento articolato in 13 punti al premier Giuseppe Conte. Il comparto, che vale 95 miliardi di euro di fatturato e conta 65mila aziende con 600mila addetti, bloccato dal lockdown provocato dalla pandemia, confida di ripartire in tempi brevi, il rischio è il tracollo soprattutto delle piccole e medie imprese motore del settore.

«Se non riapriamo in tempi ragionevoli -afferma Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda, che raggruppa le imprese di tessile, moda, accessori- il 50% delle aziende rischia di saltare».

«Abbiamo spiegato al governo che la nostra è un’industria stagionale. Se sommiamo le vendite saltate e la difficoltà di proporre le nuove collezioni questa industria rischia di perdere 50 miliardi» agg...

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