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Haute Couture: Parigi stupisce! Il messaggio di Pierpaolo Piccioli (con le congratulazioni di Valentino), le continue sorprese di Re Giorgio Armani, la conferma di Giambattista Valli.

Cala il sipario sulla Haute Couture Paris Donna Primavera-Estate 2019 che certamente verrà ricordata non solo per i graditissimi e attesi ritorni sulla scena come quello di Balmain Paris, lontano dalle passerelle da sedici anni, ma indubbiamente per la grande emozione regalataci da Pierpaolo Piccioli direttore creativo della maison Valentino: “I have a dreaming”, come posta lo stesso Piccioli sul suo profilo social (senza mai dimenticare di ringraziare tutto il suo team).

Stavolta ha davvero superato se stesso con tanto di chapeau anche da parte del grande imperatore Valentino Garavani, in prima fila insieme a Giancarlo Giammetti, il quale, esprimendosi con un solo aggettivo “sensational!” si congratula con Pierpaolo Piccioli.

In scena 65 abiti scenografici che raccontano una bellezza stravagantecon un gran finale di passerella con la commossa Naomi Campbell –ritornata dopo 15 anni-  in abito in chiffon trasparente nero. Assieme a lei a sfilare anche Mariacarla Boscono, Vittoria Ceretti, Natalia Vodianova, Kaia Gerber.

Tra le celebrities presenti, Céline Dion, Luca Guadagnino, Courtney Love, Rami Malek e Lucy Boynton, Mia Goth, Sofia Coppola e gli stilisti Claire Waight Keller, direttore creativo di GivenchyRaf Simons, Christian Louboutin

Givenchy, già alla terza sfilata couture con il direttore creativo Claire Waight Keller, con il proprio show ha scelto di rompere gli schemi abbandonando le classiche location parigine per uno scenario molto più contemporaneo: il Musée d’Art Modernede la Ville de Paris. “Rispetto alla sfilata di alta moda AI2018 volevo un nuovo inizio, una tela bianca per intenderci. Un concetto che ho interpretato alla lettera scegliendo uno spazio cubico bianco con pavimenti ultra laccati e non un solo cavo in vista” afferma la Waight Keller.

Givenchy PE2019

Una cinque giorni d’alta moda nella capitale francese, palcoscenico delle sfilate delle maison più prestigiose (ultimo giorno di calendario riservato solo agli eventi dedicati all’alta gioielleria) apertasi con i giardini fioriti di Schiaparelli, ritornato sulla passerella.

Schiaparelli PE2019

E poi il mondo del circo di Maria Grazia Chiuri, direttore creativo di Dior, che con le sue modelle e acrobati in uniformi bianco e nere più un trucco di scena che si rifà alla celebre maschera piangente di Pierrot e ha sfilato nella consueta location degli show del marchio, Musée Rodin. “Un equilibrio sopra la follia” come li definisce la stessa Chiuri. Tra gli special guest  l’attrice Monica Bellucci.

Dior  haute couture PE2019

Per Giambattista Valli, da vent’anni trasferito nella capitale francese, “l’haute couture è un patrimonio che appartiene a Parigi e alla Francia”. Lo stilista romano attraverso la sua collezione ha dimostrato ancora una volta che è in grado di confezionare abiti sartoriali con grande disinvoltura.

Re Giorgio non smette mai di stupire, ognuna delle 83 uscite sulla passerella parigina è una sorpresa: il jumpsuit in paillettes nere, l’abito in paillettes, baguette e cristalli, il cappotto che sembra una vestaglia da boudoir cinese in seta goffrée con ricami di paillettes e di baguettes, gli abiti con ricami a geometrie tridimensionali, gli abiti composti da sottilissime frange, la sensualissima giacca in pelle laccata rossa che fa innamorare anche i meno appassionati del fetish, i pantaloni dei tuxedo in seta jacquard appena svasati sul fondo che accompagnano giacche dalle spalle costruite, le gonne e gli abiti longuette in garza di seta, le gonne lunghe a tubo in paillettes e infine  arriva un abito a colonna fatto di lucide paillettes bianche messe  in evidenza da tre pastiglie rosse e una nera a sinistra della scollatura. 

“Non fermarsi mai! Una delle prerogative che deve avere un designer di moda è quella di non fermarsi sui successi ottenuti, sui livelli raggiunti, sulla creatività già espressa. Abbiamo il dovere di superare noi stessi. Io non vorrei continuare a sentirmi dire ‘Armani è sempre Armani’, come se fosse la garanzia di qualità di un prodotto. Mi piacerebbe sapere stupire ancora per la moda che faccio”.  

L’ambientazione della...

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Uno short movie per raccontare il Cuoio di Toscana: da Londra a New York e poi Milano

“Cuoio di Toscana”, il consorzio di riferimento delle griffe internazionali per il cuoio, sarà protagonista a Lineapelle Londra e Lineapelle New York. Il Consorzio si conferma così tra i protagonisti della kermesse internazionale che richiama il top dei creativi e designer da tutto il mondo per intercettare le nuove tendenze in ambito pelle. Le due preview di Londra e New York, che coinvolgeranno complessivamente 170 espositori, anticipano la 95esima edizione del Salone previsto a Milano dal 20 al 22 febbraio.

In occasione delle manifestazioni, sarà proiettato il nuovo fashion film “Show your sole”, per la regia di Marco De Giorgi, su idea e progetto di Fabiana Giacomotti, firma della moda, e direttore scientifico del Master in Teoria e Strategie della Moda presso l’Università di Roma La Sapienza. Il cortometraggio, prodotto da Aria Adv, mostra la moda “capovolta”, vista dalla prospettiva inedita del passo, attraverso il racconto upside down delle sfilate. Il film gode del patrocinio di UNICLineapelle e Micam Milano ed è stato presentato in anteprima lo scorso 9 gennaio, in occasione di Pitti Uomo 95.

Lo short movie racconta l’ultima settimana della moda di Milano, rivelando il potere narrativo e seduttivo delle calzature. Dominanti le note de “Il volo del calabrone”.  Il fashion film è una selezione delle 30 ore di girato, per 6 giorni di riprese, che ha coinvolto 25 brand di riferimento della moda internazionale: Giorgio Armani, Arthur Arbesser, Luisa Beccaria, Byblos, René Caovilla, Brunello Cucinelli, Doucal’s, Fragiacomo, Elisabetta Franchi, Iceberg, Les Copains, Loriblu, Loro Piana, Max Mara, Antonio Marras, Missoni, Philipp Plein, Emilio Pucci, Santoni, Vivetta a Emilio Pucci, da Daizy Shely a Antonio Marras, da Loriblu, Vionnet, Giuseppe Zanotti.

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“Il progetto – spiega Antonio Quirici, presidente di Cuoio di Toscana – vuole raccontare l’immenso panorama di personaggi, colori e creatività che ruota intorno al mondo delle scarpe. È il primo di una serie di iniziative a supporto della filiera della calzatura di qualità. Ringrazio tutti i brand che ci danno fiducia utilizzando il nostro prodotto, e che hanno partecipato con entusiasmo alla realizzazione del film”.

Cuoio di Toscana

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Patrizia Pepe rende omaggio ai 60 anni di Barbie

Patrizia Pepe rende omaggio ai favolosi 60 anni di Barbie con un’inedita capsule collection ad alto tasso di glamour e colore, presentata sullo sfondo della storica Sala della Polveriera nella Fortezza da Basso. La collaborazione con il brand fiorentino rappresenta per Mattel il primo capitolo di un anno ricco di festeggiamenti e celebrazioni che per tutto il 2019 vedranno come protagonista la ‘fashion doll’ più famosa del mondo, nata nel Wisconsin il 9 marzo 1959.

“Barbie è una vera e propria icona che ha accompagnato generazioni di bambine di ogni età e nazionalità, dimostrando loro che possono essere tutto ciò che desiderano e incoraggiando, attraverso il gioco, l’immaginazione e la creatività. Essere qui insieme per celebrare un anniversario così importante è per me motivo di grande orgoglio, sia come designer che come donna” dichiara Patrizia Bambi,fondatrice e direttore creativo di Patrizia Pepe.

E Filippo Agnello,Vice Presidente & Country Manager Italy, Spain and Portugal Mattel,conferma: “Sono particolarmente orgoglioso di poter annunciare la partnership con Patrizia Pepe. Attraverso il brand Barbie condividiamo con questo iconico brand alcuni valori chiave, fra gli altri essere d’ispirazione per le piccole consumatrici liberando il loro spirito creativo affinché possano esprimersi al meglio anche attraverso la moda. Barbie ispira le bambine di tutto il mondo dal 1959 e continuerà a farlo anche nell’anno del suo 60°anniversario grazie anche alla capsule collection di Patrizia Pepe”.

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Antonio Gallo: “Lo storytelling sta alla base della comunicazione, l’influencer semmai completa”

di AGATA PATRIZIA SACCONE

“Per lavorare nel mondo della comunicazione bisogna innanzitutto possedere uno spiccato senso della curiosità ed è fondamentale essere sempre aggiornati sui fatti e stare al passo  con la tecnologia proprio perché è un lavoro che si fonda sulla creatività. Attorno a un prodotto devi costruirci una storia altrimenti finisci col comunicare niente, lo story-telling sta alla base della comunicazione”. 

Antonio Gallo, siciliano ma milanese d’adozione, responsabile comunicazione ed eventi speciali Pirelli Design, è un profondo conoscitore della moda internazionale, un esperto in comunicazione. La sua escalation professionale lo ha reso indubbiamente un punto di riferimento di prim’ordine e non soltanto per gli addetti ai lavori. E sulla figura moderna dell’influenzar, afferma: “Ritengo che la figura dell’influencer costituisca un elemento in più da intergrare alla comunicazione digitale e tradizionale. Se l’influencer è bravo o brava certamente alla fine porta i risultati, ma non si deve dimenticare che è solo un tassello di un puzzle”.

Parlando di influencer il caso Chiara Ferragni fa molto discutere, spesso criticata eppure il suo fatturato ha numeri da capogiro tant’è che anche il suo matrimonio celebrato la scorsa estate in Sicilia indirettamente è diventato uno strumento promozionale per incrementare ulteriormente il turismo dell’isola….

“La festa del matrimonio della Ferragni a Noto già non se la ricorda più nessuno, ritengo che non costituisca uno strumento per accrescere il turismo sull’isola. E’ stato un momento promozionale circoscritto a quel determinato evento e che comunque ricordi solo se l’hai vissuto da protagonista perché finita la festa e rientrando a Milano, dove di feste importanti ne fanno tantissime, la gente già non ne parla più”.

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Vivi a Milano da oltre 30 anni e conosci la Sicilia perché ci sei nato. Come le inquadri queste due contrastanti realtà?

Milano è la città europea italian...

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L’INTERVISTA: Alessio Boni protagonista su Rai1 nella fiction “La Compagnia del Cigno”

Alessio Boni, premiato con il Tao Award a Taomoda 2018, intervistato a Taormina.

Riproponiamo la clip in occasione della messa in onda su Rai1 della nuova fiction che lo vede protagonista, “La compagnia del cigno”.

 

 

 

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Laetitia Casta protagonista di “Dreaming”, il Calendario Pirelli 2019, fotografata da Albert Watson

(di Agata Patrizia Saccone)

MILANO – E’ una delle quattro donne fotografate da Albert Watson, l’attrice Laetitia Casta, tra le protagoniste di “Dreaming”, il calendario Pirelli 2019. All’Hangar Bicocca Pirelli di Milano, in occasione della presentazione di TheCal2019, l’artista francese si sofferma su uno dei temi che più le stanno a cuore, la migrazione. ”E’ un problema dei giorni nostri che mi tocca molto da vicino poiché la mia bisnonna è dovuta migrare in Corsica per trovare lavoro.  Non posso quindi dimenticare la mia storia e noi tutti non possiamo far finta di niente pensando che il problema riguardi gli altri oppure essere solidali a distanza solo quando certe situazioni si verificano in Paesi lontani dal nostro. Non dobbiamo dimenticare che in passato il problema della migrazione è appartenuto anche alle nostre famiglie”.

Letitia Casta

Evidenzia l’argomento anche quando il discorso si sposta sui sogni. E “Dreaming” è il tema del calendario.

“Anch’io ho ancora tanti sogni da realizzare” –racconta- “ma i miei sono sogni semplici e riguardano principalmente gli altri, come per esempio le donne e i bambini migranti che soffrono alla ricerca di un Paese che li accolga. Quando in Francia sono arrivati gli spagnoli, sono stati accolti con grande calore, così come ad esempio è accaduto di recente in Germania grazie all’intervento di Angela Merkel. Non possiamo essere buoni moralisti solo quando i problemi si verificano lontani dal nostro Paese e poi, per paura, quando il problema ci tocca da vicino ecco che prendiamo le distanze. Nel mondo abbiamo una situazione talmente difficile che inevitabilmente non posso che sognare la serenità per tutte le popolazioni meno fortunate”.

Laeti...

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