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L’étoile Eleonora Abbagnato: “Superiamo la pandemia e il sipario si aprirà. Sarà riprogrammato il mio spettacolo di addio all’Opéra di Parigi”

“Da due mesi i nostri spettacoli sono stati cancellati, le nostre prove sono state interrotte e non sappiamo quando potremmo tornare in sala e sulla scena. Questo particolare momento storico, che nessuno ha mai dovuto fronteggiare neppure ai tempi delle due guerre mondiali del secolo scorso, ci costringe a riflettere anche sul nostro patrimonio culturale e artistico, che ci ha permesso di primeggiare in tutto il mondo. E’ arrivato ora il momento di pensare ad azioni comuni per fronteggiare un nemico che minaccia di annullare la bellezza della nostra arte”.

L’étoile Eleonora Abbagnato, in procinto di lasciare l’Opéra National de Paris (ma non la danza), confida sulla riapertura dei teatri e di un nuovo corso della cultura. Nei giorni scorsi -in una conferenza da remoto con altri direttori dei corpi di ballo italiani, coreografi e ballerini- ha voluto confrontarsi con gli altri artisti per comparare spunti e idee su come uscire al meglio dall’impasse determinata dalla pandemia. Un’emergenza internazionale che ha reso necessario pure il rinvio dell’evento celebrativo per il suo addio all’Opéra di Parigi, inizialmente in calendario questo mese maggio. Nel frattempo ha trascorso questo periodo con la famiglia a Ibiza, dove si trovava poco prima che scoppiasse il lockdown.

“Sarà dura, ma è necessario ripartire con una riflessione profonda sulla vita e sulle cose che hanno più valore. La tutela della cultura va sottolineata, si prevedono tempi assai difficili per i teatri e per gli artisti, cinque mesi senza una programmazione è una grande perdita per tutti gli addetti ai lavori” –dichiara la Abbagnato “Relativamente al mio ultimo spettacolo all’Opera di Parigi, molto difficile che si possa riprogrammare prima di settembre. Tuttavia, dopo 28 anni trascorsi in quel teatro è giusto che io calchi quel palcoscenico per il doveroso saluto, un rito per un’étoile e io non voglio rinunciarci”.

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Giorgio Armani lascia Parigi e punta su Milano anche per l’haute couture: a gennaio a Palazzo Orsini la sfilata Armani Privé

Il mondo della moda cambierà nel dopo pandemia. E Re Giorgio, ancora una volta anticipando tutti, rimodula le sue sfilate. Le collezioni Giorgio Armani ed Emporio Armani uomo e donna saranno presentate a settembre 2020 a Milano, secondo modalità in via di definizione. La sfilata Armani Privé verrà posticipata a gennaio 2021 e anziché a Parigi si terrà nella storica sede milanese di Palazzo Orsini, in via Borgonuovo, segnando così il ritorno dell’haute couture nella capitale meneghina. La collezione, che non avrà stagionalità, prevederà capi adatti all’inverno così come capi più leggeri per l’estate. A partire da giugno 2020, lo stilista intanto metterà a disposizione delle clienti i servizi della sua sartoria: un ampio repertorio di modelli, attuali e delle precedenti...

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Turismo, in Sicilia sventola Bandiera Blu: 7 le spiagge siciliane con le acque più limpide

Sono 7 le spiagge siciliane in cui sventolerà la Bandiera Blu.

Un prestigioso riconoscimento per una regione che punta sul turismo e che quest’anno riserverà i suoi 1250 chilometri di costa principalmente a vacanzieri connazionali o della stessa isola, in un’estate dove d’obbligo sarà innanzitutto il rispetto delle rigide regole anti-Covid19. A conquistare nel 2020 il vessillo conferito dalla FEE (Foundation for Environmental Education): nel ragusano, Ispica con i tre tratti di Punta Ciriga e Santa Maria del Focallo; Pozzallo con le spiagge di Pietre Nere e Raganzino; Marina di Ragusa; nell’agrigentino Menfi  il Lido Fiori Bertolino e Porto Palo Cipollazzo; nel messinese Tusa con la spiaggia Lampare e spiaggia Marina; Santa Teresa di Rival; le Isole Eolie con Lipa...

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Il Cav.Mario Boselli, neo eletto presidente Fondazione Italia-Cina: “Dopo il lockdown, ripartire con cautela, modificando anche i comportamenti individuali, ma è necessario che le aziende tornino presto a produrre”

(di AGATA PATRIZIA SACCONE)

“Dobbiamo distinguere la capacità delle aziende di resistere e da qui ripartire. Il Governo italiano si è occupato bene della prima fase della pandemia, ma è necessario che le aziende comincino presto a produrre. L’auspicio è di poter riprendere con le cautele del caso, in modo selettivo e progressivo, da dopo Pasqua”.

Il Cav. Mario Boselli (Presidente onorario della Camera nazionale della Moda Italiana, alla guida dell’Istituto Italo Cinese, Official Ambassador della Shanghai Fashion Week e ora neo eletto Presidente Fondazione Italia-Cina) analizza il difficile momento e gli effetti del lockdown sul sistema moda nonché le ricadute sull’economia nazionale. E se il dopo pandemia potrà essere una ripartenza oppure un ricominciare, dichiara: Facciamo in premessa un minimo distinguo sui soldi, quanti, sulla base di ciò che prevede il DPCM, ne vengono prestati alle aziende e quindi restituiti. Proprio perché presuppongono restituzione, bisogna creare ricchezza e per creare ricchezza occorre mettere di nuovo in funzione una macchina che produca, distribuisca e arrivi così alla filiera del consumo. Se siamo finora riusciti a mantenere in piedi le aziende, bisogna creare le condizioni domani per ripartire con entusiasmo, volontà di riscatto e voglia di vivere anche molto superiore a una ripresa normale. Le aperture comunque debbono essere graduali, a iniziare dalle piccole e medie imprese che non potrebbero resistere oltremodo perché hanno le strutture finanziarie e patrimoniali più deboli, erano comunque già predisposte a seguire i provvedimenti di tutela necessari, per di più il loro personale è solitamente locale, quindi viaggia meno e l’eventuale rischio contagio si riduce”.

– La Cina, prima nazione in ginocchio ma anche la prima a rialzarsi, quanto influirà in prospettiva nella bilancia dell’economia mondiale?

“La Cina, per dimensione e numero di abitanti, è una potenza che sposta gli equilibri, il fatto che riparta prima può tradursi come contributo migliore anche per l’Italia. La gente ha la memoria corta e, superata la paura del virus, se c’è di mezzo l’interesse economico si tornerà presto al commercio. Del resto, se vogliamo essere pragmatici, senza la Cina dove si va a vendere? L’Europa è ferma, l’America sembra messa male a causa del Covid-19, l’unico mercato che per primo si risana e può acquistare è proprio quello cinese. Di recente mi sono fatto inviare un aggiornamento statistico proprio dalla Cina: ebbene, dopo 44 giorni di stop forzato, con le riaperture, l’incremento di vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ha registrato un +129%”.

– Anc...

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#aTuxTu … con la stilista Gigliola Castellini Curiel

“La moda ha i suoi tempi, a settembre bisognerà essere pronti e lo saremo. Anche se la normalità non ci sarà ancora, specie per viaggiare. Ma le sfilate potranno vedersi intanto anche in altro modo…”

(interview diretta Instagram @agatapatriziasaccone)

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