Dietro il #TheFerragnez wedding nella Sicilia del Val di Noto

Il dado è tratto. Anzi, il “sì” è detto. Settimane, se non mesi, di chiacchiere, indiscrezioni, annunci di ospiti che poi non si sono mai visti, stilisti e parrucchieri con l’alibi del top secret lesti a simulare il loro coinvolgimento però da non rivelare. Una nuvola di fumo: così si compie #TheFerragnez (l’hashtag è coniato dai due strateghi dei social, più lei che lui, non a caso al partner maschile è concessa a malapena la desinenza!), il matrimonio tra la più famosa delle fashion blogger italiane nonché regina tra le influencer, Chiara Ferragni e il rapper Fedez (all’anagrafe Federico Lucia), padre di suo figlio Leone

Scenario dell’evento, trasformato in qualcosa mediaticamente sensazionale dalla forza trainante di milioni di followers (un tempo c’erano i lettori, poi l’auditel, ora ci sono i like!), la Sicilia del val di Noto, alla fine unica vera protagonista. A celebrare le nozze, il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, da sè fagocitato in cotanta notorietà, nel giardino della suggestiva Dimora delle Balze, l’hotel ricavato in una masseria di fine Ottocento.La location teatro dello sposalizio, spacciato per simil-reale del Belpaese, se è pur vero che ricade nel territorio netino, è più vicina a Palazzolo Acreide

Impossibile intrufolarsi (anche se su Facebook era stato creato persino l’evento “come imbucarsi al matrimonio…” etc etc) ma ci hanno pensato i 400 invitati a rendere partecipi i curiosi: licenza di postare video e foto per raccogliere cuoricini su Instagram e like su Facebook, una manna per chi ne ha fatto un redditizio mestiere. Con la stampa, volente o nolente, obbligata a esserci, per lo più a distanza.

Peccato, però, che appena dopo il matrimonio, in un mese di campagna, alla richiesta degli sposi di fare una donazione su una piattaforma di crownfounding per un progetto sociale abbiano risposto –al momento in cui scriviamo- solo in 71, tra invitati e followers, raccogliendo poco meno di 25mila euro, ovvero la metà del minimo obiettivo prefissato!

Sarebbe inutile descrivere gli abiti, tanto se ne è parlato. Ma lo ribadiamo solo per onor di cronaca: Chiara in abito bianco tradizionale con velo firmato da Maria Grazia Chiuri per Dior hautecouture; vestito scuro di Versace, camicia bianca e niente cravatta per il look scelto da Fede(rico)z. In abito lungo rosa le damigelle, creazione di Alberta Ferretti. Il piccolo Leone in camicia baby bianca e salopette blu.

Trucco e parrucco della Ferragni affidato al cagliaritano Manuele Mameli; catering, caratteristico siciliano -si apprende- dell’azienda di Mussomeli “Graziano” con dolci della pasticceria Corsino di Palazzolo Acreide e torta di Marco Failla.

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Chi più trarrà vantaggi, oltre ai diretti interessati, da questo matrimonio-tormentone di fine estate 2018, sarà -come detto- il comprensorio turistico del Val di Noto, già sul versante ragusano reso famoso dal commissario Montalbano. Ora, grazie alla cassa di risonanza dei Ferragnez, tocca all’area barocca aretusea consolidarsi (anche se la zona è da sé ben avviata). Onore al merito di Palazzolo Acreide, splendido paese finora sottovalutato con una ricca storia archeologica oltre che località mirabile dal punto di vista architettonico e tutelata dall’Unesco poiché patrimonio dell’umanità: situata a 670 metri sui monti Iblei, Palazzolo Acreide ha il fascino dei luoghi non ancora scoperti. Abitata sin dalla preistoria, ha origini che risalgono all’epoca greca e romana (come testimonia l’antico teatro). Nel tempo è diventata un borgo barocco, con palazzi e chiese in tufo biondo. Noto, invece, capitale del Vallo, è poco distante, domina con le chiese e i cupoloni chiari, tra il promontorio e la strada che conduce verso il mare, in un trionfo del barocco tra facciate turriformi, logge campanarie, tabernacoli.

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Quando i riflettori dell’italian-wedding dell’anno si spegneranno del tutto, vediamo quanti si ricorderanno di questi luoghi senza per forza ricordare l’evento di fine agosto 2018.

G.F.

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