L’universo moda di HERNO e l’hub siciliano con la SAN LORENZO

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Entro il 2018 sarà una realtà l’hub siciliano dell’azienda Herno. L’attuazione del progetto, in parte già operativo, è resa possibile della preziosa collaborazione dell’imprenditore messinese Filippo Miracula, titolare dell’azienda tessile “San Lorenzo” di San Marco D’Alunzio, che sarà il responsabile della  gestione di una rete di laboratori di confezione lungo la fascia del Parco dei Nebrodi. La notizia, già ufficialmente annunciata il 18 luglio scorso sul palconoscenico di TaoModa, al Teatro Antico di Taormina, dove Claudio Marenzi, presidente di Herno e di Sistema Moda Italia, è stato insignito del Tao Award per l’imprenditoria, è stata ribadita a Milano nel corso dell’ultima Fashion Week: “Questo hub che apriremo insieme alla San Lorenzo Confezioni, dopo 10 anni di sinergia, è la summa del risultato di tanto lavoro insieme –dichiara Marenzi-e la supervisione di un imprenditore esperto come Filippo Miracula. Ci accomuna la passione per l’abbigliamento, per la qualità e per il made in Italy. Questo progetto, nel territorio, incrementerà l’occupazione. Non è stato semplice portarlo avanti, però ci abbiamo creduto molto e adesso stiamo raccogliendo i frutti. Questa nuova struttura sarà di esempio per tanti altri che vogliono tornare a produrre in Italia”.

Tao Award a Claudio Marenzi (presidente Herno e Sistema Moda Italia) con Filippo Miracula

Tao Award a Claudio Marenzi (presidente Herno e Sistema Moda Italia) con Filippo Miracula

“Da più di dieci anni facciamo prodotto Herno –gli fa eco Miracula Con questa iniziativa dimostreremo ulteriormente come in Sicilia si può produrre il vero Made in Italy. Già oggi alla San Lorenzo lavorano 270 dipendenti diretti e un indotto di 600 lavoratori”.

“In Sicilia –aggiunge Marenzi- abbiamo trovato professionalità, risorse umane, disponibilità e grande flessibilità. Purtroppo le infrastrutture sono insufficienti, la burocrazia è pesante, tuttavia in questi anni abbiamo fatto il percorso giusto e adesso possiamo ritenerci effettivamente un esempio da seguire. L’investimento attuale è stato di circa due milioni e mezzo di euro, ma puntiamo ad investire pure sulla formazione. L’hub oltre a gestire le attuali persone ne assumerà infatti delle altre. Non sarà un punto di arrivo, bensì di partenza”..

Claudio Marenzi

Claudio Marenzi

E’ l’imprenditoria lungimirante, quindi, che e si riconosce e si incontra in questo gemellaggio tra Sicilia e Lago Maggiore. Herno, con Claudio Marenzi alla guida, nell’ultimo decennio ha raggiunto una crescita esponenziale, soprattutto sui mercati esteri, diventando un brand oggi ambasciatore del prodotto italiano di lusso nei principali negozi del mondo, con il 75% dei ricavi provenienti dall’export. Con il suo modello di imprenditoria, Marenzi ha portato all’azienda di famiglia, fondata dal padre Giuseppe nel 1948, una nuova visione di fare impresa, motivando giovani talenti, rendendo l’organizzazione snella ed efficace con un modello di business vincente, che basa l’eccellenza del proprio prodotto sulla continua ricerca e innovazione, investendo anche sul territorio. I risultati sono dimostrati da un fatturato praticamente raddoppiato negli ultimi due anni, e vendite cresciute del 23% su tutti i mercati, ma in particolare nei paesi extra EU, Usa e Canada dove la crescita è stata di oltre il 40%. Tutti elementi di un’illuminata guida che hanno portato ad una crescita che consente al Ceo di Herno di stimare la chiusura del 2015 con un fatturato intorno ai 68 milioni.

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#MFW ai 2016/17: A casa Herno, il patron Claudio Marenzi (nonché Presidente del Sistema Moda Italia) e il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa [Photo Credits: Giovanni Paratore]

Herno è protagonista nell’universo moda con la nuova idea dell’ hands go touch, che vuole enfatizzare l’importanza del tatto nella moda” -spiega ancora Marenzi, durante la Mfw- Si dà sempre importanza alla vista, ma anche il tatto ha una grandissima importanza. Io quando scelgo i tessuti li scelgo ad occhi chiusi perché debbo concentrarmi sul tatto. L’idea nostra è mixare la materia, quindi avere in un unico capo cashmere e piuma e nylon. Abbiamo una collezione abbastanza vasta ed è aperta anche a contaminazioni dei tessuti estremamente preziosi, come ad esempio un capo in cashmere double sfoderato all’interno in piuma o capi mixati con pelle e cashmere, lavorazioni diverse tra loro ma inserite in un unico capo”.

– Si può considerare l’innovazione della nuova collezione?

“Sì, è un’evoluzione continua e la nostra è un’azienda che produce capi con una certa funzionalità: il nostro obiettivo è quello di rispondere sempre ad una funzionalità che è l’impermeabilizzazione, la copertura dal vento- freddo: l’evoluzione consiste nel fatto che noi lo facciamo mixando tessuti performanti da lucky sport a tessuti preziosi che normalmente hanno una funzionalità più bassa”.

Agata Patrizia Saccone

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