Il colorato autunno-inverno 2019/20 proposto a Milano Moda Donna (spesso pure con l’uomo in passerella). E Fendi saluta Karl Lagerfeld.

Milano Moda Donna del febbraio 2019 sarà ricordata anche per l’ultima sfilata Fendi a cui ha collaborato Karl Lagerfeld. Inevitabile la commozione, specie quando sullo sfondo in passerella compare, per un addio tra le lacrime, la scritta “Love Karl”. La collezione Fendi per il prossimo autunno inverno è un omaggio al passato e al futuro che verrà, con i dettagli sempre curati da Lagerfeld così come le visioni del Kaiser della moda.

L’ autunno-inverno 2019/20 sarà molto colorato. E si evince facile in questa edizione della MFW che, non di rado e sapientemente, ha proposto qua e là, in un connubio vincente, la moda donna e uomo insieme, esperimento da portare avanti.

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Emporio Armani punta sul rosso. Per le signore la pelliccia red intenso e per le più giovani gli shorts da cocktaitl portati con la giacca avvitata e gli stivali-calza di raso rosso da sera. Tuttavia non è trascurato affatto il ‘classico’ nero dello stile Emporio, così come i tocchi di bianco spezzati da molti grafismi.

Il Black&Blue contraddistingue invece la collezione di Giorgio Armani, che fa sfilare insieme la donna e l’uomo. Il blu, nelle sue diverse declinazioni, è nei corti giacchini, nei pantaloni femminili alla zuava, nelle mise in vellutoe ovunqye stempera nel nero e si ritrova anche negli abiti maschili.. L’eleganza li accomuna: “Il  blu è un colore che rappresenta forza, profondità, infinite sfumature. E’ la possibilità di guardare in alto, mantenendo i piedi per terra” afferma Re Giorgio.

Il blu invece avvolge la sala al Palazzo del Ghiaccio scelta da Missoni per la collezione che coniuga la propria storia lunga 60 anni che si ricollega agli anni Settanta.In passerella cappotti jacquard con accenni etnici, tute, morbide cappe in maglia, pantaloni ampi e abiti, alte cinture in tessuto.Il colore talora è sfumato, con incursioni nel bianco ghiaccio.

Ermanno Scervino trasferisce sui capi i diamanti. Lo stilista sceglie le pietre preziose per vestire la donna. Così crea scintillanti fantasie. Le borchie gioiello trionfano su giacche o abiti sottoveste in pizzo, mentre le applicazioni di glitter ridefiniscono l’abbigliamento per il giorno. La pelliccia è rigorosamente ecologica e minuziosamente intarsiata.

Veronica Etro, per la celebrazione dei 50 anni del marchio, fa sfilare una collezione che racconta non una ma tante donne, di diverse età, capaci di mescolare la storia aristocratica dalla quale provengono a tocchi grunge. In passerella si sono non a caso riviste le top model degli anni ‘80 Edie CampbellJacquetta WheelerFarida Khelfa.

Per ANTEPRIMA, Izumi Ogino immagina un modello di donna affermata con pensieri senza tempo nello sguardo di un Autunno a Londra. E’ un innovazione del del classico: capospalla grintoso e cravatta maschile, accostamento ricercato,  vita alta, corsetto. Il ricordo del passato, la visione del futuro: il Tartan si destreggia armonioso. Abiti in organza, tulle e velluto stampato incantano la sera. Mocassini vivaci, cappelli pieghevoli e mini-trolley.

La novità che a Milano si riconferma, entusiasma e diverte è GCDS, acronimo di “God Can’t Destroy Streetwear”, brand giovane ma già nome di punta della new wave creativa delle passerelle italiane. Una collezione pop, moda ironica e street, tessuti tecnici, colori brillanti, linee sportive, dettagli sexy, una proposta rivolta a un target trasversale. In passerella uomo e donna insieme, persino brandizzati Barilla.

Lo show di Gucci ha avuto una straordinaria potenza evocativa, con la maschera tema conduttore a contraddistinguere le modelle che hanno indossato gli abiti disegnati da Alessandro Michele, dicotomie volumetriche e cromatiche non casuali.

Versace (ri)parte dai codici del marchio, reinterpretandoli in una dicotomia tra lusso e grunge. Tutto si declina attraverso l’uso di tessuti estremamente ricchi, ma con un effetto volutamente consumato.“Oggi le donne si sentono libere di allontanarsi da tutto ciò che sa di ovvio -afferma Donatella Versace-. Con questa collezione volevo far vedere quel lato del loro carattere che non ha paura di uscire dalla comfort zone, perché consapevoli che nell’imperfezione sta la nuova perfezione”.

Intitolata Anatomy of Romance, nella sfilata di Prada ricompaiono gli accenni dark che, contrapposti al ‘romance’ riportano, senza far troppa fatica nell’immaginazione, tra l’altro, alla Famiglia Addams, acconciature comprese vedi le treccine che rievocano il personaggio di Mercoledì, la bimba.

Quella di Alberta Ferretti una linea ammaliante con capi femminili dalle scollature artistiche che si lasciano contaminare da quelli maschili. La Ferretti conduce verso il suo “Futuro Contemporaneo” fatto di eleganza imprevedibilità, di sensazione di libertà e indipendenza.

Blumarine è per un inverno caldo, appassionato ma soprattutto romantico: fiocchi oversize che spuntano svolazzanti dai colli delle camicie. Forme geometriche un po’ retrò per maglioncini e gonne, con le nuance dello zucchero filato o rosa pallido e azzurrino. Incisivo il floreale nei toni del rosso;  animalier mai eccessivo unito a tinte bordeaux per creare contrasti d’impatto.

E al romanticismo che la distingue da sempre non rinuncia Luisa Beccaria nella sua sognante collezione chiamata ‘Fancy Journeys’, pensata per le donne che amano viaggiare con la fantasia. Largo spazio quindi ad ampie gonne e soprattutto ad abiti plissé soleil e midi dress. I colori restano tenui, nelle gradazioni del rosa, del rosso e dell’azzurro.

Lusso dai contorni sfumati nella sofisticata collezione Ferragamo portata in scena da Paul Andrew Guillaume Meilland, con un classicismo rivisitato in chiave contemporanea.

Uno sfavillante Game Show quello di Moschino, dove il jackpot diventa irreverente e super sexy. L’immaginario di Jeremy Scott crea gli abiti, le felpe e i capi gioiello con stampe ispirate al packaging dei prodotti domestici. Il colore è il vero protagonista degli abiti in jersey di seta, tagliati e arricchiti in modo favoloso con effetti cut-out.

‘Mi piace il glamour. Non mi spaventa’  è la famosa dichiarazione di Linda Evangelista, top model icona e volto di numerose campagne di Max Mara. Oggi, proprio per Max Mara, il glamour è ancora l’ingrediente magico che infonde energia al power dressing e si traduce in una silhouette che enfatizza le spalle, ampia, boxy e corta. Le gonne sembrano ricavate da pantaloni maschili – sopra il ginocchio o alla caviglia – da indossare con alti stivali e sottili dolcevita. Alpaca, cammello e cashmere accoppiati con la pelle.

Il suggestivo, intrigante ed enigmatico gioco delle luci polari e la purezza cristallina dei ghiacci Artici con le loro sfaccettature che riflettono i raggi di sole ispirano la collezione Byblos. Alla plastica delle bottiglie riciclate viene data una nuova vita diventando l’ingrediente segreto per creare perle ecologiche, che come diamanti sostenibili riflettono un’estetica rinnovata, radicata nella consapevolezza dei problemi legati al riscaldamento globale. Come cristalli di ghiaccio, queste perle purissime punteggiano una serie di capi generando effetti iridescenti su bomber cocoon, felpe con cappuccio e parka cristallizzati. Il nylon riciclato è invece usato per i capispalla urbani decorati da motivi grafici.

Sara Cavazza Facchini ha immaginato per Genny una donna regina delle nevi, vestita di abiti candidi e avvolgenti. Perciò la proposta è una collezione giocata principalmente sui toni del bianco nelle sue diverse declinazioni. In primo piano cappotti cocoon e piumini bordati di pelo, abiti midi in tessuto appena imbottito o versioni fluide in seta che segnano la vita e accarezzano il corpo, tuxedo inediti con le giacche a cappa indossate sui pantaloni asciutti, tute in velluto di seta effetto acqua.

Tod’s va dai trench verniciati in nappa ai blazer, alle gonne aggraziate, fino ai pantaloni mannish, con la maglieria a coste o jacquard che fa da contraltare e un focus sul punto vita, valorizzato da strette cinture che stringono anche i piumini con o senza maniche. Gli abiti alternano a linee scivolate coulisse e arricciature, in nome di una raffinatezza spontanea e mai forzata, che si ritrova nella palette cromatica: toni cuoio e cammello stemperano nel rosa cipria, nel bordeaux, nel verde denso e nel blu polvere, mentre una serie di uscite è all’insegna di un evergreen, il nero. Qua e là tocchi maculati, all’insegna di un “wild glamour”.

Gli abiti di Marni fanno riferimento allo streetwear riproposto però in chiave sartorialelunghe giacche doppio petto, gonne asimmetriche, stivali alti sotto il ginocchio. Le maniche di giacche e vestiti sono lunghissime, fino a coprire le mani. Colore dominante è l’arancione dorato.

Reinterpretazione dell’immaginario in Cristiano Burani. I colori di Tokyo in inverno sonoriprodotti con tinture in capo che creano sfumature irregolari a disegni astratti e tridimensionali. Colori: bianco e nero, sfumature di grigio, rosso-arancio, rosa e giallo acido.

Arthur Arbesser invece riedita gli anni Quaranta, proiettata in una vecchia Milano borghese.

***

Tra le presentazioni, Gentryportofino stupisce con la maglieria deluxe che trama la storia del marchio, raffinata come la donna che veste. “Ci vuole rispetto per la tradizione e cura nel maneggiare un brand storico come Gentryportofino. Come succede nella lavorazione del cashmere, volevamo che arrivasse anno dopo anno a trovare il giusto incastro di un capo finito, la sua identità armonica, come una piccola opera d’arte di knitwear”. –ha dichiarato il presidente Gianbattista Tirelli-“Il nostro percorso è stato come un viaggio”.

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