Il cuore siciliano dell’attrice Manuela Ventura

manuela ventura MNei panni di Teresa Strano l’ha conosciuta il grande pubblico della televisione grazie alla fiction di Rai 1 “Questo nostro amore”. Ma la formazione di Manuela Ventura, attrice catanese con studi all’Accademia di Arte Drammatica di Roma e cultura umanistica per la laurea in lettere, ha radici nel teatro, tanto che non le dispiacerebbe annoverare tra gli impegni in agenda più appuntamenti in calendario calcando i palcoscenici della propria città:  “Sono particolarmente legata alla mia terra – afferma – Soprattutto adoro la lingua siciliana, la considero nobile, importante,  è proprio una questione di musicalità dei suoni di certe parole che in italiano sono intraducibili. L’idea di lavorare più di frequente a Catania mi riempirebbe di gioia!”.

Il tuo ruolo è quello di madre e moglie della tipica famiglia siciliana emigrata negli anni del boom economico. Luca Ribuoli, il regista, ti ha fermamente voluta per impersonare Teresa Strano. Cosa ti lega  a questo personaggio?

manuela ventura M (1)“Penso che alla base, pur provenendo da formazioni diverse,  una grande curiosità di fondo animi sia me che il personaggio di Teresa. Questo aprirsi al mondo con grande generosità, disponibilità e pacatezza costituiscono la nostra comune chiave empatica.  Entrambe nella vita camminiamo in punta di piedi. In lei ho ritrovato la mia riservatezza e soprattutto grazie a lei ho imparato ad essere anche più determinata. Così con Teresa è nato un feeling speciale. E poi il suo modo di essere mi rimanda tanto alle nonne sicule, per cui è come se avessi, attraverso la fiction, ripreso la mia tradizione familiare”.

La famiglia per te è un caposaldo. Sei mamma di due gemellini, Thomas e Olivia, che segui con dedizione…

 “I miei figli  mi sono di grande aiuto, sono entrati quasi da subito nel gioco perchè è cosi che loro vivono il mio lavoro. Quando debbo ripassare il copione loro mi aiutano lanciandomi la battuta dell’altro quasi cimentandosi nel ruolo dell’altro attore. E poi anche loro mi seguono qualche volta se mi debbo allontanare per più tempo”.

Hai lavorato pure nella serie del commissario Montalbano, fiction speciale perché, oltre a coinvolgere molti artisti siciliani, ha promozionato scorci di quest’isola nel mondo. Segno palese che attraverso il cinema e la televisione si possono incentivare cultura e turismo?

“Assolutamente sì.  Svelare certi luoghi, colori e suoni della nostra terra ci ha permesso di oltrepassare i confini italiani contribuendo certamente alla promozione della Sicilia. Poi Montalbano è davvero un prodotto di qualità, quindi si presta perfettamente” .

Le politiche di tagli alla cultura, quindi, a tuo parere, sono penalizzanti anche per l’aspetto turistico  e occupazionale?

“Certamente. Con le opportune risorse, nel nostro territorio potremmo fare tanto.  Non tutti i luoghi godono dei nostri scenari, che persino gli americani ci invidiano. Oggi rischiamo di buttare al vento una tradizione culturale che nasce molti secoli fa, quindi quel potenziale creativo che ci ha permesso di esportare le nostre eccellenze nel mondo”.

continua > link correlati > https://www.m-ilmagazine.it/manuela-ventura-red-carpet-al-lido-con-anime-nere-che-ha-entusiasmato-venezia/

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