Il prezioso progetto del brand made in Italy AU197SM pronto a conquistare il Medio Oriente

Metalli preziosi, pluriball, materiali da riciclo, tessuti naturali lavorati con macchinari a ultrasuoni costituiscono per il brand made in Italy AU197SM, fondato dall’imprenditore Stefano Maccagnani con la direzione creativa di Paola Monachesi, un mix d’avanguardia per raccontare una nuova pagina della moda. Dopo la presentazione alle fashion week di Parigi e Milano, AU197SM di prepara a conquistare l’Oriente.

   Stefano Maccagnani e Paola Monachesi con Jo Squillo

“E’ stato Stefano a scoprire che c’era in preparazione una nuova tecnologia di applicazione dell’oro puro e metalli preziosi su qualsiasi tipologia di materiale -racconta Paola Monachesi. Dopo esserci conosciuti abbiamo deciso di portare insieme a termine gli studi  fatti su questa applicazione e di farlo diventare un brevetto internazionale abbinandone degli altri, così come per esempio le cuciture ad ultrasuoni. La nostra collezione è basata su elementi e trattamenti tecnologici,  l’applicazione di metalli preziosi quali oro, argento, platino vengono applicati manualmente in tre passaggi attraverso delle macchine. Un brevetto internazionale che prevede anche dei miscugli chimici affinchè i metalli preziosi presenti nei capi resistano anche ai lavaggi. I capi AU197SM vanno infatti regolarmente lavati in acqua a 30 gradi rigirati naturalmente con la consapevolezza e la cura di proteggere un capo di lusso prezioso”.

Lei poi è riuscita a inventarsi anche l’impiego dei macchinari a ultrasuoni per la realizzazione delle collezioni…

“Beh si, frutto della mia curiosità. Un giorno infatti mi trovavo in azienda da Stefano e vidi quel macchinario a ultrasuoni che appunto generalmente viene utilizzato in tutt’altro settore e proprio in quel momento ho capito che era il macchinario giusto per poter lavorare i miei materiali. Gli ultrasuoni infatti intrecciano tra loro alcuni materiali che più o meno hanno delle composizioni particolari rendendoli così unici”.

Quando avete presentato ufficialmente la prima collezione?

“Il primo lancio è stato fatto per la Spring-Summer 2018, poi siamo usciti con un total look per la fall-winter 2018/19 e adesso abbiamo presentato la Spring-Summer 2019 con cui abbiamo vestito anche la vincitrice di The Look of the Year in occasione dell’evento dedicato a Ortigia. Nel contempo abbiamo sviluppato il team anche se ho voluto attenzionare il termometro del mercato e della stampa al fine di poter dare  un concept ben preciso alla collezione”.

La collezione è letteralmente preziosa. In questo momento qual è il vostro mercato di riferimento?

“Direi che in realtà abbiamo lasciato che la presentazione della collezione su Milano e su Parigi costituissero un termometro direzionale per vedere quali mercati fossero interessati al nostro brand quindi ci siamo aperti al Medio-Oriente, Cina, Giappone, U.S.A. Il mercato italiano è più lento nel recepire la nostra collezione molto avanguardista benchè mantenga quelle linee femminili fashion, trend, street, contemporary che il mercato chiede adesso, il mercato estero osa di più”.

Il vostro target age?

“Benchè con le prime due collezioni  occupiamo un segmento abbastanza esteso 18-35, in realtà ci apriamo a un percepito molto più vasto. Le forme nelle nostre collezioni sono sì morbide ma allo stesso tempo le trasparenze e i dettagli le rendono chic-sexy”.

Facendo un passo indietro nel tempo, l’inizio della sua storia professionale parte dalla maison Versace…

“Esatto per la precisione negli anni ’90, ero ancora  studentessa universitaria allo IULM quando casualmente incontrai Santo Versace, ovvero colui che mi ha catapultata nel magico universo moda. Ricordo che iniziai a lavorare da loro in azienda affiancando dapprima la responsabile P.R. dopodichè passai al prodotto e da lì iniziai a occuparmi del lancio di una nuova collezione creata da Gianni. Il mio percorso professionale in casa Versace è durato ben 11 anni dopodichè ho voluto intraprendere nuove esperienze all’estero, Parigi innanzitutto dove ho lavorato anche per Valentino. Successivamente mi sono occupata del rilancio del video di Gucci e cosi via. Il tutto mentre disegnavo e producevo quattro collezioni per diversi gruppi giapponesi”.

Il suo background le ha quindi fornito il giusto assist per comprendere le nuove dinamiche nella moda: è nata così l’idea del progetto di tech couture AU197SM?

Stefano Maccagnani mi ha convinto che tutto sommato è interessante a una certa età e con un solido bagaglio d’esperienza far capire quale può essere il nuovo andamento del futuro della moda. A farci incontrare è stata una conoscenza comune e subito dopo abbiamo deciso di tuffarci in questo prezioso progetto…”

(Agata Patrizia Saccone)

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