“La Sicilia è un set naturale”. Parola di Alberto Sironi, il regista di Montalbano

Sironi_Zingaretti

“La Sicilia è un set naturale: il mare, le spiagge, le strade, la campagna e i colori di questa splendida terra creano la fotografia ideale per un film. E non è un caso se il cinema, storicamente, se n’è accorto”.

Alberto Sironi, il regista del Montalbano televisivo, conosce bene gli angoli più incantevoli della Trinacria. Li ha esaltati nella produzione tv (non una semplice fiction) che racconta le gesta del commissario più famoso d’Italia, successo di audience che ha fatto da cassa di risonanza tra l’altro per il rilancio turistico di alcune zone. Segno evidente della forza della televisione o del cinema dir si voglia e motivo per cui i tagli alla cultura sono un azzardo politico da scongiurare.

Incontrarlo nei luoghi dei suoi set siculi, ci ha consentito di disquisire su aneddoti ed episodi in tanti anni di girato accaduti nel backstage di Montalbano. A partire dal rapporto con Andrea Camilleri, dalla cui penna sono nati il  poliziotto e la sua Vigata.

“Camilleri si è comportato da vero scrittore e non ha mai interferito nel lavoro televisivo. Si è limitato a darci indicazioni precise sul linguaggio, correggendo qua e là nella sceneggiatura passaggi di dialoghi in dialetto errato. Questo ha reso piacevole la collaborazione” – commenta Sironi –. “Certo, sulla scelta di Luca Zingaretti per il ruolo del protagonista inizialmente era apparso un po’ perplesso. Il suo Montalbano immaginario è tozzo, panciuto, ricciuoluto, più anziano. Io invece ho scelto un attore giovane, simpatico, pelato, occhi verdi, birbante…ed ecco che è nato il personaggio. Già alla prima puntata, però, Camilleri mi ha telefonato e con la sua inconfondibile voce mi ha detto ‘mi è piaciuto molto e mi sono piaciuti tutti, anche le comparse!’.

– Voi avete puntato molto su un cast composto prevalentemente da siciliani…

“Gli attori siciliani, per una fiction come Montalbano, sono ‘il sale della terra’. Hanno la recitazione nel sangue, sono dei caratteristi unici, recitano il dialetto a meraviglia, sono tutti bravissimi. La Sicilia, del resto, vanta una grande tradizione. Qui oggi reicontro, tra gli altri, l’inimitabile Angelo Russo, l’amatissimo agente Catarella. Ma avrei una sfilza di nomi da elencare, a partire da Lucia Sardo e Guia Jelo…Per me è stata una scommessa vinta, all’inizio la produzione aveva qualche remora perché riteneva la serie un prodotto di nicchia. Invece io ho detto subito che ne sarebbe nato un eroe popolare e con lui anche gli altri co-protagonisti…”

– E Zingaretti?

“Luca inizialmente era preoccupato di essere fagocitato dal personaggio. Invece via via anche lui si è affezionato a Montalbano. E si è innamorato di questi luoghi…”

(a.p.s.)

 

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