L’avvolgente abbraccio delle sciarpe della maison Claudio Cutuli

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Claudio Cutuli

 

di AGATA PATRIZIA SACCONE  Leader mondiale nella produzione di sciarpe e stole, dopo il successo di THE CRAFT FUTURE curato dell’indimenticata Franca Sozzani lo scorso settembre al Mudec di Milano, la maison Claudio Cutuli presenta il 14 Gennaio, in occasione della Milan fashion week, la preview della collezione fall winter di COUTU, il nuovo marchio disegnato da Francesca Vaccaro.

Intuizione, innovazione, creatività coniugati all’utilizzo di tessuti e tinture naturali sono gli elementi che caratterizzano da ben 178 anni il brand che con i suoi accessori “avvolge” non solo le celebrities più affermate ma anche gli uomini più potenti del pianeta.

Di origine calabrese, l’esteta (come lui stesso ama definirsi) e imprenditore Claudio Cutuli circa trent’anni fa decide di dare una svolta all’azienda di famiglia trasferendola in Umbria, luogo per lui rivelatosi di grande ispirazione.

“Claudio Cutuli è un brand che coniuga sociale, cultura e fashion. Creiamo le nostre sciarpe non come un semplice accessorio di abbigliamento ma pensando all’eleganza sensuale, un’onda di tessuto che accarezzi e avvolga amabilmente una parte sensibile e significativa del nostro corpo”.

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Claudio e Maria Grazia Cutuli

 

Suo alter ego è la moglie Maria Grazia, che lo sostiene in ogni progetto, vedi quello legato al sociale che ha visto la maison supporter dell’Associazione ONLUS IL PELLICANO.

“Mariagrazia per me è un centro di gravità, la famiglia sta alla base dei grandi progetti. afferma Claudio Cutuli –Abbiamo voluto sostenere l’Associazione Il Pellicano poiché sin da subito la loro mission mi ha catturato. Poter offrire, attraverso il nostro sostegno professional,e la possibilità di guarire a coloro che sono affetti da disturbi alimentari credo costituisca la gratificazione più grande. Nel 2016 abbiamo supportato il sogno/progetto di Marianna Spagnoli, una delle pazienti del centro che grazie al nostro aiuto, attraverso il lavoro di fashion designer, non solo è riuscita a guarire dalla malattia ma ha anche realizzato il suo sogno di diventare stilista disegnando delle sciarpe dedicate che abbiamo deciso di produrre in filato di ortica, pianta nobile scelta non casualmente quale simbolo di vita e di speranza”.

Il progetto condiviso ha dato a Marianna la possibilità di riscattarsi dall’anoressia, disturbo di cui la ragazza ha sofferto sin dall’infanzia, come lei stessa racconta:La moda mi ha tirato fuori dall’anoressia. Ne ho sofferto dall’età di nove anni a causa di un’ischemia cerebrale che mi ha creato forti disagi non solo sul piano fisico ma anche psicologico. Un anno fa sono entrata a far parte del gruppo delle pazienti de ‘Il Pellicano’ ed è stato grazie al loro aiuto che sono riuscita a tirar fuori le sofferenze nascoste che si celavano dietro la mia malattia. Sono luoghi comuni quelli in cui si dice che si diventa anoressiche per il vezzo di voler esser magre ed è per questo che mi sento di consigliare alle ragazze che soffrono di questa patologia di affidarsi a centri specializzati. ‘Il Pellicano’ e Claudio Cutuli mi hanno permesso di uscire dal tunnel e contemporaneamente coronare il mio sogno. Ho così disegnato per Claudio una linea di 5 sciarpe/stole che ho presentato lo scorso settembre a Milano Moda Donna”.

Le sciarpe di Marianna realizzate in occasione del progetto “Claudio Cutuli per Il Pellicano”, di recente indossate anche dalla neo first lady americana Melania Trump, rappresentano le fasi dell’anoressia: in una, le ali del pellicano raffigurano una donna immersa nella malattia, quindi una donna distrutta; in un’altra è disegnata una farfalla che si schiude, simbolo di rinascita e voglia di guarire; in un’altra ancora, il disegno richiama la consapevolezza degli schemi mentali della malattia, quindi il controllo di essa anche attraverso l’ironia; infine c’è una donna incinta felice, guarita dall’anoressia e che ama pure i cambiamenti del suo corpo.

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“In Marianna – afferma Mariagrazia Cutuli- abbiamo trovato una grande voglia di riscatto, voglia di vivere e di creatività. Ha dimostrato una forte tenacia. L’impegno nel sociale e nella cultura costituiscono i due punti cardine del nostro brand ed è per questo che a breve apriremo nel borgo di Bevagna (ed è interessata anche l’Università di Tokyo) un polo di design internazionale”.

 

 

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