Mario Dell’Oglio, la cultura dello stile

11-Mario-Delloglio“Gentiluomo senza cappello” è il titolo del libro d’esordio di Mario Dell’Oglio, palermitano, da un anno e mezzo presidente nazionale di Camera Italiana Buyer Moda, profondo conoscitore dello stile che contraddistingue il vestire di ognuno. In copertina, nel volume edito da Leima, Clark Gable, un’icona senza tempo:

“L’immagine l’ha scelta la casa editrice –spiega- io l’ho condivisa perché ritengo quest’attore simbolicamente un signore del Sud che si esprime con la sua eleganza. La mia prospettiva è sempre siciliana, è da qui che io guardo il mondo. Ho scritto il libro nel 2014, una stesura dietro l’altra per sottoporla alle casi editrici, poi è arrivata la Leima ed ecco pubblicato il libro”.

– Da quattro generazioni nel settore moda, oggi da presidente di Camera Buyer ha deciso di raccontare lo stile nella veste di scrittore…

“Nel mio libro però non voglio dare lezioni di stile, bensì stimolare e far sì che lo stile di ogni uomo venga fuori. In questo senso può essere considerato un vademecum.”.

– Perciò è vero che… l’abito fa il monaco?

“Gli abiti sono la prima cosa che ci proiettano nel futuro. La mattina, quando decidiamo cosa indossare per poi relazionarci con gli altri nel corso della giornata, è il momento in cui si sprigiona incosciamente la voglia di comunicare noi stessi. Certo, non tutti ne hanno piena consapevolezza, invece è lo strumento chiave legato alla circostanza. Le regole delle circostanze sono fondamentali per capire le dinamiche che portano ad imporre la propria personalità”.

– Il look costituisce, pertanto, un grado di ambizione?

“Sicuramente. Il mio libro è per quelle persone che intendono ambire a qualcosa, che vogliono muovere la loro vita oltre le abitudini e fuori dagli schemi. Un abito indossato va distinto da una divisa, perché esprime quel modo di essere che ci rende ognuno singolare. E la cura di sé non presuppone necessariamente impegno economico. La differenza semmai la fa la conoscenza, vabbene la griffe ma riconoscere tessuti e tagli consente di scegliere, di accostare, appunto di personalizzare. Compresi capi low cost in grado di variegare un outfit”.

– L’importante che l’abito sia saputo indossare?

“Io osservo. In una delle prime convention a Milano ricordo di aver affrontato le tematiche legate all’abbigliamento: nell’occasione coinvolsi due persone per discutere del loro modo di presentarsi. Così facendo sono riuscito a far cogliere ai diretti interessati, ma anche farlo notare, a chi ci ascoltava cosa trasmettevano agli altri attraverso i loro vestiti, per il colore o per l’accessorio o proprio per l’abito”.

– Da operatore del settore moda, ritiene che oggi si vada all’inseguimento del fenomeno?

“C’è il rischio di cadere nella trappola, ma la capacità di fare selezione distingue il buyer. I venti marchi più importanti del mondo abbinati a firme contemporary sono piuttosto un mix tutto nostro che sa esaltare l’eccellenza delle nostre boutique”.

– Tornando al “Gentiluomo senza cappello” è previsto un tour di presentazioni?

“Dopo il Salone di Torino, Il prossimo settembre, alla vigilia della Milan Fashion Week, presenterò il libro in Sicilia, farò tappa a Catania e poi a grande richiesta ritornerò per la seconda volta a presentarlo nella mia amata Palermo”.

Agata Patrizia Saccone

 

 

 

 

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