Milano Moda Donna AI 20/21: il coronavirus impone di apprezzare le sfilate in streaming

Alla fine hanno prevalso il rischio da coronavirus, la sensazione di paura, l’accortezza della precauzione. Questa edizione di Milano Moda Donna si ricorderà per il panorama surreale degli ultimi giorni, per l’eccezionalità di un’emergenza che ha fatto optare Armani e Biagiotti per la sfilata a porte chiuse. Una sfilata, quella di Re Giorgio, che in streaming è stata seguita da un milione di persone, addetti ai lavori compresi.

Del resto l’esperimento dello streaming per coinvolgere buyers orientali e gli influencer del Sol Levante (e non soltanto loro) voluto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana grazie al lodevole progetto inclusivo “China we are with you” da sé ha prodotto risultati entusiasmanti con oltre 16 milioni di contatti. Quella dell’esperienza digitale è la nuova finestra sul mondo fashion, da anni testata ma che l’emergenza ha reso quasi obbligatorio scoprire. Con numeri assai interessanti.

Adesso ci sarà da verificare, via via, come andranno gli ordini con i Paesi d’Oriente e bisognerà aspettare ancora un po’ per il bilancio di stagione. Nel frattempo, per la produzione, molti stilisti che hanno volto lo sguardo verso l’Est negli anni, forse guarderanno adesso più ai fasonisti italiani per riscoprire le vecchie tradizioni del made in Italy. Questa l’altra faccia della medaglia di uno stravolgimento mondiale provocato dal rischio contagio Covid-19 che adesso, con la diffusione nel Nord del Paese, paradossalmente, nei confronti degli altri Stati che hanno predisposto previdenti misure di sicurezza, mette gli italiani “in posizione” cinese. Così chi è transitato in questi giorni in zona gialla nella Penisola non potrà andare in Francia per seguire la moda di Parigi, motivo per cui anche questo sarà un evento da seguire in streaming.

Non sappiamo se altrove ci sarà un’iniziativa solidale rivolta all’Italia come l’Italia ha fatto con “China we are with you”, ma poco importa.

Bisogna accettare il cambio dei tempi: anche se stavolta tutto ciò è stato imposto da un’emergenza, chissà se il barnum della moda cambierà l’abito di scena. Non è certo un panorama che affascina, quello freddo digitale, bensì l’alternativa estrema. Adesso però è solo tempo di riflessione, pur indefinito finché tale emergenza non sarà rientrata. Soltanto allora si capirà come ripartire. E sarà comunque una strada in salita.

***(in aggiornamento)***

Intanto in Italia ci si ferma: se in qualche modo la MFW donna AI 20/21 si è potuta in parte svolgere, rinviati invece a giugno il Mido di fine febbraio a Rho, così come il Salone del Mobile che anziché in aprile si terrà dal 16 al 21 giugno. Anche altri eventi slitteranno o saranno annullati. Da capire fino a quando.

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