L’Italia chiude per l’emergenza Covid-19. Il mondo della moda aveva già lanciato il suo segnale di stop.

L’Italia chiude, per Decreto. Al momento fino al 25 marzo 2020. L’emergenza coronavirus, scattata con il primo caso registrato a Codogno lo scorso 21 febbraio, è stata una graduale restrizione per contrastare il dilagare della diffusione del Covid-19. Permarrà sempre, fino al 3 aprile 2020, l’obbligo, se non derogato per ragioni strettamente necessarie, di rimanere a casa per evitare possibilità di contagio.

Il DPCM dell’11 marzo 2020 è quello più drastico. Garantiti -con regole ferree- solo i servizi essenziali. Quindi, tra le attività, aperti: supermercati, alimentari, ristoratori con servizi a domicilio, farmacie, parafarmacie; negozi per prodotti igienico-sanitari, saponi e detersivi, per animali; tabaccai, edicole, benzinai; uffici postali, bancari, assicurativi; in funzione il trasporto pubblico; ambulatori medici/veterinari: solo per casi urgenti o indifferibili; operativi: gli ottici, rivenditori di prodotti ortopedici o medicali e i tecnici quali idraulici, elettricisti, vetrai, meccanici/elettrauti e i rivenditori di accessori per computer, illuminazione, ferramenta, lavanderie.

Il mondo della moda aveva lanciato il suo segnale di stop ancor prima, quando la situazione, specie in Lombardia, si è aggravata. A spezzare gli indugi è stato Armani, chiudendo negozi, ristoranti e hotel.  

A seguire, stessa decisione è stata presa dai punti vendita del Gruppo Miroglio dei brand MotiviOltreFiorella RubinoElena Mirò e Caractère; il Gruppo Calzedonia con Intimissimi; inoltre: BoggiLiu JoCoccinelleLuisa Spagnoli, Zara. Ma anche catene sportive come Decathlon, librerie come Mondadori, i negozi Thun, i grandi magazzini come Coin e La Rinascente. Regolarmente in funzione gli stores on line.

La c...

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Milano Moda Donna AI 20/21: il coronavirus impone di apprezzare le sfilate in streaming

Alla fine hanno prevalso il rischio da coronavirus, la sensazione di paura, l’accortezza della precauzione. Questa edizione di Milano Moda Donna si ricorderà per il panorama surreale degli ultimi giorni, per l’eccezionalità di un’emergenza che ha fatto optare Armani e Biagiotti per la sfilata a porte chiuse. Una sfilata, quella di Re Giorgio, che in streaming è stata seguita da un milione di persone, addetti ai lavori compresi.

Del resto l’esperimento dello streaming per coinvolgere buyers orientali e gli influencer del Sol Levante (e non soltanto loro) voluto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana grazie al lodevole progetto inclusivo “China we are with you” da sé ha prodotto risultati entusiasmanti con oltre 16 milioni di contatti. Quella dell’esperienza digitale è la nuova finestra sul mondo fashion, da anni testata ma che l’emergenza ha reso quasi obbligatorio scoprire. Con numeri assai interessanti.

Adesso ci sarà da verificare, via via, come andranno gli ordini con i Paesi d’Oriente e bisognerà aspettare ancora un po’ per il bilancio di stagione. Nel frattempo, per la produzione, molti stilisti che hanno volto lo sguardo verso l’Est negli anni, forse guarderanno adesso più ai fasonisti italiani per riscoprire le vecchie tradizioni del made in Italy. Questa l’altra faccia della medaglia di uno stravolgimento mondiale provocato dal rischio contagio Covid-19 che adesso, con la diffusione nel Nord del Paese, paradossalmente, nei confronti degli altri Stati che hanno predisposto previdenti misure di sicurezza, mette gli italiani “in posizione” cinese. Così chi è transitato in questi giorni in zona gialla nella Penisola non potrà andare in Francia per seguire la moda di Parigi, motivo per cui anche questo sarà un evento da seguire in streaming.

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“China we are with you”: ad aprire la Milan Fashion Week il giovane fashion designer cinese Han Wen

La Camera Nazionale della Moda italiana lancia la campagna “China we are with you” e apre la Milan Fashion Week A/I 20/21 tendendo la mano alla Cina –piegata dal coronavirus- con un messaggio forte, ovvero prima passerella riservata al giovane Han Wen, fashion designer che è potuto approdare a Milano poiché vive attualmente fuori dal suo Paese e non è quindi soggetto a restrizioni di movimento. In calendario, con lui, anche AnnaKiki, che sfilerà sabato. Agli altri stilisti cinesi emergenti, che invece non sono potuti arrivare in Italia, CNMI ha dato la possibilità di essere virtualmente presenti al fashion hub con video ed esperienze digitali. Allo stesso modo i buyers cinesi potranno seguire quanto accade a Milano per la settimana della moda grazie alla tecnologia. Un modo per essere solidali e, contemporaneamente, tenere saldo il filo che, attraverso il comparto moda, lega le due economie.

“Nonostante tutto la Fashion Week è partita molto bene” –commenta il presidente della Camera della Moda Italiana, Carlo Capasa “l’auspicio è che si possa tornare presto alla normalità, magari nel giro di un mese, innanzitutto per il bene della popolazione cinese che rischia ed è in difficoltà, poi perché il mercato risente di questa flessione che pesa per il 30%. Nel frattempo speriamo migliorino le condizioni. Da parte nostra, e ne siamo lieti, riservando l’apertura a un designer cinese, abbiamo voluto lanciare un segnale in un momento difficile: bisogna costruire i ponti e non alzare i muri”.

– Questa edizione della settimana della moda vede pure il ritorno dei big, da Gucci ad Armani..

“I big con la loro disponibilità arricchiscono questa settimana della moda, più importante che mai visto il buon andamento della moda italiana per la straordinaria fase creativa, e consentono con effetto domino ai giovani di avere uno spazio altrettanto di rilievo, grazie a un calendario denso tra sfilate e presentazioni. Milano trasmette energia positiva in questa fase di nuovo umanesimo. E se ne accorgono anche all’estero”.

– Questo porre l’uomo a...

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Milan Fashion Week: la moda donna AI 20/21 tra sfilate e presentazioni dal 18 al 24 febbraio

Dal 18 al 24 febbraio la Milan Fashion Week Donna Autunno/Inverno 20/21 con, in calendario, 56 sfilate, 96 presentazioni, 2 presentazioni su appuntamento e 34 eventi di cui 27 di moda e 7 culturali moda per un totale di 188 appuntamenti.

Le sfilate co-ed di questa edizione sono: Agnona, che presenterà la sua prima collezione uomo, Antonio Marras, Atsushi Nakashima, Boss, Bottega Veneta, Fila, GCDS, Frankie Morello, Missoni e Versace. Debuttano Gilberto Calzolari e Vìen, entrambi supportati da CNMI. Tornano a sfilare a Milano Moncler e Philpp Plein, entrambi con una collezione co-ed. Mentre tornano a presentare Roberto Cavalli e Romeo Gigli. Presentano per la prima volta: Moon Boot, Giordano Torresi e Patrizia Pepe. Grazie al supporto di CNMI sfileranno Alexandra Moura, Marco Rambaldi e Simona Marziali-MRZ. Inoltre nell’ambito di un percorso di mentoring e sostegno ai designer emergenti, il Camera Moda Fashion Trust insieme a CNMI supporterà la sfilata di Act n. 1 e la presentazione di Flavia La Rocca, vincitrice del premio Franca Sozzani Green Carpet Fashion Award for Best Emerging Designer 2019.

Inoltre si celebreranno importanti anniversari come i 10 anni di N° 21 e i 50 anni di Sportmax.T ra gli eventi da segnalare, la collaborazione per la collezione Fall/Winter 2020-21 di Emilio Pucci con Christelle Kocher di Koché come guest designer.

Una mostra da non perdere “MEMOS – A PROPOSITO DELLA MODA IN QUESTO MILLENIO,” curata da Maria Luisa Frisa e realizzata in collaborazione con il Museo Poldi Pezzoli, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ICE Agenzia e del Comune di Milano e con la partecipazione di Tendercapital. Verrà inaugurata giovedì 20 febbraio presso il Museo Poldi Pezzoli e sarà aperta al pubblico dal 21 febbraio al 4 maggio 2020.

La fashion week, in sé, si apre martedì 18 febbraio, con l’inaugurazione del Fashion Hub che sarà ospitato, per la prima volta, presso La Permanente. Il Fashion Hub ospiterà inoltre la decima edizione del Fashion Hub Market. Durante la serata inaugurale presentata la campagna “China, we are with you” realizzata da Camera Nazionale della Moda Italiana con la finalità di costruire un ponte tra i nostri due Paesi, portando la Milano Fashion Week in Cina, attraverso live streaming e contenuti speciali, per dare un segnale di vicinanza e positività in un momento di grande difficoltà.

“L’importante iniziativa “China, we are with you” ribadisce quanto sia importante costruire ponti e non muri” -afferma il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa (nella foto sopra)- “La cultura costruisce consapevolezza ed è con questo spirito che promuoviamo un importante momento di narrazione e riflessione dedicato alla moda con la mostra Memos, che sarà aperta al pubblico fino a maggio”.

CNMI presenta “Behind the curtain”, il fashion film dedicato a Milano Moda Donna diretto da The Blink Fish. Un piano sequenza svela i segreti di un backstage davvero inusuale, i preparativi della sfilata diventano una coreografia dal ritmo serrato, fino all’arrivo sulla passerella, rigorosamente green, della Milano Fashion Week. Gli abiti ed accessori sono di Act N°1, Annakiki, Arthur Arbesser, Blazé Milano, Calcaterra, DROMe, Fantabody, Giannico, GCDS, Gilberto Calzolari, Marco de Vincenzo, Marco Rambaldi, Nico Giani, Sara Battaglia, Stella Jean, Tiziano Guardini, Vìen, Vivetta. Lo styling è stato curato da Giulia Sanna, le coreografie sono di Laccio. 

Base della strategia di Camera Nazionale della Moda è la sostenibilità, per questa ragione per la progettazione del Fashion Hub sono state riutilizzate delle strutture di allestimento, supporti di sfilate e mostre precedenti, le strutture sono tutte in acciaio, in parte recuperato dalle strutture del precedente Fashion Hub, la moquette è in materiale 100% riciclato e, ove presenti, i colori sono tutti ad acqua. Inoltre, CNMI si impegna a rendere l’intera settimana della moda più sostenibile evitando completamente l’uso di plastica durante gli eventi e presso le proprie location, rendendo gli accrediti stampa e buyer digitali attraverso QR-Code e stampando tutti i materiali con carta 100% riciclata.

”L’inclusione e la sostenibilità sono da sempre nostre colonne portanti, perciò anche questa edizione di Milano Moda Donna è caratterizzata da una particolare attenzione ai temi ambientali e all’inclusione delle diverse culture.” -dichiara ancora Capasa-. “Il nostro calendario si conferma pieno di eventi sostenibili, stimolanti ed internazionali che daranno modo a tutti i nostri ospiti di sentirsi accolti in una città confortevole e all’avanguardia come Milano”.

In occasione di Milano Mo...

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Week end di San Valentino: Cupido è nell’aria e vola bendato

Da settimane Cupido aleggia nell’aria, pronto a scagliare frecce di regali. Vola bendato per non leggere le notifiche dei messaggi dei telefonini, rigorosamente a schermo capovolto… non si sa mai si versasse Prosecco in eccesso dai bicchieri. Mettiamola così!

Le coppie attratte dallo sci, in alternative alle classiche mete romantiche, possono concedersi un appassionato week end sulla neve, traducendo al meglio l’idea di giorni in bianco.

Sull’Alpe Cimbra, in Trentino, c’è la suggestiva chiesetta di San Valentino, risalente alla fine del Quattrocento, aperta al pubblico il 14 febbraio per il rituale omaggio floreale. E in questa idea di brindisi d’amore nordico ci sarà spazio la mattina per una passeggiata di gruppo con sci di fondo, accompagnati da un maestro, e la sera sotto il cielo stellato di un picnic chic a base di prodotti tipici e vini prelibati.

La proposta shock (ma che ci può stare) è fruire poi di una promozione allo skiarea Alpe Cimbra fornendo la prova dell’amore, ovvero la coppia dovrà scambiarsi un bacio o più di uno alla cassa skipass!

Per chi propende invece per una serata classica arricchita da un regalo, che sia sostenibile però, l’idea per lei potrebbero essere le bag Reisenthel create con materiali inediti e naturalmente green, come le borse mini me Leo, accomunate dalla plastica riciclata con la quale sono create e da colori strong uniti a pattern unici.

Oppure, per una donna più esigente, il Foulard Genny creato dalla designer Sara Cavazza Facchini, sinuosa linea bianca che fluttua sulla morbida seta rossa, dando vita all’iconica frase “I love you Genny” resa celebre dalle stampe di abiti e accessori presenti nelle sfilate della maison.
Le orchidee, fiore simbolo del brand, si tingono per l’occasione del colore della passione, dell’amore e della sensualità.

Per ...

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GRUPPO YEC e HOME: con due start-up parte dal Veneto la voglia di scommettersi rientrando in Italia

Quante speranze, quanti dubbi e quanta ambizione custoditi tra i sogni delle nuove generazioni che hanno voglia di creare la propria carriera professionale in Italia. A darne dimostrazione è la continua crescita di start-up costituite da giovani imprenditori, dopo essersi formati “fuori casa”, decidono di farvi ritorno con un bagaglio esperienziale talmente superlativo da apportare un valore aggiunto al Belpaese.

Da Nord a Sud un continuo migrare di giovani (non solo italiani) che hanno compreso l’importanza dell’eccellenza del “Made in Italy”. Così, dal Veneto alla Sicilia, c’è un grande rientro dei ‘cervelli’ che sono stati per un periodo all’estero e che, attraverso il proprio know-how, hanno scelto di (ri)portare in Italia nuova linfa. L’esempio stavolta arriva dal Veneto con il giovane imprenditore Simone Dal Pont. Classe 1989, originario di Belluno, Dal Pont (nella foto) è co-fondatore di due start-up, insieme a Marco Cekada: GRUPPO YEC, una Tech Company specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali innovative (come eCommerce, APP e gestionali), e HOME, un’agenzia creativa, dove figura l’altro socio Fabio Dalla Venezia, che si prefigge l’obiettivo di comunicare le piccole e medie imprese venete in chiave moderna. 

“La scelta di fondare HOME –spiega- è conseguenziale alla nascita della start-up GRUPPO YEC, poiché è scaturita dall’esigenza di fornire ai nostri clienti un servizio completo in grado di legare innovazione e creatività. HOME è un progetto che persegue uno scopo ben preciso e direzionato, ovvero quello di supportare le piccole e medie imprese eccellenti del Veneto attraverso una nuova forma di comunicazione che la nostra agenzia creativa mette a disposizione grazie a una serie di conoscenze maturate in giro per il mondo con il nostro lavoro”.

Com’è stato il rientro in Italia dopo un periodo di formazione trascorso all’estero…

“L’estero è stata un’opportunità subentrata durante il mio percorso di studi alla Cattolica di Milano, dove ho studiato Economia e Service Management. L’università mi ha permesso di poter completare l’ultimo anno di studi all’estero cosicchè mi sono trasferito in Messico dove ho potuto confrontarmi con delle realtà estremamente interessanti. E’ stato proprio in Messico che sono venuto a contatto con il mondo del marketing legato ai dati, il Data–Driven per intenderci. Così ho iniziato a disegnare il progetto imprenditoriale cui dar vita una volta rientrato in Italia, cioè la start-up GRUPPO YEC”.

Se non fosse per la giovane età, sarebbe riduttivo definire la vostra azienda una start-up poiché in appena tre anni vantate già un importante portfolio clienti…

“Sì, siamo riusciti a fare davvero tanto anche dal punto di vista strutturale dell’azienda passando da 2 unità a 25 tra collaboratori e dipendenti dislocati in due sedi: la parte marketing che si sviluppa nella sede di Milano e l’altra sede si trova invece a Conegliano in provincia di Treviso. Vantiamo un portfolio clienti importante tra cui Mediolanum, Allianz, Locman e così via”.

Dopo la nascita di GRUPPO YEC ha deciso di costituire anche l’altra società, la HOME…

“GRUPPO YEC è una e-commerce company, fondata assieme al mio socio tre anni fa, che si occupa di progettare e costruire siti per la vendita on-line. Man mano ci siamo resi conto che i clienti ci richiedevano sempre più anche una consulenza relativa a piani di marketing e comunicazione. Da qui abbiamo deciso di costituire anche l’agenzia creativa HOME che si prefigge innanzitutto l’obiettivo di supportare le piccole e medie imprese venete a innovare il proprio modo di fare comunicazione”.

Quali sono le dif...

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