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Boselli: “Made in Italy frenato da pandemia e guerra”

di Agata Patrizia Saccone

“La Milano Fashion Week dello scorso febbraio è stata la prima settimana della moda con una significativa presenza dopo due anni di pandemia. Una sensazione positiva di ripresa per il Made in Italy finché purtroppo non è arrivata la terribile e inaspettata notizia del conflitto tra Russia e Ucraina”.

Il Presidente della Fondazione Italia Cina e dell’Istituto Italo Cinese cav. Mario Boselli, commenta la nuova emergenza mondiale, i rischi e le ricadute.

Alla luce dei fatti attuali cosa accadrà al mercato Made in Italy già in crisi per via della pandemia?

“Prima di tutto c’è un effetto generalizzato legato al sentimento della gente...

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Il Cav.Mario Boselli, neo eletto presidente Fondazione Italia-Cina: “Dopo il lockdown, ripartire con cautela, modificando anche i comportamenti individuali, ma è necessario che le aziende tornino presto a produrre”

(di AGATA PATRIZIA SACCONE)

“Dobbiamo distinguere la capacità delle aziende di resistere e da qui ripartire. Il Governo italiano si è occupato bene della prima fase della pandemia, ma è necessario che le aziende comincino presto a produrre. L’auspicio è di poter riprendere con le cautele del caso, in modo selettivo e progressivo, da dopo Pasqua”.

Il Cav. Mario Boselli (Presidente onorario della Camera nazionale della Moda Italiana, alla guida dell’Istituto Italo Cinese, Official Ambassador della Shanghai Fashion Week e ora neo eletto Presidente Fondazione Italia-Cina) analizza il difficile momento e gli effetti del lockdown sul sistema moda nonché le ricadute sull’economia nazionale. E se il dopo pandemia potrà essere una ripartenza oppure un ricominciare, dichiara: Facciamo in premessa un minimo distinguo sui soldi, quanti, sulla base di ciò che prevede il DPCM, ne vengono prestati alle aziende e quindi restituiti. Proprio perché presuppongono restituzione, bisogna creare ricchezza e per creare ricchezza occorre mettere di nuovo in funzione una macchina che produca, distribuisca e arrivi così alla filiera del consumo. Se siamo finora riusciti a mantenere in piedi le aziende, bisogna creare le condizioni domani per ripartire con entusiasmo, volontà di riscatto e voglia di vivere anche molto superiore a una ripresa normale. Le aperture comunque debbono essere graduali, a iniziare dalle piccole e medie imprese che non potrebbero resistere oltremodo perché hanno le strutture finanziarie e patrimoniali più deboli, erano comunque già predisposte a seguire i provvedimenti di tutela necessari, per di più il loro personale è solitamente locale, quindi viaggia meno e l’eventuale rischio contagio si riduce”.

– La Cina, prima nazione in ginocchio ma anche la prima a rialzarsi, quanto influirà in prospettiva nella bilancia dell’economia mondiale?

“La Cina, per dimensione e numero di abitanti, è una potenza che sposta gli equilibri, il fatto che riparta prima può tradursi come contributo migliore anche per l’Italia. La gente ha la memoria corta e, superata la paura del virus, se c’è di mezzo l’interesse economico si tornerà presto al commercio. Del resto, se vogliamo essere pragmatici, senza la Cina dove si va a vendere? L’Europa è ferma, l’America sembra messa male a causa del Covid-19, l’unico mercato che per primo si risana e può acquistare è proprio quello cinese. Di recente mi sono fatto inviare un aggiornamento statistico proprio dalla Cina: ebbene, dopo 44 giorni di stop forzato, con le riaperture, l’incremento di vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ha registrato un +129%”.

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“China we are with you”: ad aprire la Milan Fashion Week il giovane fashion designer cinese Han Wen

a.p.s.) La Camera Nazionale della Moda italiana lancia la campagna “China we are with you” e apre la Milan Fashion Week A/I 20/21 tendendo la mano alla Cina –piegata dal coronavirus- con un messaggio forte, ovvero prima passerella riservata al giovane Han Wen, fashion designer che è potuto approdare a Milano poiché vive attualmente fuori dal suo Paese e non è quindi soggetto a restrizioni di movimento. In calendario, con lui, anche AnnaKiki, che sfilerà sabato. Agli altri stilisti cinesi emergenti, che invece non sono potuti arrivare in Italia, CNMI ha dato la possibilità di essere virtualmente presenti al fashion hub con video ed esperienze digitali. Allo stesso modo i buyers cinesi potranno seguire quanto accade a Milano per la settimana della moda grazie alla tecnologia. Un modo per essere solidali e, contemporaneamente, tenere saldo il filo che, attraverso il comparto moda, lega le due economie.

“Nonostante tutto la Fashion Week è partita molto bene” –commenta il presidente della Camera della Moda Italiana, Carlo Capasa “l’auspicio è che si possa tornare presto alla normalità, magari nel giro di un mese, innanzitutto per il bene della popolazione cinese che rischia ed è in difficoltà, poi perché il mercato risente di questa flessione che pesa per il 30%. Nel frattempo speriamo migliorino le condizioni. Da parte nostra, e ne siamo lieti, riservando l’apertura a un designer cinese, abbiamo voluto lanciare un segnale in un momento difficile: bisogna costruire i ponti e non alzare i muri”.

– Questa edizione della settimana della moda vede pure il ritorno dei big, da Gucci ad Armani..

“I big con la loro disponibilità arricchiscono questa settimana della moda, più importante che mai visto il buon andamento della moda italiana per la straordinaria fase creativa, e consentono con effetto domino ai giovani di avere uno spazio altrettanto di rilievo, grazie a un calendario denso tra sfilate e presentazioni. Milano trasmette energia positiva in questa fase di nuovo umanesimo. E se ne accorgono anche all’estero”.

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I numeri del SALONE DEL MOBILE 2015

Con una presenza del 69% di operatori stranieri, il Salone del Mobile di Milano ha confermato, anche in questa edizione, una forte vocazione internazionale. 310.840 i visitatori, questo il bilancio della rassegna. Confortante il segnale della presenza dei russi, mentre si conferma primo mercato la Cina e secondo Paese di provenienza degli operatori del settore la Germania. Particolarmente significativa in questa edizione l’affluenza da Arabia Saudita, Libano ed Egitto. In crescita anche i visitatori da USA, UK e India.

Grande affluenza di pubblico pure al Salone Satellite, giunto alla 18esima edizione e dedicato quest’anno al tema “Pianeta Vita”, a cui hanno partecipato 700 giovani under 35.

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Il lifestyle Luisa Beccaria…di madre in figlia

luisa e lucillaLuisa Beccaria e Lucilla Bonaccorsi, mamma e figlia. Sono loro le vere icone della Maison di Brera riconosciuta per il suo stile glamour e raffinato, in grado di far sognare le donne di tutto il mondo, tra cui Madonna, Anne Hathaway, Sarah Jessica Parker, Jennifer Gardner, Halle Berry, Nicole Kidman, Kate Winslet, Angelina Jolie. Luisa, la stilista madre di questa fashion dinasty, e la sua famiglia vivono a Milano ma spesso si rifugiano nella loro tenuta siciliana “Borgo del Castelluccio”, un castello del 18° secolo recentemente restaurato e ristrutturato, dove oggi prende vita il “lifestyle Luisa Beccaria”. La Beccaria è sposata infatti con con l’aristocratico siciliano Lucio Bonaccorsi dei Principi di Reburdone,  con cui ha avuto cinque figli, Lucilla, Lucrezia, Ludovico, Luna e Luchino, che sin da bambini è riuscita ad integrare nel proprio universo fashion.

LuisaBeccariaNata a Milano,  Luisa Beccaria ha presentato la sua prima collezione appena ventenne, in una galleria d’arte. Da allora ha continuato a sfilare in luoghi non convenzionali.  Il background culturale e artistico di Luisa Beccaria emerge in tutto il suo percorso creativo. Natura, viaggi e arte sono costante ispirazione per le sue collezioni. Una grande passione per la sua professione che è riuscita a trasferire in particolare alla sua primogenita Lucilla che dal 2006, a soli 23 anni, ha iniziato a seguire la direzione creativa del brand portando un nuovo sguardo ed un confronto generazionale in grado di potenziare la freschezza tipica del brand e rendere la proposta sempre più innovativa e trasversale per età e uso.

“Lucilla è stata una rivelazione -confessa Luisa Beccaria-. La mia musa, il mio braccio destro”.

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