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Manuela Ventura con Sergio Castellitto nel film tv Rai che ricorda il giudice Rocco Chinnici

(di AGATA PATRIZIA SACCONE)

“In un momento così particolare poiché ci avviamo a una fase di cambiamento per il nostro Paese, quello che possiamo augurarci è di ritrovarci ognuno nel quotidiano, creare relazioni sia tra gli adulti che tra i bambini e in particolare –come diceva Rocco Chinnici- riconoscere quell’importante valore che rappresentano le nuove generazioni, avide di sapere per cui hanno bisogno di questi momenti di confronto e di consapevolezza. Se si può, come si deve fare, sperare nel cambiamento, bisogna puntare sui giovani”.

Manuela Ventura, l’attrice che interpreta Tina Chinnici nel film Tv Rai “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte” (prodotto dalla Casanova di Luca Barbareschi per la regia di Michele Soavi e tratto dal romanzo biografico di Caterina Chinnici) è convinta che il futuro va guardato puntando sui giovani. Coloro che non hanno vissuto gli anni drammatici di una Sicilia macchiata di sangue e che ha avuto veri eroi pronti a sacrificare le proprie vite. Uno di questi, proprio il giudice Rocco Chinnici, l’ispiratore del pool antimafia.

Manuela come hai vissuto il tuo ruolo impegnativo di Tina Chinnici accanto a Sergio Castellitto?

“Quando mi hanno comunicato della scelta di assegnare a me quel ruolo, ho provato una forte emozione, ma anche senso di responsabilità per il personaggio che avrei dovuto interpretare. L’idea di recitare accanto a Sergio Castellitto, poi, non nascondo che mi ha creato aspettative e allo stesso modo ansia. Sin da subito comunque con lui si è istaurato un feeling professionale. Tra noi abbiamo avuto modo di poterci confrontare e soprattutto mi ha dato diversi consigli. Stavo sul set a seguire Castellitto anche quando non avevo scene da girare con lui. Per me era importante capire al meglio la linea che stava tracciando. Ciò mi ha consentito, in una storia cosi delicata e forte, di rasserenarmi e di ricoprire al meglio il ruolo”.

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Simone Susinna, al top per l’Isola dei Famosi

di Agata Patrizia Saccone

L’isola è nel destino di Simone Susinna. In una c’è nato (la Sicilia), in un’altra (nel mare dell’Honduras) è andato per un’avventura che lo potrà consacrare tra i nuovi personaggi televisivi. Il top model catanese, tra i più richiesti in passerella, è infatti tra i partecipanti dell’edizione 2017 de “L’Isola dei Famosi”, trasmessa da Canale 5. Con lui Massimo Ceccherini, Raz Degan, Giulio Base, Nathalie Caldonazzo, Nancy Coppola, Samantha De Grenet, Eva Grimaldi, Malena, Andrea Marcaccini, Dayane Mello, Moreno, Giacomo Urtis e Giulia Calcaterra.

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Per il modello nato all’ombra del vulcano si tratta non soltanto di una nuova esperienza ma dell’esordio nel piccolo schermo: “Ho deciso di partecipare perché lo considero un altro passo vers...

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Addio Franca Sozzani: l’ultima intervista per M il Magazine

Addio a Franca Sozzani, icona di stile nel mondo. La leggendaria direttrice di Vogue Italia si è spenta a soli 66 anni. Vi riproponiamo l’ultima intervista audio rilasciata nel settembre scorso al nostro Direttore Agata Patrizia Saccone 

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Sonia Braga diva in Aquarius

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È brasiliano -a prescindere dalle classifiche- uno dei più belli del 69° Festival di Cannes. La protagonista è una meravigliosa Sonia Braga, strepitosamente affascinante e sensuale senza che, così come il suo personaggio Clara, senta il bisogno di camuffare l’età. Anzi, quei capelli corvini che si sciolgono, il coraggio di amare -anche per una notte- un uomo giovane, il carattere indomito nella sua battaglia personale di salvare la casa e il condominio in cui abita nei pressi dell’oceano da una speculazione edilizia, ritraggono una donna che entra nel cuore quale eroina (come poche) dei nostri tempi.

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I 70 anni della Vespa, mito italiano

vespa-1132x670Un’icona nelle immagini in bianco e nero con Gregory Peck e Audrey Hepburn in “Vacanze romane”. Un inno nella canzone dei Lunapop che in epoca moderna ne hanno celebrato le gesta, la storia, l’immortalità. La Vespa, nata dall’intuito di Enrico Piaggio e dal genio dell’ingegnere Corradino D’Ascanio che la concepì con l’indispensabile contributo della creatività del disegnatore Mario D’Este, contribuì in maniera determinante a mettere in moto l’Italia uscita dalla guerra. Era il 23 aprile 1946 quando fu depositato il brevetti del primo modello di questa straordinaria due ruote, simbolo di libertà e fenomeno di costume: la descrizione recitava “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”, forma ampia dal vitino stretto (ecco come prese il nome di “Vespa”) e cambio agevole al manubrio anziché al piede come in una qualsiasi motocicletta. Oggi la Vespa compie 70 anni ed è sempre più cult, distinguendosi sugli scooter di ogni tempo, senza temere competitor. Ha superato ogni epoca: la fine degli anni ’40, la rinascita dei ’50, il boom dei ’60, le rivoluzioni dei ’70, la fantasia degli ’80, la modernità dei ’90, la tecnologia futuristica degli anni 2000.

I_festeggiamenti_per_i_70_anni_della_Vespa_un_mito_italiano

“Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi…”.

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