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EXPO2020: Re Giorgio celebra gli Armani hotel a Dubai con la pappa One Night Only

Giorgio Armani torna dopo undici anni a Dubai per celebrare, con una nuova tappa delle One Night Only, il decimo anniversario dell’apertura degli Armani hotel di Milano e Dubai. L’evento si svolge in concomitanza con Expo 2020, inaugurato lo scorso 1 ottobre.
“L’Expo rappresenta, da sempre, un momento di impulso per l’inventiva umana: l’ho visto in prima persona a Milano, con l’inaugurazione di Armani/Silos. Adesso sono a Dubai: di nuovo Expo, ma con l’occasione per me di celebrare i dieci anni dei miei hotel con una speciale One Night Only. Sono felice e orgoglioso di essere qui, adesso: il Middle East è la culla di una nuova concezione di lusso, sinonimo di continua evoluzione e sperimentazione, capace di attingere alle radici e alla magia di una cultura ricca e profonda per dar vita a una nuova energia creativa”, ha dichiarato Armani.


Nell’occasione, organizzata la sfilata della collezione Giorgio Armani uomo e donna primavera/estate 2022 e di una selezione di look di Alta Moda Giorgio Armani Privé della collezione Shine autunno/inverno 2021/22
All’interno del Dubai Mall è stato inoltre allestito il pop-up temporaneo Giorgio Armani con una selezione di borse della serie la Prima, tra cui alcuni modelli dedicati a Dubai.

La collezione speciale di capi Giorgio Armani uomo e donna primavera/estate 2022 sarà invece disponibile nella boutique situata di fronte al pop-up.

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L’Italia Team a Tokyo e Pechino con le divise EA7 Emporio Armani

EA7 Emporio Armani vestirà l’Italia Team per i Giochi Olimpici di Tokyo (in programma dal 23 luglio all’8 agosto 2021), ma anche per i Giochi Olimpici Invernali di Pechino (in programma dal 4 al 20 febbraio 2022). Continua così la collaborazione tra Giorgio Armani e il CONI, avviata per la prima volta in occasione dei Giochi Olimpici di Londra 2012 e proseguita con l’edizione invernale di Sochi 2014, quella estiva di Rio 2016 e ancora quella invernale di Pyeongchang 2018.

“Sono orgoglioso di rinnovare l’accordo con il CONI, una collaborazione ormai di lunga data, proprio in questo momento. I valori di lealtà, impegno, dedizione e lavoro di squadra sono espressione delle più alte qualità umane, in qualsiasi ambito...

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Giorgio Armani lascia Parigi e punta su Milano anche per l’haute couture: a gennaio a Palazzo Orsini la sfilata Armani Privé

Il mondo della moda cambierà nel dopo pandemia. E Re Giorgio, ancora una volta anticipando tutti, rimodula le sue sfilate. Le collezioni Giorgio Armani ed Emporio Armani uomo e donna saranno presentate a settembre 2020 a Milano, secondo modalità in via di definizione. La sfilata Armani Privé verrà posticipata a gennaio 2021 e anziché a Parigi si terrà nella storica sede milanese di Palazzo Orsini, in via Borgonuovo, segnando così il ritorno dell’haute couture nella capitale meneghina. La collezione, che non avrà stagionalità, prevederà capi adatti all’inverno così come capi più leggeri per l’estate. A partire da giugno 2020, lo stilista intanto metterà a disposizione delle clienti i servizi della sua sartoria: un ampio repertorio di modelli, attuali e delle precedenti...

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Giorgio Armani a Wwd: “Superata la pandemia, la moda deve rallentare e riallinearsi”.

«Vedo questa crisi come un’opportunità per rallentare e riallineare tutto; per definire un nuovo e più significativo panorama per la moda. Ho lavorato con il mio team per tre settimane in modo che, dopo il blocco, le collezioni estive rimarranno nelle boutique almeno fino all’inizio di settembre, com’è giusto che sia. E così faremo d’ora in poi»

Giorgio Armani, in una lettera aperta a Wwd, fa la sua analisi e raccoglie consensi.

«Trovo assurdo che, in pieno inverno, si possano trovare nei negozi solo abiti di lino, e cappotti in alpaca d’estate».

La pandemia del Covid-19, con la crisi innescata, ha fornito anche un’occasione di riflessione: «Il declino del fashion system» –afferma lo stilista- «è iniziato quando il mondo del lusso ha cominciato ad adottare i metod...

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Emergenza Coronavirus: il mondo della moda pronto a produrre e reperire mascherine e camici di protezione. Spirito solidale e lotta contro il tempo.

Cambia lo stile di vita, cambiano le priorità, nascono nuove necessità, si accantona –forza maggiore- quel quid di (apparentemente) superfluo in più. Il Covid-19, il famelico coronavirus che ha messo in ginocchio il mondo, è riuscito a fermare tutto ciò che sembrava irrefrenabile. Si è persino rallentato il tempo.

Anche la moda fa un passo indietro, anzi cambia passo. Servono mascherine e camici, perciò sempre più maison in tutto il mondo rispondono all’appello per riconvertire le produzioni e aiutare come possibile. L’Italia, che paga alto lo scotto della pandemia in termini di vittime, non si tira indietro. Ma è lotta contro il tempo, perché -opportuno esserne consapevoli- non sarà possibile una consegna immediata anche per problemi burocratici legati alla certificazione di idoneità.

Giorgio Armani –che ha già donato 2milioni di euro alle strutture sanitarie in prima linea- ha comunicato la conversione di tutti i propri stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale di medici e infermieri impegnati a fronteggiare il coronavirus. A loro ha scritto: «È commovente vedervi impegnati nel vostro lavoro con le difficoltà e i grandi sforzi che ormai tutto il mondo conosce. E soprattutto vedervi piangere. Credo che questo sentimento si colleghi al mio desiderio di intraprendere la carriera di medico quando ero giovane e cercavo una mia strada. Tutta la Giorgio Armani è sensibile a questa realtà ed è vicina a tutti voi: dal barelliere all’infermiera, dai medici di base a tutti gli specialisti del settore. Vi sono personalmente vicino».

Come Armani, anche Ermanno Scervino, Gucci, Valentino, Prada, Salvatore Ferragamo, Fendi, Miroglio –per citarne alcuni- hanno chiesto alle proprie sarte di mettersi all’opera, pure in smart working, utilizzando il Tnt, tessuto non tessuto con cui si realizzano le mascherine.

«Alle nostre sarte, a casa per precauzione, abbiamo proprosto se volevano fare volontariato per produrre mascherine, camici e cuffie, e hanno aderito tutte. Per noi è un grande orgoglio», ha dichiarato Toni Scervino commentando l’impegno a titolo gratuito che la maison ha preso in carico.

Valentino, attraverso il gruppo Mayhoola del quale fanno parte anche Balmain e Pal Zileri, ha donato 2 milioni di euro per supportare due diversi progetti: la metà andrà a favore della Protezione Civile Italiana, l’altra metà andrà al reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Sacco di Milano.

Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti devolvono la somma di 1 milione di euro da destinare alla nuova area di 143 posti letto dedicata ai pazienti affetti da Covid-19 presso il Policlinico Gemelli di Roma che sarà operativa in aprile.

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