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Catena Fiorello racconta Flora e la sensibilità femminile in ‘Tutte le volte che ho pianto’

di AGATA PATRIZIA SACCONE

“A volte nel corso della vita si verificano degli eventi emotivamente traumatici che è come se chiudessero la porta delle emozioni quasi a proteggerci da altri eventuali dispiaceri. Anch’io, nella mia vita, mi sono trovata al punto di non riuscire più a piangere neppure dinnanzi a fatti molto gravi e dolorosi, perciò mesi fa ho iniziato a scrivere di Flora, la protagonista del mio libro sulla quale ho traslato il mio stato d’animo”.

Catena Fiorello comincia a raccontare così il suo nuovo romanzo TUTTE LE VOLTE CHE HO PIANTO.

“L’ho scritto per me che da qualche anno non riesco più a piangere. Attraverso Flora ho fatto una sorta di seduta analitica che mi potesse riaccompagnare al pianto”.

La scrittrice siciliana, che ha già iniziato con successo il suo tour nazionali di presentazioni partendo da Milano, anticipa: Flora racchiude la storia di tante donne che ho conosciuto nel corso degli  anni. Lei ha un passato più o meno simile a quello di tante altre donne: separata da un marito che ama profondamente, ma che è costretta a lasciare poiché un eterno immaturo e infedele; è madre di una figlia. Una normalissima vita segnata però continuamente dal pianto per fatti spiacevoli che le sono accaduti. Compreso il fallimento del suo matrimonio”.

“Il pianto è un istinto primordiale, non a caso le prime parole del romanzo sono “veniamo al mondo piangendo e piangendo ce ne andremo semmai ci sarà il tempo di capire che si è completato il nostro viaggio sulla terra” -aggiunge la Fiorello– Il pianto ci fa sentire più vicini, tira fuori la nostra sensibilità. Per esempio: se in strada si incrociano persone che sorridono quasi non ci si fa caso, ma se invece incontriamo persone che piangono il primo istinto è quello di andare loro incontro per cercare di capire se hanno bisogno di aiuto. Il pianto alla fine suscita sentimenti estremi, è il comune denominatore delle emozioni degli uomini. Ho immaginato che attraverso questo libro il lettore si sarebbe ricordato di tutte le volte che ha pianto di gioia o di dolore facendo così riemergere la propria sfera emozionale e per ricordarci che siamo dotati di sentimenti e che non siamo degli automi. La lettura del libro è quasi una seduta psicanalitica di gruppo”.

La st...

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