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LEITMOTIV, collezione a/i 2016-17 da…favola!

Come in un quadro Mondrian e come in mezzo al cammin nella selva (però) colorata. Eccolo Leitmotiv, in una singolare narrazione della storia con protagonista il cervo che è icona del marchio ma anche simbolo di purezza e di mobilità. Una collezione dall’immaginario fiabesco, come uscita da un libro di Fedro: le stampe illustrano una natura dove tutto è possibile. Tra fiori rigogliosi appare il cigno incoronato (il dolore trasformato in bellezza). I conigli (sessualità ardente) si aggirano tra i funghi (energia della vita, crescita veloce), lanciando in cielo stelle che irradiano le luci del firmamento. Mentre, volano le farfalle (rinascita). Da questo paese delle meraviglie, gli animaletti scompaiono per riapparire come per magia, nei ricami sul pizzo dei capi più importanti ma sempre giocosi. L’evoluzione di Leitmotiv ribattezzata “ludo-couture”.

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Alice in Flowerland per il fall winter 16/17 Byblos

L’Alice 2.0 di Byblos Milano va oltre lo specchio per vivere la sua dimensione onirica filtrata dalle suggestioni dell’arte e dare vita a una floreal couture unica. Trapiantati da un tessuto all’altro, da un ricamo all’altro, fiori germogliano sul corpo in lungo e in largo ispirati dalle grafiche surreali di Rocio Montoya e riletti nella dimensione onirica di Raymond Sepulveda e delle sue eroine pulp.

byblos paratore

Photo credits: Giovanni Paratore

Fashion in blooming: focus sulle grafiche di fiori scomposti, che cambiano dimensione, diventano macro e sono intrepretati da jacquard e ricami in omaggio a una femminilità sognante; garden mania con macramè e crochet che spuntano dai capi per enfatizzarne la meraviglia. Knit-kitten: un’Alice tricottata dalla testa ai piedi in un armonioso tutt’uno in cui l’heritage della maison gioca con il futuro; una floricoltura applicata di boccioli a prova di gelo e svolazzanti petali per un vivace vivaismo pret à porter dai volumi voluttuosi. Candy (c-)rouches: esplosioni in mini dress di agugliature e pon pon in lana dal carattere dinamico; ricami con effetti tridimensionali simili a murales e macramè e balze a tutto volume, perché il futuro unisce femminilità e natura.

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Alice parla con petali e corolle, specie se ingigantiti, applicati e appesi con un effetto botanico super pop, in un florilegio di decorazioni 3D dove il reale si unisce al sogno e niente è quello che sembra. Dai capispalla come aiuole ai tubini floreal-code, alle gonne in sboccio, con abiti che diventano bouquet e rivelano un’anima molto stilé.

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Minimal CIVIDINI per il prossimo autunno/inverno

Minimale ed imperfetto è il concept della collezione CIVIDINI A/I 2016/17 dove l’aggettivo minimale definisce il nuovo approccio ad un design scarno e rigoroso ma non per questo privo di brio.

cividini

Photo Credoits: Giovanni Paratore

Il minimale non esiste da solo, è sempre accompagnato da imperfetto, quasi ad indicare una sorta di complementarietà che sottolinea l’interazione tra i due aggettivi e che si esplicita in capi dove il rigore del design si stempera con l’imperfezione di piccoli dettagli che rendono la nostra interpretazione del guardaroba femminile l’espressione di una regola estrosa.

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Una imperfezione nei dettagli; le pieghe stirate e poi spianate quasi a lasciare traccia di ripensamenti creativi, i quadretti di un disegno rubato alla d...

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SPORTY MEETS ROMANTIC, il mondo a/i 2016/17 di Massimo Rebecchi

massimo rebecchi

Massimo Rebecchi entra in un mondo in cui il presente conserva l’eco del passato e del futuro, in un divenire continuo di ispirazioni e di heritage. I capi icona della maison tornano da protagonisti in un gioco di contrasti: il parka su tutti; il bomber è reversibile in ecopelliccia overcheck; il cappotto in maglia che scalda l’abito.

Il tailleur è nuovo e viene reinterpretato dagli stilemi classici di Massimo Rebecchi: è gessato, in principe di galles con fiori stampati; è acceso da microfantasie, in un lusso slow e rilassato. Gli abiti sono iper-femminili, in seta stampata e stretti in vita da cinture; e ancora dress e tuniche in raso di seta con stampa a bolle simili a farfalle e disegni cachemire nei nuovi pastello in una contaminazione poetica ininterrotta...

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I colori e i profumi di Salina, la signora delle Eolie

Immagine 420Le albe e i tramonti. Le suggestioni di Salina, la più bella delle Eolie, le offre la natura. Comincia al risveglio, finisce quando spegne le luci. Tranne quelle delle stelle che illuminano la notte e che è meraviglioso guaardare magari distesi sulla spiaggia di una caletta. Ma è con la luce del sole che l’isola pullula di vitalità e colori: i suoi fiori fucsia che sembrano pennellate sullo sfondo azzurro mare; e poi il bianco delle case, le tinte variegate delle barche dei pescatori, i toni di colore che si mescolano al sapore di una granita, della frutta o degli ortaggi tipici. Giardino e orto nello stesso tempo, oppure vigneto: da sempre foriera di regali Salina, così denominata per la lavorazione del sale da tempo immemore nel piccolo ma attivo villaggio di Lingua era funzionante una salina. La salina fu per lungo tempo l’attività predominante per le maestranze ed i lavoratori locali. Oggi quel luogo è il “Laghetto di Lingua”, con il suo faro che indica ancora la via ai marinai. Anticamente l’isola veniva chiamata “Didyme” che vuol dire “gemelle” in riferimento alle due montagne di altezza quasi uguale, tanto da sembrare appunto “gemelle”.

L’isola –la seconda per estensione, dopo Lipari, dell’arcipelago eoliano- è divisa amministrivamente nei tre comuni di S. Marina Salina (+ Lingua), Malfa (+ Capo Faro e Pollara), Leni (+ Valdichiesa e Rinella), che contano insieme circa 2.400 abitanti. Il tempo a Salina sembra fermarsi. Profumo di malvasia nell’aria. E di pietanze tipiche. Con gli isolani che non risparmiano ssalinatramontocartolinacoveweborrisi e ospitalità ai visitatori. I diportisti possono ormeggiare nella darsena di S. Marina Salina, mentre chi la barca non ce l’ha può prenderla a noleggio. Una abbastanza efficiente rete stradale collega i vari villaggi che possono esser raggiunti con gli autobus del consorzio intercomunale, con i taxi, con un motorino preso a noleggio, con mezzi propri o a piedi. Una strada panoramica che offre molte ilste sulla costa frastagliata permette di raggiungere i vari centri abitati dell’isola. Da Santa Maria Salina, capoluogo dell’isola, si si sale, a nord, e si oltrepassa Capo Faro dirigendosi verso Malfa. Si prosegue lungo la strada costiera che sovrasta la punta del Perciato, bell’arco naturale visibile però solo dal mare o dalla spiaggia di Pollara, poco oltre, ove si trova la spiaggia più bella e suggestiva dell’isola. Prima di scendere si consiglia di sbirciare tra la vegetazione per scorgere la casa (divieto di avvicinarsi) dove
venne girato il film “Il Postino”: è qui che avvenivano gli incontri tra Neruda (Philippe Noiret) ed il portalettere (Massimo Troisi).scultura-Massimo-Troisi-a-Pollara

Il collegamento con le altre isole e con la terra ferma è assicurato da navi ed aliscafi che operano nei porti di S. Marina Salina e Rinella. Da ogni villaggio parte almeno un sentiero pedonale che consente di raggiungere, tra incredibili scoperte panoramiche e floreali, Monte Fossa delle Felci (m.996) la cima più alta delle Eolie. Più difficoltosi sono i sentieri per raggiungere la cima di Monte dei Porri (m.860 ). In origine erano sei i vulcani che la costituivano quattro si sono sfaldati nel tempo. Non è difficile scorgere falchi e poiane volare o incrociare lo sguardo di un barbagianni. L’isola è schiva e solitaria, meta ideale per chi vuole passare una vacanza a con tatto con la natura. Il Residence Salina, a Malfa, offre una comoda opportunità di soggiorno:

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Le spiaggie più belle di Salina:

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