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Estate 2016: l’eyewear che fa tendenza

I designer sono sempre a caccia di nuove idee per quel che riguarda nuovi modelli eyewear da proporre perché gli occhiali rappresentano ormai l’accessorio di punta di chi vuol essere sempre trend. E poi tutto è stato proposto e riproposto infinite volte, quindi i designer quindi non possono far altro che rivisitare passate mode giocando con un introduzione di colori più o meno sgargianti. Il mood di stagione è divertirsi e affrontare il sole con un pizzico di ironia scegliendo montature che ruberanno un sorriso a chi incrocerà il vostro sguardo. Si gioca quindi con i materiali, dalla plastica iniettata per gli occhiali di prezzo contenuto, al più nobile acetato per gli occhiali di plastica più preziosi, al metallo trattato in vari colori, al titanio al carbonio. I “Cat eye glasses”, già protagonisti negli anni ’50/’60, sono (e da un po’) ritornati sulla scena.

A farla da padrone è senza dubbio Jeremy Scott, simbolo di uno stile divertente e talvolta eccessivo, che propone una montatura effetto materassino gonfiabile Altro brand che domina la scena è Yazbukey, marchio di ispirazione pop e irriverente, che trasforma gli occhi, le labbra e le orecchie di gatto proprio in occhiali da sole.

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Must i Dolce & Gabbana come fossero un carretto siciliano (qui in alto) e i sempre cool Italia Independent di Lapo Elkann (qui in basso).

occhiali Care Label & Italia Independent

Aumentano anche i personaggi famosi che decidono di investire in questo settore. New entry assoluta nell’universo eyewear è il calciatore Alex Del Piero con il suo brand AIR DP (in basso). Forme alternative per gli occhiali da sole della prossima estate: cuore, labbra, stelle marine o a forma di farfalla. Design seppur assurdi ma certamente

divertenti.

occhiali air dp

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Mario Dell’Oglio, la cultura dello stile

11-Mario-Delloglio“Gentiluomo senza cappello” è il titolo del libro d’esordio di Mario Dell’Oglio, palermitano, da un anno e mezzo presidente nazionale di Camera Italiana Buyer Moda, profondo conoscitore dello stile che contraddistingue il vestire di ognuno. In copertina, nel volume edito da Leima, Clark Gable, un’icona senza tempo:

“L’immagine l’ha scelta la casa editrice –spiega- io l’ho condivisa perché ritengo quest’attore simbolicamente un signore del Sud che si esprime con la sua eleganza. La mia prospettiva è sempre siciliana, è da qui che io guardo il mondo. Ho scritto il libro nel 2014, una stesura dietro l’altra per sottoporla alle casi editrici, poi è arrivata la Leima ed ecco pubblicato il libro”.

– Da quattro generazioni nel settore moda, oggi da presidente di Cam...

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Catena Fiorello, l’amore a due passi

amore a due passi“Con questo mio romanzo –vi avviso- preparatevi a una lettura ad alta tensione emotiva. E’ quasi matematico che se non avete un amore vicino vi verrà una grande voglia di cercarlo. L’hashtag che lancio è #catenadamore, guardacaso nome e cognome di mia nonna”. 

Catena Fiorello, prolifica scrittrice di libri di successo, presenta così il suo L’amore a due passi”, edito da Giunti: “Prima tappa delle presentazioni è Lecce. Doveroso perché è ambientato in Puglia. A seguire, la mia Sicilia. Del resto –e non soltanto perché il mio compagno vive a Lecce- io sostengo che il Salento è il promesso sposo della Sicilia: sono due terre che hanno molte cose in comune, con la differenza che questo ‘tacco d’Italia’ con grande orgoglio ha saputo riscattarsi ed emergere, noi siciliani ho come la sensazione che stiamo perdendo questa voglia, nonostante la nostra proverbiale generosità, ospitalità, ricchezza naturale e umana. Solo recuperando il nostro carattere riusciremo a reimporre nel mondo l’immagine meravigliosa della Sicilia, che ha ancora tanti estimatori”.

Catena Fiorello (ph Luca Brunetti)

Catena Fiorello (ph Luca Brunetti)

– La storia d’amore tra queste due persone adulte, che tu racconti nel romanzo, si sviluppa nel corso di dieci giorni vissuti in questi luoghi..

“Bellissimo che si usi la parola adulti, perché i due sessantenni protagonisti non vengono da me mai definiti né anziani né vecchi. Anzi. Il loro amore, che esplode tra un tuffo nel mare di San Cataldo e un ballo di taranta, fa da perno a tanti altri amori satelliti di persone più giovani che concorrono nella stessa storia, ma alla fine tutti si riconducono al sentimento forte e travolgente che coinvolge Orlando e Marilena, questi i loro nomi”.

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69° Cannes: a Ken Loach la Palma d’Oro

211441442-b6a9667e-f2d2-45a7-b8b1-2f1f0f536180Palma d’oro del 69/o Festival di Cannes a “I, Daniel Blake” di Ken Loach (nella foto): il film, che racconta l’incontro tra un cinquantanovenne carpentiere senza lavoro con problemi di salute e una mamma single disoccupata, ha impresso un tono politico e sociale al Palmarès attribuito dalla giuria presieduta da George Miller.
Tono politico che forse -a nostro parere- ha penalizzato Aquarius, il film del regista brasiliano Kleber Mendonça Filho con Sonia Braga protagonista, che invece immeritatamente è rimasto fuori dalla lista. Aveva fatto discutere nei giorni scorsi che il cast avesse difeso con un’iniziativa pubblica di protesta Dilma Rousseff, per la situazione politica brasiliana, sulla Croisette.
Tornando ai Premi assegnati: Grand Prix a Xavier Dolan per Juste la fin du monde...

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Sonia Braga diva in Aquarius

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È brasiliano -a prescindere dalle classifiche- uno dei più belli del 69° Festival di Cannes. La protagonista è una meravigliosa Sonia Braga, strepitosamente affascinante e sensuale senza che, così come il suo personaggio Clara, senta il bisogno di camuffare l’età. Anzi, quei capelli corvini che si sciolgono, il coraggio di amare -anche per una notte- un uomo giovane, il carattere indomito nella sua battaglia personale di salvare la casa e il condominio in cui abita nei pressi dell’oceano da una speculazione edilizia, ritraggono una donna che entra nel cuore quale eroina (come poche) dei nostri tempi.

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