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L’antica arte del sapone ripresa da Meo Fusciuni

fusciuni2La lunga storia del sapone affonda le radici nell’antica Babilonia. Anche se poi la scuola dei saponieri si rifà alla tradizione francese, che per quanto molto datata la si deve considerare la più moderna. Del resto proprio l’estro francese ha introdotto la sostanza odorosa che rende singolare ogni linea di sapone. Sembra strano, oggi, però ripensare a questo prodotto che quotidianamente usiamo come ci è stato tramandato, ci fa accorgere che evoluzione esso ha avuto nel corso dei secoli e come si sia diffuso in considerazione delle sue proprietà e peculiarità. Artigianalmente lo si ricava mescolando una base (soda, potassa, calce) con un  grasso (animale, vegetale o minerale). Ed esattamente come un fusciuni1tempo oggi lo propone Meo Fusciuni, erborista e chimico siciliano (nella foto a sx), nome d’arte di un maestro aromatario: “Il mio nome –Meo- è il diminuitivo di Bartolomeo, nome di mio padre, mentre Fusciuni significa scorrere, fluire, mescolare ed era il soprannome dato a mio nonno che era un navigatore, uno scopritore di nuovi mondi, un po’ come me che sono andato verso la scoperta del mondo del profumo. Infatti come tutti i sognatori di quest’isola, da Mazara Del Vallo, mia città natìa, ho deciso di partire alla ricerca di nuovi orizzonti perché sentivo che nella mia vita mancava qualcosa. Questo qualcosa ho scoperto poi essere l’incontro col profumo, partendo dalla pianta, materia che conosco bene”.

Le fragranze sono impiegate pure nelle terapie del benessere…

“Prima di fare l’aromatario lavoravo in erboristeria. Con l’aromaterapia il primordio umano è l’odore e credo tantissimo nella cura dolce del nostro io. Perciò un profumo può essere positività o negatività all’interno della nostra memoria, ma è pur sempre un cammino che ha un suo perché universale molto profondo”.

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Ad ALTAROMA “Icon”, il nuovo percorso di Meo Fusciuni. Nel segno del numero 9

meo_fusciuni_handmade_fragrances_bigicone, 9 odori, 9 stati mistici intrecciati, che vestono il corpo legnoso dell’icona. L’incontro con l’immagine sacra, come ogni preghiera è culla di un nostro bisogno. Di fronte all’Icona l’emozione è immensa, lacrimevole, è questo il mio nuovo orizzonte, emozionare l’olfatto, ricondurre la preghiera al suo odore primordiale al suo stato narcotico. Passo dopo passo, immagine dopo immagine, il volto si ferma, il capo si china sulla resina odorosa. Il ricordo rimane.

E’ il nuovo percorso di Meo Fusciuni. Si chiama “Icon”, racconta un inizio, un nuovo ciclo che avviene, nello stesso significato della parola religione, re-ligare, legare nuovamente. Icon è un rito, una preghiera prima del cammino, un preludio ad un nuovo percorso di ricerca, poetico-olfattivo, il ciclo della mistica.

“Inizio il mio nuovo percorso da Ro...

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