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50 anni di Etro al Mudec di Milano. Un viaggio che prende origine dal Paisley

50 anni di Etro, festeggiati a Milano con una mostra allestita al Mudec che celebra la lunga storia del brand caratterizzata, già alla nascita, dal motivo Paisley, il germoglio della palma di dattero, di origine mesopotamica, riconosciuto come simbolo di fertilità e lunga vita. E non a caso ha dato origine alla favola di una fashion dinasty del made in Italy. Inaugurata il 23 settembre, la mostra sarà fruibile gratuitamente fino al 14 ottobre.

Per i visitatori l’esperienza di un percorso in cinque stanze, non pensato in ordine cronologico, bensì con ogni ambiente che racchiude un pezzo di memoria Etro: la famiglia e i tessuti, la comunicazione, le collezioni, gli accessori e le ispirazioni. Sparsi una cinquantina di look. I patchwork di tessuti rivestono dalle pareti alle sedute.

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Esposta anche la capsule collection Etro 50, realizzata da Kean e Veronica Etro, rispettivamente direttori creativi delle linee uomo e donna: un viaggio nel tempo dagli anni Sessanta tra T-shirt, felpe, maglie, foulard in seta e cashmere, accessori. Il motivo paisley qui si incrocia con la scritta Faithful to Love and Beauty.

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ARTE: Haring e Kandinsky a Milano, Escher e Warhol a Catania, Chagall e Missoni a Noto

Su e giù per l’Italia, in un ponte ideale Milano-Catania, passando per Noto, all’insegna dell’arte. Nella capitale meneghina, a Palazzo Reale, omaggio al genio di Keith Haring nella mostra “About Art” curata da Gianni Mercurio. Una retrospettiva con 110 opere, di cui alcune inedite o mai esposte in Italia, dell’artista americano che vanno dall’archeologia classica alle figure archetipe delle religioni, fino alle maschere del Pacifico e alle creazioni dei nativi americani. Uno stile inconfondibile attraverso cui Haring -icona di attivista globale dell’arte- lancia messaggi su droga, razzismo, Aids, minaccia nucleare, alienazione giovanile, discriminazione delle minoranze, arroganza del potere. La mostra, inaugurata il 21 febbraio resterà aperta al pubblico fino al 18 giugno 2017.

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Al Mudec allestita la mostra di Vasilij Kandinskij, titolo “Il cavaliere errante”, con 49 opere che raccontano il ‘periodo del genio’ dell’artista russo che porta alla svolta completa verso l’astrazione, e 85 tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa. Indiscusso fondatore dell’astrattismo, rivoluzionò buona parte della successiva ricerca espressiva nel mondo. L’esposizione –inaugurata il 15 marzo- coincide con il centenario della Rivoluzione russa e cade a ridosso delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita dell’artista. Sarà visitabile nel museo di via Tortona fino al 9 luglio.

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Ci trasferiamo in Sicilia. Catania, a Palazzo della Cultura, riaccoglie Maurits Cornelis Escher, un artista che tanto amò la città siciliana da dedicarle litografie uniche, su tutte quella con la città vista dal porto e sullo sfondo il Duomo dedicato a Sant’Agata e l’Etna fumante. Nel capoluogo etneo dal 19 marzo al 17 settembre resteranno esposte opere capolavoro del paradossale gioco di geometrie, pezzi di una collezione privata, tra cui “Mano con sfera riflettente” (1935), “Vincolo d’unione” (1956), “Metamorfosi II” (1939) e “Giorno e notte” (1938). Litografie di costruzioni impossibili, geometrie interconnesse cangianti nella forma, le fantasmagorie di un artista che amava ripetere un proprio concetto filosofico: “Coloro che tentano di raggiungere l’assurdo otterranno l’impossibile”.

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Nel f...

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L’avvolgente abbraccio delle sciarpe della maison Claudio Cutuli

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Claudio Cutuli

di AGATA PATRIZIA SACCONE  Leader mondiale nella produzione di sciarpe e stole, dopo il successo di THE CRAFT FUTURE curato dell’indimenticata Franca Sozzani lo scorso settembre al Mudec di Milano, la maison Claudio Cutuli presenta il 14 Gennaio, in occasione della Milan fashion week, la preview della collezione fall winter di COUTU, il nuovo marchio disegnato da Francesca Vaccaro.

Intuizione, innovazione, creatività coniugati all’utilizzo di tessuti e tinture naturali sono gli elementi che caratterizzano da ben 178 anni il brand che con i suoi accessori “avvolge” non solo le celebrities più affermate ma anche gli uomini più potenti del pianeta.

Di origine calabrese, l’esteta (come lui stesso ama definirsi) e imprenditore Claudio Cutuli circa trent’anni fa decide di dare una svolta all’azienda di famiglia trasferendola in Umbria, luogo per lui rivelatosi di grande ispirazione.

“Claudio Cutuli è un brand che coniuga sociale, cultura e fashion. Creiamo le nostre sciarpe non come un semplice accessorio di abbigliamento ma pensando all’eleganza sensuale, un’onda di tessuto che accarezzi e avvolga amabilmente una parte sensibile e significativa del nostro corpo”.

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Claudio e Maria Grazia Cutuli

Suo alter ego è la moglie Maria Grazia, che lo sostiene in ogni progetto, vedi quello legato al sociale che ha visto la maison supporter dell’Associazione ONLUS IL PELLICANO.

“Mariagrazia per me è un centro di gravità, la famiglia sta alla base dei grandi progetti. afferma Claudio Cutuli –Abbiamo voluto sostenere l’Associazione Il Pellicano poiché sin da subito la loro mission mi ha catturato. Poter offrire, attraverso il nostro sostegno professional,e la possibilità di guarire a coloro che sono affetti da disturbi alimentari credo costituisca la gratificazione più grande. Nel 2016 abbiamo supportato il sogno/progetto di Marianna Spagnoli, una delle pazienti del centro che grazie al nostro aiuto, attraverso il lavoro di fashion designer, non solo è riuscita a guarire dalla malattia ma ha anche realizzato il suo sogno di diventare stilista disegnando delle sciarpe dedicate che abbiamo deciso di produrre in filato di ortica, pianta nobile scelta non casualmente quale simbolo di vita e di speranza”.

Il proget...

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CANGIARI, moda rigorosamente bio per la primavera estate 2017

Fluidi, leggeri, stramati, i pregiati ed esclusivi tessuti a mano CANGIARI, rigorosamente bio, nella primavera estate 2017 si accostano alle seducenti trasparenze dell’organza e alla purezza del cotone e seta. CANGIARI sceglie le basi di bianco e nero per i capi di questa stagione, come tele sulle quali il tessuto al telaio a mano, segno materico distintivo della sapiente manualità artigiana che rende unico ogni capo, dipinge tratti di blu e amaranto.

Le linee essenziali si fondono alla manifattura della tradizione tessile di origine grecanica e bizantina, sintesi del tratto stilistico decisamente femminile e raffinato curato da Maria Paola Pedetta, per la terza stagione consecutiva alla guida della comunità creativa CANGIARI...

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