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In ricordo di Gianni Versace, per i suoi 70 anni

di AGATA PATRIZIA SACCONE

Quando si parla di Versace viene subito in mente la creatività del grande maestro Gianni che indubbiamente è stato il fautore della moda anticonformista. Oggi Gianni avrebbe compiuto, anzi preferisco scrivere compie 70 anni!

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Personalmente non l’ho conosciuto, ero ancora troppo giovane e impegnata nei miei studi universitari quando la follia umana ha fatto spegnere la sua fiamma. Se oggi ho l’onore di scrivere della bella traccia da lui lasciata lo debbo al fratello e caro amico Santo. Circa 15 giorni fa, infatti, durante una delle nostre velocissime conversazioni telefoniche mi ha detto “Agata, giorno 2 Dicembre Gianni compie 70 anni!”. Colta alla sprovvista a quella affermazione intrisa di determinazione, affetto e rabbia, non ho saputo cosa rispondere se non che avremmo celebrato il suo compleanno parlandone. Dopo, riflettendoci mi sono chiesta come avrei fatto a parlare di una persona che non ho mai conosciuto se non attraverso i media…

Ebbene oggi, nel giorno del suo compleanno, timidamente e in punta di penna, ho deciso di scrivere del grande stilista Gianni Versace, colui che è stato il protagonista indiscusso della moda degli anni ‘90 e che con i suoi straordinari abiti ha fatto sognare tutte noi allora ragazzine. Ricordo ancora quando a passeggio per le vie di Taormina ammiravo le sue collezioni esposte nelle vetrine di una storica boutique sognando (come ogni teenager) di poter comprare uno, due o tutti gli abiti della collezione di ogni stagione. Al suo nome ricollego tanti volti di top model grazie a lui divenute celebri, tra queste Naomi Cambpell (con cui aveva un feeling particolare), Claudia Schiffer, Carla Bruni, Linda Evangelista,Christy Turlington…

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Ad ALTAROMA “Icon”, il nuovo percorso di Meo Fusciuni. Nel segno del numero 9

meo_fusciuni_handmade_fragrances_bigicone, 9 odori, 9 stati mistici intrecciati, che vestono il corpo legnoso dell’icona. L’incontro con l’immagine sacra, come ogni preghiera è culla di un nostro bisogno. Di fronte all’Icona l’emozione è immensa, lacrimevole, è questo il mio nuovo orizzonte, emozionare l’olfatto, ricondurre la preghiera al suo odore primordiale al suo stato narcotico. Passo dopo passo, immagine dopo immagine, il volto si ferma, il capo si china sulla resina odorosa. Il ricordo rimane.

E’ il nuovo percorso di Meo Fusciuni. Si chiama “Icon”, racconta un inizio, un nuovo ciclo che avviene, nello stesso significato della parola religione, re-ligare, legare nuovamente. Icon è un rito, una preghiera prima del cammino, un preludio ad un nuovo percorso di ricerca, poetico-olfattivo, il ciclo della mistica.

“Inizio il mio nuovo percorso da Ro...

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