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Indiana Jones sbarca in Sicilia: il primo ciak in estate tra i templi

Indiana Jones e i predatori della Sicilia perduta. E se intitolassimo così -parafrasando un vecchio titolo della saga- l’atteso ciak nell’isola dell’ultima avventura di  Henry Walton Jones Jr., per tutti Indiana Jones?

A vestire i panni del famosissimo archeologo sarà ancora Harrison Ford, ormai quasi ottantenne, certamente meno atletico e latin lover degli esordi (era il 1981, 40 anni fa, quando dalla fantasia di George Lucas debuttò con l’Arca Perduta). La protagonista femminile di questo quinto episodio della saga sarà con certezza Phoebe Waller- Bridge.

Vincendo la concorrenza della Grecia, la Sicilia sarebbe stata scelta come location e i set dovrebbero essere allestiti tra Segesta (nella foto in basso), Cefalù, Scicli, Siracusa e Noto.

Le riprese, con la regia di Ja...

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“With Italy, for Italy”: Stefano Guindani racconta il progetto Lamborghini condiviso con altri 20 fotografi

(di AGATA PATRIZIA SACCONE)

L’Italia in Lamborghini, vista attraverso l’occhio e il clic di 21 prestigiosi fotografi, che hanno immortalato gli angoli esclusivi del Belpaese grazie al progetto “With Italy, for Italy”, che si tradurrà subito in libro e poi in una mostra itinerante.



L’automobile del Toro che risalta nei paesaggi italiani, con un ruolo di primo piano riservato alla Sicilia attraversata dall’automobile del Toro e immortalata negli scatti d’autore di Stefano Guindani, direttore artistico dell’iniziativa: “Quando mi è stato proposto di partecipare non ho esitato a optare per la Sicilia, una regione unica, che avvolge e conquista con la sua bellezza ovunque diversa e i suoi colori –racconta-. Mi ero già innamorato dell’Etna che mi aveva fatto conoscere da vicino il mio amico Andrea Lo Cicero, perciò l’ho chiamato per condividere questa nuova avventura in lungo e in largo. Volevo vivere i famosi tramonti delle Saline di Marsala, veramente una meraviglia straordinaria, ma siamo tornati sull’Etna (dove si ha la sensazione di stare sulla Luna), e poi a Catania, a Taormina, a Caltagirone, a Ortigia, a Scicli, a Ragusa, a Modica, a Punta Secca nella casa di Montalbano, ad Agrigento, a Segesta, al Cretto di Burri di Gibellina che mi ha regalato un’emozione fortissima. Nella sua Palermo ha lavorato la grande Letizia Battaglia. Intanto ho voluto interpretare il territorio insieme alla Lamborghini Urus utilizzando il linguaggio del lifestyle e della street photography per creare un’immagine dove l’auto appare e scompare all’interno dell’inconfondibile cornice che la Sicilia offre. Certo, mancano forse due o tre posti all’interno dell’isola che ho scoperto dopo, come il Teatro di Andromeda, ma ci saranno altre occasioni”.

  • Com’è nato il progetto con Lamborghini?

“Durante il lockdown di primavera, per guardare lontano, al rilancio del nostro Paese, come tradizionalmente ha sempre fatto la Casa di Sant’Agata Bolognese, un simbolo dell’Italia. Le foto, con i reportage realizzati in estate, coinvolgono i modelli della gamma Lamborghini più rappresentativi, dalla Sián Roadster alla Aventador SVJ, al Super SUV Urus, all’agile Huracán fino ad alcune vetture storiche della Casa come Miura, Countach e Diablo. Diventeranno un libro a Natale e una mostra da far vedere quando per tutti noi speriamo sarà di nuovo possibile viaggiare e visitare musei”.

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Turismo in Sicilia: la natura incontaminata regina rispettata al Marzà Lounge Bar & Relax

L’incanto di un luogo incontaminato, immerso nella natura rimasta sovrana di un regno non consegnato al turismo di massa, nella Sicilia meridionale dai colori caldi, dove i fenicotteri sorvolano il cielo poco prima del tramonto per raggiungere un vicino pantano e le piccole papere sfrecciano nuotando a ridosso della riva del mare.

Siamo a Marzà, in territorio di Ispica, al confine tra il ragusano e il siracusano, lungo la costa aretusea dove lo Jonio abbraccia il Mediterraneo.

E’ qui, in questo paesaggio unico e impareggiabile, che due lungimiranti architetti che si definiscono ‘viaggiatori per hobby’, Salvatore Tringali e Teresa La Rosa, hanno creato il Marzà Lounge Bar & Relax, location esclusiva totalmente ecosostenib...

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Dolce e Gabbana, dalla sfilata all’Humanitas per la Milano Digital Fashion Week alla proiezione del loro film ‘Devotion’ a Taormina: “È un nuovo inizio, il mondo sta cambiando e le novità saranno tante”

di AGATA PATRIZIA SACCONE

E’ stato il primo fashion show post pandemia dal vivo, quello di Dolce&Gabbana, in calendario nella Milano Digital Fashion Week, in uno scenario scelto non a caso, nei giardini del Campus di Humanitas University, eccellenza medico-scientifica impegnata anche nella cura del Covid-19. Un ristretto parterre, per le restrizioni sanitarie: a parteciparvi 270 ospiti, che hanno contribuito, come gli stessi stilisti, a una donazione per la ricerca.

Lo sguardo rivolto al futuro: nella singolare passerella, il sogno italiano rappresentato attraverso la gioiosa collezione uomo primavera estate 2021, dedicata all’Hotel Parco dei Principi di Sorrento e ispirata al design di Giò Ponti, con un inno al bianco e blu.  

“Il momento particolare ci impone di seguire un protocollo di sicurezza specifico, lo facciamo con piacere.” –spiega Stefano Gabbana “Crediamo che ciò non significhi rinunciare a raccontare la nostra creatività. Stiamo scegliendo, di volta in volta, il format e il mezzo che riteniamo più adatti per presentare le nostre nuove collezioni. Così, i primi di luglio è stata la volta dell’Alta Moda, tre giorni di eventi in digitale, e il 15 luglio della sfilata della Collezione Uomo PE2021 presso il Campus di Humanitas University, alla presenza di un numero limitato di ospiti. È un nuovo inizio, il mondo sta cambiando e le novità saranno tante. È bello affrontarle con curiosità e appassionarsi ai prossimi progetti che ci vedranno impegnati”.



Questo appuntamento è coinciso con il vostro recente rientro all’interno della Camera Nazionale della Moda Italiana, dopo 15 anni di distacco. Com’è maturata la scelta?

“Siamo da sempre innamorati dell’Italia e abbiamo investito la nostra energia per sostenerla e farla conoscere al mondo.” –rispondono all’unisono Dolce e Gabbana “La moda ha bisogno, ora più che mai, di forte positività e unione. In un momento particolare come questo abbiamo pensato fosse importante e giusto unire le forze. Abbiamo sostenuto il progetto della Camera della Moda “Italia We Are With You” ad aprile e abbiamo poi scelto di far parte della “Digital Fashion Week”. Queste collaborazioni ci hanno riavvicinato a Camera Moda e rientrare a farne parte è stata una conseguenza naturale. Speriamo che uniti si possa guardare insieme al futuro dando alla moda il rispetto e l’attenzione che merita, sia per sostenere la filiera produttiva, sia perché la moda stessa è una delle massime espressioni della creatività italiana”.

L’Italia storicamente è culla del mondo. Complessivamente ritenete che la ripartenza economica internazionale possa essere innescata dal nostro paese e dal suo brand più famoso che è il Made in Italy?

“Per noi l’Italia è il luogo dove tutto è iniziato e dove tutto torna sempre, come un cerchio che si chiude.” –ribadisce Stefano- “Ogni regione ha una storia da raccontare, un folklore che rivela l’anima del territorio e delle persone che lo abitano, perle di rara bellezza che devono essere conosciute. Quello che cerchiamo di fare con le nostre collezioni è raccontare e trasferire, specialmente alle nuove generazioni, l’amore per questo patrimonio culturale, per lo stile di vita italiano, un sentimento, un insieme di valori positivi. Le cose belle devono essere portate avanti e, come sempre, nel nostro piccolo cercheremo di dare un contributo. Continueremo a puntare sulla nostra Italia!”

In un momento così critico vi siete fatti trovare pronti a rimettere in moto la macchina della produzione e degli eventi aiutando così anche le sorti dei comparti più deboli come quello degli artigiani. A tal riguardo ritenete che siano sufficienti le misure emanate dal governo per il dopo pandemia?

“Non siamo economisti, non ci piace quindi dare giudizi tecnici” –precisa ancora Gabbana- “Siamo però consapevoli della fortuna che abbiamo nel vivere in un Paese che ha un incredibile patrimonio artistico e culturale e siamo fieri di poter dar luce, con il nostro lavoro, alle maestrie artigianali che, ancora oggi, rappresentano una eccellenza. In Italia siamo immersi nel ‘bello assoluto’. Il cibo, il territorio, l’arte e la cultura ci regalano continuamente bellezza. Sono spesso gli stranieri a ricordarci che, una semplice passeggiata, ci permette di ammirare palazzi dall’architettura meravigliosa, sia questa barocca o rinascimentale”.

La Sicilia, terra natìa di Domenico Dolce (originario di Polizzi Generosa, sulle Madonie), è una fonte privilegiata di ispirazione, come racconta il vostro film ‘DEVOTION’,  diretto da Giuseppe Tornatore con la colonna sonora inedita di Ennio Morricone, girato tra Palermo e Monreale e presentato in anteprima al Teatro Antico di Taormina, che ad agosto sarà proiettato in diverse piazze dell’isola. La pellicola vi riprende anche al lavoro, tra le suggestioni culturali uniche di una regione che in maniera evidente stimola la vostra capacità creativa.

DEVOTION, diretto dal maestro Tornatore che in passato ha curato anche alcuni nostri spot, vuole raccontare il nostro infinito amore per la Sicilia, il valore più grande del nostro presente”. –afferma Dolce-  Ciò che siamo oggi è il risultato della nostra storia, delle nostre esperienze e dei valori che ci hanno sempre ispirato. È importante essere consapevoli del tempo in cui viviamo ma contemporaneamente crediamo che non ci sarebbe un presente, un futuro, senza un passato, un’eredità, da cui attingere e a cui guardare con nuovi occhi”.

Le tappe siciliane di proiezione sono Siracusa (1 agosto), Caltagirone (5 agosto), Castellammare del Golfo (8 agosto), Palermo (12 agosto) e Polizzi Generosa (16 agosto).

“Non ci sono parole inoltre per esprimere la riconoscenza e l’ammirazione che ci legano al grande Ennio Morricone.” –aggiunge Gabbana- “Le sue musiche sono state colonna sonora di diversi nostri progetti, che il compianto Maestro ha reso ancora più speciali grazie alla sua geniale predisposizione al bello. La sua partecipazione al film ‘DEVOTION’ rimarrà per sempre nei nostri cuori”.

Monica Bellucci a Taormina con Stefano Gabbana e Domenico Dolce per l’anteprima di ‘Devotion’ al Teatro Antico

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L’étoile Eleonora Abbagnato: “Superiamo la pandemia e il sipario si aprirà. Sarà riprogrammato il mio spettacolo di addio all’Opéra di Parigi”

“Da due mesi i nostri spettacoli sono stati cancellati, le nostre prove sono state interrotte e non sappiamo quando potremmo tornare in sala e sulla scena. Questo particolare momento storico, che nessuno ha mai dovuto fronteggiare neppure ai tempi delle due guerre mondiali del secolo scorso, ci costringe a riflettere anche sul nostro patrimonio culturale e artistico, che ci ha permesso di primeggiare in tutto il mondo. E’ arrivato ora il momento di pensare ad azioni comuni per fronteggiare un nemico che minaccia di annullare la bellezza della nostra arte”.

L’étoile Eleonora Abbagnato, in procinto di lasciare l’Opéra National de Paris (ma non la danza), confida sulla riapertura dei teatri e di un nuovo corso della cultura. Nei giorni scorsi -in una conferenza da remoto con altri direttori dei corpi di ballo italiani, coreografi e ballerini- ha voluto confrontarsi con gli altri artisti per comparare spunti e idee su come uscire al meglio dall’impasse determinata dalla pandemia. Un’emergenza internazionale che ha reso necessario pure il rinvio dell’evento celebrativo per il suo addio all’Opéra di Parigi, inizialmente in calendario questo mese maggio. Nel frattempo ha trascorso questo periodo con la famiglia a Ibiza, dove si trovava poco prima che scoppiasse il lockdown.

“Sarà dura, ma è necessario ripartire con una riflessione profonda sulla vita e sulle cose che hanno più valore. La tutela della cultura va sottolineata, si prevedono tempi assai difficili per i teatri e per gli artisti, cinque mesi senza una programmazione è una grande perdita per tutti gli addetti ai lavori” –dichiara la Abbagnato “Relativamente al mio ultimo spettacolo all’Opera di Parigi, molto difficile che si possa riprogrammare prima di settembre. Tuttavia, dopo 28 anni trascorsi in quel teatro è giusto che io calchi quel palcoscenico per il doveroso saluto, un rito per un’étoile e io non voglio rinunciarci”.

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