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Milano Fashion Week Women’s Collection al via con 43 sfilate in presenza e 22 digitali

Si alza il sipario sulla Milano Fashion Week Women’s Collection (21-27 settembre 2021), che segna il ritorno agli eventi fisici con un calendario di 65 sfilate (di cui 2 doppie), 43 in presenza e 22 digitali; 98 presentazioni e presentazioni su appuntamento (77 in presenza e 21 digitali) e 41 eventi (37 in presenza e 4 digitali) per un totale di 204 appuntamenti in calendario (157 in presenza e 47 digitali).

Tra le principali novità, il ritorno in calendario del marchio Roberto Cavalli sotto la direzione creativa di Fausto Puglisi e dei brand Moncler e Boss. Presenti per la prima volta nel calendario presentazioni i brand Colville, Cormio, Quira, Andreadamo, Defaince by Nicola Bacchilega, Roberto Di Stefano, Aniye By, Iuri, Traffico, Radica Studio, Airin Tribal e ATXV. Al deb...

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TAOMODA 2021: La notte magica dei Tao Awards al Teatro Antico di Taormina

Taormina elegante e glamour con un parterre d’eccezione al Teatro Antico nella notte dei Tao Awards, evento esclusivo e appuntamento clou che conclude la Taomoda Week, tra i Grandi eventi della Regione Siciliana, patrocinata tra gli altri dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e realizzata in sinergia con l’Assessorato regionale alle Attività Produttive, con il supporto dell’Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. XXII edizione davvero straordinaria.

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A ricevere l’ambito riconoscimento nel corso del Gala presentato dalla giornalista Cinzia Malvini sono stati per la Moda: Cristiano Burani, Gianluca Capannolo, Alessandro Enriquez e la coppia creativa di designer Marco Giugliano e Nicolò Bologna, che hanno lanciato il brand Marco Bologna. Con coinvolgenti fashion show, tutti i designer premiati hanno presentato le loro collezioni sul palcoscenico prestigioso del Teatro Antico, con le acconciature curate dagli hair stylist del gruppo Wella e il make up dall’Accademia Menea.

Gli altri Tao Awards: a Piero Piazzi, manager e talent scout, è andato il premio alla carriera. A Simone Marchetti, Vanity Fair European editorial Director and Vanity Fair Italia Editor in Chief presso Condé Nast, è stato consegnato il TAO AWARD EXCELLENCE per il giornalismo, mentre ad Antonio Guccione quello per la fotografia. A Yvonne Scio’ il TAO AWARD “Donna… we are with you” per il suo impegno a difesa delle donne e per come ha saputo raccontare il mondo femminile, attraverso il documentario Seven Women, un vero e proprio viaggio attraverso le confessioni di Rosita Missoni, Rula Jebreal, Patricia Field, Bethann Hardison, Susanne Bartsch, Alba Clemente e Fran Drescher. Ludovica Casellati è stata insignita del primo TAO AWARD dedicato alla Sostenibilità, per il suo impegno nella promozione di un turismo a basso impatto ambientale.

Il TAO MUSIC AWARD 2021 è stato consegnato, invece, a La Rappresentante di Lista (LRDL) la band fondata da Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi che ha debuttato allo scorso Festival di Sanremo.

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SUSTAINABILITY DAY, prima giornata della sostenibilità, nel calendario della TAOMODA WEEK 2021

In concomitanza con la celebrazione del 75° anniversario dalla prima riunione generale delle Nazioni Unite in Sicilia si istituisce il Sustainability Day, prima giornata della sostenibilità nell’isola ma anche prima giornata a tema sostenibilità organizzata in una regione italiana. Il contesto è quello della Taomoda Week 2021, a Taormina.

“Una moderna agorà – commenta Agata Patrizia Saccone, ideatrice di SUSTAINABILITY DAY e presidente di TAOMODA – per riflettere sulle sfide e sulle tendenze in atto a livello mondiale sul tema dello sviluppo sostenibile. Un punto privilegiato di confronto per analizzare il modo in cui la globalizzazione, la green e blue economy stanno influenzando e orientando l’evoluzione di una crescita economica a misura d’uomo”.

Una full immersion articolata in due sezioni: prima la master class su “Azioni e strategie per gli obiettivi ONU agenda 2030”, che vede coinvolti anche gli studenti delle università siciliane chiamati a riflettere sulle tematiche relative all’ambiente. Tra i relatori, la Prof. Patrizia Lombardi del Politecnico di Torino, Presidente del Comitato di Coordinamento della RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile). Focus della master class alcuni temi di attualità messi a confronto dai docenti universitari e dagli imprenditori: comunicazione, simbiosi industriale, riciclo di scarti dell’agroindustria e mobilità sostenibile. A seguire la tavola rotonda, moderata dalla giornalista Mariarita Grieco (RAI TG2), durante la quale istituzioni, aziende, giornalisti e studiosi dibatteranno sulla trasformazione sostenibile dell’economia italiana, ponendo soprattutto l’accento sull’importanza dei green jobs, con un parterre di autorevoli ospiti.

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Presenti numerosi big player del settore, che hanno saputo cogliere le sfide della sostenibilità e che sono impegnati in prima linea a contrastare le problematiche legate all’ambiente, al cambiamento climatico, all’energia rinnovabile, alla rigenerazione urbana, alla moda e a un turismo green.

Tra i relatori: Ludovica Casellati (giornalista, scrittrice e bike addicted), impegnata nella diffusione del cicloturismo ed ideatrice nel 2015 anche degli Italian Green Road Award; Mario Boselli (Presidente Fondazione Italia Cina); Andrea Tessitore (Senior Advisor progetto Elite –Borsa Italiana); Oscar Di Montigny (scrittore e divulgatore internazionale) e fondatore di Flowe, la prima banca sostenibile; Sandro Pappalardo (componente CdA ENIT); Cinzia Malvini, giornalista La7.

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Idee imprenditoriali dell’Italia sostenibile

In un momento non facile in cui l’intero pianeta combatte contro la pandemia, il tema della tutela del pianeta assume un valore ancora più rilevante. L’Earth Day, appuntamento nato nel 1970 e che si celebra ogni anno il 22 aprile, coinvolge oltre un miliardo di persone grazie all’opera degli oltre 22mila partner in oltre 190 paesi configurandosi così come l’evento di sensibilizzazione alla tutela del Pianeta più impattante al mondo.

L’Italia, impegnata in prima linea sul tema della sostenibilità tanto da riconfermarsi per il terzo anno consecutivo prima in Europa nell’Economia circolare, tantissime le iniziative e i progetti rivolti alla tutela dell’ambiente.  Nascono così progetti che coinvolgono contestualmente tutta la Penisola, un esempio quello promosso da Oscar Di Montigny per FLOWE, la prima banca italiana sostenibile.

“Il nostro impegno sulla sostenibilità è ogni giorno dell’anno perché FLOWE nasce con questa mission coniugando educazione, tutela dell’ambiente e business –afferma Di Montigny-.  Nello specifico nel mese di aprile, per celebrare l’Earth Day assieme al nostro partner no profit Plastic Free, siamo impegnati nella raccolta della plastica in oltre 140 città d’Italia.  I nostri progetti sulla sostenibilità coinvolgono tutte le generazioni perché corrispondono al bisogno collettivo delle persone di sentirsi parte attiva di questo cambiamento. Per questo con il nostro programma Revolutionsaremo impegnati con la divulgazione ed educazione in materia di sostenibilità attraverso seminari e webinar. Se fai parte della comunità di FLOWE sei un’attivista”.

Pure i grandi nomi della moda sono tutti allineati sul tema della sostenibilità. Uno dei precursori è l’imprenditore Claudio Marenzi, dal 2010 impegnato con il progetto Herno Globe, frutto del lavoro del reparto di ricerca e sviluppo dell’azienda impegnato su sperimentazioni e rivoluzioni eco-ambientali nei processi produttivi e nel prodotto. L’esclusivo progetto della maison Herno è Fast5Degradable, il nylon creato dal filato di poliammide 6.6 Amni Soul Eco che nella versione 20 Denari è un’esclusiva internazionale del brand. Il processo di degradazione anaerobico completo avviene in  5 anni rispetto ai 50 del comune nylon, si decompone in materia organica e biogas che contribuiscono a fornire nuove risorse per l’ambiente, oltre che a produrre energia dai rifiuti. I modelli prodotti sono un bomber con cappuccio, un gilet e un parka, tutti imbottiti in piuma e completamente biodegradabili, accessori inclusi.

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Antonio Franceschini (CNA): “Promuovere il consumo interno del Made in Italy per avviare la ripresa”

Una ripartenza graduale, in Italia, quella del dopo pandemia. Le imprese provano a rimettere in moto la macchina produttiva. A cominciare da quella della moda e dell’artigianato.

“Sicuramente c’è la possibilità di aiutare queste imprese” –afferma Antonio Franceschini, responsabile nazionale CNA–  “occorrerebbe in questa difficile fase porre risorse da poter investire al fine di innovare le stesse imprese dal punto di vista digitale e organizzativo, quindi accompagnarle sui mercati internazionali con un’attenzione particolarmente dedicata. Come CNA Federmoda, in particolar modo pensiamo, per sostenere le PMI, sovvenzionare le piccole imprese ad avere figure di digital manager che aiutino i piccoli imprenditori a dialogare anche con le piattaforme digitali. Attraverso l’innovazione sono certo che poi le nostre imprese sapranno dimostrare di essere in grado di farsi spazio. E’ chiaro che dovrà esserci un alleggerimento dell’imposizione fiscale, trovare delle condizioni per ridurre il cuneo fiscale, così come un alleggerimento delle questioni burocratiche perché non possiamo trovarci spiazzati su alcuni piazze internazionali per questioni legate al costo del lavoro”.

Cosa potranno fare invece coloro che si trovano invece nella fase “start up” della loro azienda?

”Indubbiamente queste sono imprese che vanno tutelate maggiormente. Le start up non posso ritrovarsi escluse dal mercato perché costrette a saltare le stagioni, un domani a loro rientrare nel giro risulterebbe ancor più complicato”.

Com’è quantificabile la perdita economica in questi mesi di stop obbligato?

La situazione è chiaramente pesante, noi ancora non eravamo completamente usciti dalle passate crisi, quindi il rischio di una decimazione è alto. Bisogna capire e interpretare bene gli attuali dati di “calo del fatturato” diminuito del 56% negli ultimi mesi. Inoltre 7 imprese su 10 hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali.  Una domanda che ci poniamo è come il sistema saprà reagire e pragmaticamente come i nostri artigiani riusciranno a presentare le prossime collezioni: per il mondo delle fiere tradizionali, per esempio, sappiamo che bisognerà pensare a qualcosa di nuovo, quindi ci sarà la grande scommessa su come ridisegnare il nostro settore nel prossimo futuro”.

Privilegiare l’acquisto di prodotti Made in Italy per rilanciare i consumi e sostenere l’intera filiera della moda, un settore costituito da più di 80mila imprese che danno lavoro ad un milione di addetti, aiuterebbe?

“Certo! Servono risorse proprio per promuovere fortemente il consumo interno del Made in Italy. Noi come CNA abbiamo lanciato una manifesto ai media dove invitiamo il consumatore italiano a porre attenzione sul consumo interno, con lo slogan ‘Privilegia l’acquisto Made in Italy per aiutare le imprese il paese a ripartire’. Dobbiamo lavorare tutti in questa direzione ricordandoci sempre che dietro i prodotti italiani ci sono tante persone. Dobbiamo essere consapevoli di sostenere le nostre imprese. Abbiamo la fortuna di avere una filiera integra, con grandi artigiani che sono in grado di lavorare con i più importanti marchi. Inoltre, enti quali la Camera Nazionale della Moda Italiana, hanno messo in evidenza come il sistema moda del nostro Paese riesca a giocare un suo ruolo strategico a livello internazionale perché ha dietro questo tessuto di tante piccole e medie imprese che rappresentano il ‘saper fare’ che deve essere a tutti i costi salvaguardato per continuare la tradizione”.

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