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L’edizione della Milan Fashion Week “phygital”, tra live e streaming

La Milan Fashion Week al tempo del Covid privilegia lo streaming, ma non senza appuntamenti in presenza accessibili a una ristretta partecipazione e un mega-evento firmato Armani destinato al grande pubblico grazie alla diretta Tv su La 7. Re Giorgio ha scelto la televisione per venire incontro alle esigenze di chi lo segue, siano esperti di moda o gente comune di ogni età. 120 ore di lavoro per l’allestimento, 34 specie di piante da 8 paesi, 160 luci, 14 camere per le riprese.

Sfilata digital quella di Prada per la ‘prima’ della direzione creativa congiunta tra Miuccia Prada e Raf Simons.

 

E poi corsa al video -o spettacolo virtuale dir si voglia- più originale: da Moschino con le sue marionette un po’ inquietanti (idea nata con l’aiuto di Jim Henson Studios e apprezzata da Anna Wintour), a Fendi, Dolce & Gabbana, Salvatore Ferragamo, Max Mara e Valentino. Il made in Italy impera. Per la sua prima sfilata milanese, aperta a 200 invitati distribuiti su cubi in uno spazio industriale, il direttore creativo di Valentino, Pierpaolo Piccioli, ha proposto una romantica collezione nei dettagli di reticolo e pizzo, stampe floreali, balze e frange, contrapposti a mini orli e dettagli borchiati. Per la chiusura dello show, una ricca collezione di abiti in chiffon fluenti in monocromi fino alla conclusione nel classico rosso.

Un evento mediatico pure la passerella di Donatella Versace. Fashion film, inoltre, quelli di Luisa Beccaria (dal titolo “Know Thyself”, interpretato da Lola Schnabel), Angela Missoni con il suo racconto, quindi l’esperimento sociale di Msgm, ovvero il marchio di Massimo Giorgetti, con l’autoritratto di 12  donne di ogni estrazione sociale e nazionalità. Girato a Bolgheri lo short movie di Ermanno Scervino, con le top model Irina Shayk, Natasha Poly e Joan Smalls per i 20 anni della maison. In dosso pizzo bianco con lavorazioni a rilievo, ottenute con una tecnica sperimentale che crea l’effetto ricamo ma con un abile gioco di intagli.

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Milano Moda Donna AI 20/21: il coronavirus impone di apprezzare le sfilate in streaming

Alla fine hanno prevalso il rischio da coronavirus, la sensazione di paura, l’accortezza della precauzione. Questa edizione di Milano Moda Donna si ricorderà per il panorama surreale degli ultimi giorni, per l’eccezionalità di un’emergenza che ha fatto optare Armani e Biagiotti per la sfilata a porte chiuse. Una sfilata, quella di Re Giorgio, che in streaming è stata seguita da un milione di persone, addetti ai lavori compresi.

Del resto l’esperimento dello streaming per coinvolgere buyers orientali e gli influencer del Sol Levante (e non soltanto loro) voluto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana grazie al lodevole progetto inclusivo “China we are with you” da sé ha prodotto risultati entusiasmanti con oltre 16 milioni di contatti. Quella dell’esperienza digitale è la nuova finestra sul mondo fashion, da anni testata ma che l’emergenza ha reso quasi obbligatorio scoprire. Con numeri assai interessanti.

Adesso ci sarà da verificare, via via, come andranno gli ordini con i Paesi d’Oriente e bisognerà aspettare ancora un po’ per il bilancio di stagione. Nel frattempo, per la produzione, molti stilisti che hanno volto lo sguardo verso l’Est negli anni, forse guarderanno adesso più ai fasonisti italiani per riscoprire le vecchie tradizioni del made in Italy. Questa l’altra faccia della medaglia di uno stravolgimento mondiale provocato dal rischio contagio Covid-19 che adesso, con la diffusione nel Nord del Paese, paradossalmente, nei confronti degli altri Stati che hanno predisposto previdenti misure di sicurezza, mette gli italiani “in posizione” cinese. Così chi è transitato in questi giorni in zona gialla nella Penisola non potrà andare in Francia per seguire la moda di Parigi, motivo per cui anche questo sarà un evento da seguire in streaming.

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Il Gala di TaoModa Tao Awards 2016 in streaming

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